Se potessi pensare, se potessi scrivere

Il sapore dolciastro della morte

è quello del glucosio nella flebo,

sento il tuo dolore più del mio,

sento l’amaro gusto della salvia,

sento il piccante della menta,

quando mi lavi i denti e piangi,

quanto vorrei liberarmi,

quanto vorrei liberarti,

Liberami da queste catene,

liberami da questo letto,

liberami da queste carezze,

liberami da queste preghiere,

di chi vuole salvarmi,

di chi vuole salvarsi.

Ostaggio, mi tengono in vita,

sono l’ara su cui sacrificano,

la pietà per i vivi uccidono in me.

Milano 7 Febbraio 2009

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