BPM e Titoli di Stato spagnoli e doppia imposizione fiscale, prima puntata.

Secondo la BPM Banca Popolare di Milano è normale pagare su titoli di Stato Spagnoli il 19% allo Stato Spagnolo e 12,5% allo Stato Italiano perché loro si seccano a fare le pratiche per l’esenzione dalla doppia imposizione fiscale, ma vendono questi titoli senza avvisare i clienti che sono dei fagnani.

Ecco le prove:

BPM Banca Popolare di Milano19% allo Stato Spagnolo e 12,5% allo Stato ItalianoLa BPM Banca Popolare di Milano mi ha inviato la lettera sopra dicendomi che i titoli di Stato Spagnoli da me acquistati lo scorso anno sono tassati secondo le leggi dei due Stati 19% e 12,5% totale 31,5% come risulta anche dalle note di accredito.Peccato che non si renda conto che, AMMESSO CHE SIA NORMALE NON AVERE INFORMATO IL CLIENTE DI TALE DOPPIA IMPOSIZIONE FISCALE, applicando tale ritenuta insieme a quella spagnola, e non successivamente, la ritenuta effettivamente applicata per la fiscalità italiana sia del 15,43% e non del 12,5% visto che mi fanno una trattenuta su quanto non incasso applicando l’aliquota CONTEMPORANEAMENTE A QUELLA SPAGNOLA.

La BPM cerca di spaventare il cliente: potrebbe perdere l’ANONIMATO!Sì non avete letto male: fare le pratiche per evitare la doppia imposizione fiscale comporta una serie di documenti!Quindi la BPM non effettua tali pratiche. Non avrebbero dovuto informare il cliente prima?

Se al ristorante mi servono del pesce e mangiandolo mi rendo conto che ha le interiora protesto, se il cameriere mi comunica che il cuoco non aveva il tempo di pulirlo io devo dichiararmi soddisfatto?

Concludono dicendomi che devo fare tutto da me, peccato che le commissioni sull’acquisto di quei titoli le abbiano incassate.

Vedi la seconda puntata  Vedi la terza puntata  Vedi la quarta puntata  Vedi la quinta puntata.

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Una Risposta

  1. Mi piace in particolare il confronto con il ristorante, le banche pensano di essere al di sopra di tutto e che tutto sia loro permesso, inveve devono rendersi conto che sono soltanto dei venditori di servizi, proprio come i parrucchieri, se ci trattano male andiamo da un’altra parte, che aspetti a cambiare banca?

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