Sciopero dei donatori di sangue in Lombardia

Pensavo alla tutela della vita e dal dolore

Sdraiato sul lettino guardavo il plafone
e, nel suo volo torpido, una zanzara,
sembrava incongrua sul bianco, immacolato,
poi sorrisi, era del mestiere un’esperta.
La sacca del mio sangue oscillava lenta,
tra una battuta dell’addetta e un donatore,
io ero lontano dal luogo e dal momento,
pensavo ad Eluana Englaro e al suo tormento.
Pensavo alla prigione ed alla sua innocenza.
Fine pena mai, era a vita condannata.
Oh, che contraddizione! Se servi sei morto!
Prendono quello che gli serve a cuor battente…
È il silenzio come un assenso confermato.
A chi vuol, invece, la fuga non è data.
Andarsene in silenzio senza patir dolor
non è concesso.
Allora parlerò per chi non lo può fare.
Se a chi vuole morire non sarà concesso,
io sciopero, morirà qui chi non lo vuole,
e lungi donerò il mio sangue a chi gli serve.

Milano 15 Dicembre 2008
Poesia dal “MAnifesto dei Donatori di Sangue Lombardi per la Tutela dei Diritti del Malato”
La mobilitazione dei donatori di sangue inizia dalla Lombardia, la prima regione a pronunciarsi contro la decisione della magistratura di rispettare la volontà di Eluana Englaro è anche la prima in questa mobilitazione per il rispetto del malato e della sua volontà.
Contro la schizofrenia della politica e di parte della classe medica, che da una parte vogliono poter espiantare gli organi considerendo il silenzio del paziente come assenso implicito, dall’altra vogliono poter tenere artificialmente legato al letto di un’ospedale il corpo di chi invece aveva espresso la volontà di non essere sottoposto a nutrimento, idratazione, trattamenti farmacologici ecc.
Politici e medici insieme al clero vogliono poter decidere della nostra vita e della nostra morte. Si donino il sangue da soli!

Astensione dalle donazioni di sangue per protesta.

Poesia dal “MAnifesto dei Donatori di Sangue Lombardi per la Tutela dei Diritti del Malato”

Pensavo alla tutela della vita e dal dolore

Sdraiato sul lettino guardavo il plafone
e, nel suo volo torpido, una zanzara,
sembrava incongrua sul bianco, immacolato,
poi sorrisi, era del mestiere un’esperta.
La sacca del mio sangue oscillava lenta,
tra una battuta dell’addetta e un donatore,
io ero lontano dal luogo e dal momento,
pensavo ad Eluana Englaro e al suo tormento.
Pensavo alla prigione ed alla sua innocenza.
Fine pena mai, era a vita condannata.
Oh, che contraddizione! Se servi sei morto!
Prendono quello che gli serve a cuor battente…
È il silenzio come un assenso confermato.
A chi vuol, invece, la fuga non è data.
Andarsene in silenzio senza patir dolor
non è concesso.
Allora parlerò per chi non lo può fare.
Se a chi vuole morire non sarà concesso,
io sciopero, morirà qui chi non lo vuole,
e lungi donerò il mio sangue a chi gli serve.

Milano 15 Dicembre 2008

La mobilitazione dei donatori di sangue inizia dalla Lombardia, la prima regione a pronunciarsi contro la decisione della magistratura di rispettare la volontà di Eluana Englaro è anche la prima in questa mobilitazione per il rispetto del malato e della sua volontà.
Contro la schizofrenia della politica e di parte della classe medica, che da una parte vogliono poter espiantare gli organi considerendo il silenzio del paziente come assenso implicito, dall’altra vogliono poter tenere artificialmente legato al letto di un’ospedale il corpo di chi invece aveva espresso la volontà di non essere sottoposto a nutrimento, idratazione, trattamenti farmacologici ecc.
Politici e medici insieme al clero vogliono poter decidere della nostra vita e della nostra morte. Si donino il sangue da soli!

Necropoli fenicia

La sepoltura, aperta, al sole,
esposta, al ludibrio dell’agosto
mostrava lo scheletro, scomposto,
intorno, qualche oggetto personale.

Appoggiate, vicino, tra i pennelli
le numerate scatole, le ossa
della mano e pochi, poveri anelli,
erano corona alla scarna fossa.

Ma l’ora della pausa meridiana
si protraeva ed era quasi sera,
avrebbe potuto, forse, la luna

coprire come d’un manto di cera,
pallida, spettrale, il perpetrato
scempio, nessuno avrebbe protestato.

Milano 8 Dicembre 2008

Mostra i nidi l’autunno

Dal reggiseno slabbrato
cade un poco il seno.
Una punta di cellulite
scava le natiche tonde.
Ombre di piccoli vasi
ti fanno rete ai polpacci.
Il ventre acciambellato
attorno all’ombelico
è il cuscino eletto
dove vorrei affondare,
almeno lo contemplo
io l’uovo nel nido.
Io albero, ramo, fronda,
avvolto intorno al nido
sfido gli elementi,
intorno a te mi stringo,
a ogni colpo di vento
con te più mi confondo.

Milano 22 – 10 – 2003