In morte di M.J.

Non era davvero vivo

Forse non lo era mai stato

Non poteva quindi morire

Non poteva davvero morire

Inventarsi una vita

Acquistare una razza,

Un naso e una faccia

In regalo non aveva accettato

Che una voce ed un canto

Non era stato mai bimbo

E bimbo ha voluto restare

Aveva comprato una stirpe

Cercando l’eterno in un grembo

Che aveva soltanto affittato

Avrebbe voluto astrarsi volare

Così in astratto durare.

Milano 29 Giugno 2009

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Il commiato

Sono restato così, stupito,
a pochi metri da un corpo morto,
chè la vita il mare s’era preso,
lì a fianco siamo rimasti tutti,
lì, in costume, silenziosi,
noi si guardava il mare,
e chi lo interrogava tacendo,
chi, invece, parlando l’ascoltava.
Abbiamo atteso, insieme a lui,
il commiato dal mare in una bara.
Milano 28 Giugno 2009

La badante, la badata e la figlia liberata

Donna, ferita, sanguinante,
nella casa in cui esiliata,
lavoravi in nero, badante,
sei morta dimenticata,
temevi un nuovo esilio,
nessuno ti ha sentito
accedere al martirio
sull’altare costruito,
per sentirsi padroni,
con legge insipiente,
da immemori coglioni,
fuori non sei niente
dentro, tu sei, nascosta,
per la figlia della badata,
la carriera, preposta
alla madre malata.
Ma è più spesso l’uomo
che affida la madre
alla badante illegale,
è più spesso l’uomo,
che le affida il padre,
dopo averle negato
l’ingresso legale.
Dopo avere votato.

Nel letame fino al collo

Nel letame fino al collo,

non mi accorgo del tuo peto,

se non quando viene a galla,

e non sembra sia discreto.

Caro Silvio, ma che puzza!

anche io che son gourmet,

della merda che spandesti

posso dire anno e mese,

posso dire anche il media,

dal qual tal la proponesti,

bene, anch’io che son avvezzo,

ne son quasi soffocato,

da quel vento che promana,

dal meato di Giordana,

per il qual solo è passato,

che già lì, no, non è nato,

forse è sorto dal poeta

che di te cuce peana,

da quel tal innamorato,

da quel Fede inceronato,

o dal viscido Mentana,

che ti fé alibi e scudo

e tu, ingrato, l’esiliasti,

ma per dargli nuova fama,

per rifar l’imene intatto.

Ma da chi, dunque, nacque,

questo peto travolgente,

che fé l’Aquila tremare,

ah, ma certo, fosti tu,

è per ciò che in tua presenza

non si fuma e non c’è fiamma,

ma del “fumus persecutionis”

di cui Craxi fece lamento,

tu ricavi giovamento

e ne trai scusa e momento

per cucirti su misura

anche un Codice Penale.

Non contento, punti l’ano,

stai insidiando il Vaticano,

“Il decalogo non va

non ci sono menzionato!”

Vergognarsi di essere italiano. Berlusconi e il suo governo mi causano un grave danno esistenziale.

La difficoltà di riconoscersi in una nazione la cui classe dirigente esprime al peggio le pulsioni della parte peggiore della società. Ecco un motivo di grave depressione che sta minando la mia salute, le mie difese immunitarie sono ai minimi, sono preda di orzaiuoli, di infezioni alle unghie, mi vengono calli che non ho mai avuto, yoghurt e cracker mi danno la gastrite. Sarà possibile fare causa alla compagine di governo per danno esitenziale?