Lampedusa recensione di un’isola

Lampedusa: un’isola divisa in due.
Un breve soggiorno a Lampedusa in settembre 2008 mi ha fatto scoprire un mare molto bello, caldo e facilmente fruibile, anche da bambini e anziani, per merito delle sue numerose spiaggette.

La cosa che invece mi ha stupito e non sono riuscito a capire è la divisione netta degli esercenti e commercianti in due categorie ligi ed evasori: tutti i gelatai, i baristi e gli altri commercianti al minuto mi hanno rilasciato scontrini fiscali mentre tutti i ristoratori e l’unico gestore del villaggio con cui ho avuto a che fare mi hanno fatto ricevute farlocche, solo il terribile scirocco che, mantenendo la temperatura intorno ai 40 gradi e l’umidità sopra l’80%, mi ha tolto le forze mi ha impedito di presentare queste ricevute alla guardia di finanza onde facesse gli accertamenti del caso.
Lampedusa: un’isola di persone gentili.
In tutta la mia permanenza sull’isola, una settimana, non ricordo che una o due persone meno che cortesi o addirittura cordiali.
Lampedusa: recensione di tre ristoranti.
La trattoria del porto: (ha una bella terrazzina sul tetto con vista sul porto) su esplicita richiesta, dopo un “pizzino”, mi ha portato uno scontrino fiscale al termine di una cena la cui grande tavolata di antipasti di pesce era tutta da dimenticare; non voglio tediarvi con l’esame di tutti gli undici antipasti che ho provato e di cui il solo tonno salato sott’olio era degno di essere terminato, non grande il merito, forse, in quanto ho la netta impressione che lo acquistassero il barattolo,ma non avendone le prove lascio adito al dubbio. All’antipasto seguì un cous cous di cernia con la semola giustamente sgranata, ben condita e molto piacevolmente aromatica, la cernia era un poco meno gustosa e le verdure alquanto scipite.

Le porzioni sono state abbondanti e il prezzo, per due persone, senza vino, 40 euro.
La trattoria Pugliese: (un poco fuori dal paese, a fianco dell’aeroporto, quando decollano gli aerei si sentono i fumi di scarico, per fortuna non c’è un continuo viavai) pare sia il ristorante preferito dagli isolani e da molti turisti, la capocameriera, forse non è sempre di cattivo umore e scostante come la sera in cui sono andato io, altrimenti può essere motivo sufficiente per mangiare pane e panelle in centro paese, una seconda cameriera cerca di sfilarti il piatto da sotto le posate non appena ti distrai e il terzo simpaticamente tamarro fa ambiente; l’antipasto di pesce, pur piccino, era di ottima fattura, così pure le linguine con ragù di ricciola e deliziose le “caramelle”, ripiene di non ricordo quale pesce, condite con pomodoro e ricotta (deliziosa) purtroppo negativo il giudizio sui calamari fritti (nonostante fosse stagione) in quanto l’infarinatura, sabbiosa, si staccava dal calamaro dando una sensazione di fastidio; il prezzo di quanto descritto, per due persone,  senza vino fu di 55 euro.
Il ristorante La Roccia: (fuori paese, all’interno del camping e villaggio omonimo, con intorno alcuni dei pochi alberi dell’isola) il ristorante avrebbe una terrazza panoramica,che preferiscono però lasciare alle sdraio, i pasti vengono serviti perciò sotto una tettoia, ad alcune decine di metri dal bordo della terrazza, senz’altro la posizione è più riparata e i camerieri fanno meno strada, ma al tramonto non si vede il mare, né più tardi la luna; nonostante la giovane età dello chef (Vincenzo di Palma, 23 anni) i piatti che ho provato sono stati impeccabili, dagli antipasti terra-mare (con ottimi calamari ripieni e squisita ricciola affumicata ad es.), alle orecchiette con ragù di ricciola, non entusiasmante solo il risotto gamberetti e more di gelso, anche la disponibilità dello chef a soddisfare richieste del cliente fuori dalla carta è da segnalare, anche qui la cameriera è un poco balzana, passa da una cordialità fin esagerata dalla prima volta che la si vede a una asciuttezza inspiegabile…

Il prezzo per due persone, senza vino, fu di una cinquantina di euro di media, ma non prendemmo mai tutte le portate, la temperatura “invitava” a restare leggeri.
Lampedusa: l’unico campeggio.


Il Camping e villaggio La Roccia: ha il pregio di avere alcuni dei pochi alberi presenti nell’isola, solo nel Vallone dell’Acqua ne troverete di più, e di avere accesso a una piccolissima spiaggia (circa 4 m) che dà su una cala (Cala Greca) da cui facilmente si raggiungono a nuoto altre belle cale adiacenti, purtroppo, con la scusa che la spiaggia non è loro, la direzione del campeggio non si occupa di farla ripulire al mattino da cartacce e da quant’altro nella notte il mare ha depositato, stante le sue dimensioni non sarebbe lavoro di più di dieci minuti.

Le sistemazioni disponibili nel villaggio sono:

– “dammuso”: non credeteci, non hanno niente a che vedere con i veri dammusi di Pantelleria, le pareti sono un quinto o un decimo, di conseguenza la temperatura all’interno è superiore a quella esterna, noi abbiamo sempre dormito nudi, con la ventola al massimo, il sogno ricorrente era di essere sulla pista di un aereoporto inseguiti da un aereo in decollo;

– casette in legno marrone scuro: un poco più caldi dei “dammusi” (ho visto vari ospiti dormire fuori);

– roulotte: sono vecchiotte e l’ombra non è fittissima, fate voi;

    Inoltre: all’interno del “dammuso” per 3 persone che abbiamo preso noi nonostante fossimo in due (sapevamo delle dimensioni ridotte) l’armadio per i vestiti era una specie di libreria senza ante, di non facile accesso, oltre a questa l’arredamento era costituito da un ripiano per la valigia, (attenzione inoltre se siete un po’ in carne non passerete tra la doccia e il lavabo quindi non avrete accesso al wc).

    All’interno del campeggio è presente un mini-market (che dà sempre gli scontrini fiscali) con l’indispensabile e appena fuori un noleggiatore di auto, moto e quad.

    Anche nel campeggio, come nel ristorante annesso, non danno ricevute fiscali: avrei dovuto passare quando ci fosse stato il direttore visto che gli altri impiegati sono autorizzati a incassare, ma non a rilasciare tali ricevute.

    Quanti giochi alla tivù

    Da oltre un anno, tutti i giorni,

    ci propinano il balletto

    dei sondaggi altalenanti,

    ci dan numeri varianti.

    E la vecchia presidenza

    già da mesi, sui giornali,

    vien descritta dimezzata.

    Come chicche alla Befana

    qui si scartano le vesti

    dei bambini e delle madri,

    uno scandalo annunciato

    vale quanto uno trovato.

    Quel che sembra debolezza

    da doman divien prodezza.

    Questa è la democrazia?

    E in Italia votano chi?

    Chi di più le spara grosse

    e men mostra la vergogna

    del passato e del presente;

    chi più mostra faccia tosta

    e un sorriso accattivante.

    Oh ma noi non siamo i soli,

    siamo in buona compagnia.

    Se facessimo una riffa?

    Senza stare a perder tempo

    a seguire convenzioni;

    sarem forse defraudati

    delle partecipazioni?

    Risparmiando le elezioni

    e il balletto che consegue,

    quante pagine il giornale,

    e poi, il telegiornale,

    quanto tempo risparmiato,

    quanti gli alberi graziati.

    Ma dobbiam sentirci parte

    della rappresentazione,

    altrimenti non sta bene.

    Decidon sempre gli stessi,

    ma a noi tocca l’illusione,

    di decider qualche cosa,

    e dobbiamo essere contenti

    della parte che giochiamo:

    quella dei sempre più fessi.

    Milano 4 Settembre 2008