Pantelleria, suggerimenti per l’uso.

Splendida nel suo complesso, quest’isola ha caratteristiche particolari, che rendono la sua fruizione non facile senza una guida, si potrebbe facilmente restare delusi, se ci si arrivasse avendo aspettativa che essa non può soddisfare, così come la scelta della località e della sistemazione possono fare la differenza tra un soggiorno da dimenticare e uno da conservare nel cuore come prezioso momento dell’anima e dell’emozione, non solo estetica, anche come sogno incantato che potrebbe fare impallidire la maggior parte delle altre vacanze vissute.

Stupiti?

Allora in breve:

-l’isola è vulcanica, raggiunge gli 836 m s.l.m. (il che vuole dire che anche con il peggiore scirocco potete in una mezzoretta di auto andare a fare un pic-nic al fresco in un bosco in cima alla montagna), lunga 12km e larga 9 km ha una strada che ne fa il giro 51 km, meglio non andarci con una grossa auto se non siete più che provetti guidatori, la strada è fiancheggiata di asprissimi muretti a secco,

-paesaggi da inferno dantesco con favare (sorta di soffioni di vapore, a volte solforoso) tra grasse mucche al pascolo, mentre in lontananza si vede l’Africa e volano i gruccioni, si alternano a valli fertili e ben coltivate (dove potrete acquistare dai contadini i tipici prodotti locali, capperi, pomodorini secchi e freschi, origano ecc),

-una grotta, raggiungibile con una breve passeggiata, vi permetterà di fare bagni di vapore anche in inverno,

– il Lago Specchio di Venere, un laghetto solfureo di un impossibile colore cangiante, invece vi consentirà di fare il bagno con qualunque vento, sui bordi, volendo, potrete impiastricciarvi di fanghi solfurei la pelle,

– Il Laghetto delle Ondine, una pozza d’acqua di mare sulla scogliera si riempie con le grandi onde, ci si può fare quattro bracciate fino a che il mare ha forza 5 circa, intorno insenature stupende e macchia mediterranea profumata,

– noleggiare una barca è utile volendo visitare alcune insenature di difficile accesso, ma meglio sarebbe avere una canoa in modo da poterla mettere in acqua sul lato sottovento, giorno per giorno e esplorare ogni giorno un piccolo pezzo, ricordate che Pantelleria era detta l’Isola dei Venti non a caso,

– se trovate un vero dammuso (spessore delle paretida 1,5 a 3 metri, a volte nello spessore del muro di dammusi antichi si è ricavato il bagno!) potrete fare a meno di preoccuoparvi di avere l’aria condizionata, a patto che si tratti di un dammuso esposto al vento, non in pianura, in quanto è proprio l’aria che circola tra le fessure delle pietre delle mura che rinfresca la casa,

– non preoccupatevi che il dammuso sia vicino al mare, tanto, il più delle volte, per fare il bagno senza farvi straziare dalle onde sugli scogli, dovrete prendere l’auto per andare nel lato sottovento,

– non esistono spiagge, per cui, avendo bambini, praticamente si sarà costretti ad andare sempre a fare i fanghi al Lago Specchio di Venere, l’alternativa è fare un abbonamento al pronto soccorso,

– l’isola e impraticabile per gli invalidi, non solo in carrozzina, ma anche per chi si muova con difficoltà, le rocce vulcaniche che costellano l’isola hanno qualche somiglianza con i “campi arati” del Carso per chi ricorda qualcosa della geografia delle superiori,

– l’agglomerato urbano più importante si chiama Pantelleria Centro ci sono il porto e l’aereoporto, se non ne avete necessità potete anche fare a meno di visitarlo, al di là di qualche negozio con le “papaline” colorate che, qualche anno fa, hanno deciso di far diventare tradizionali dell’isola, ci sono dei supermercati e delle buone pasticcerie, ma se ne trovano anche in qualcuno dei centri più piccoli, anche se non tanto facilmente,

– ma una volta che voi abbiate trovate un panettiere e un minimarket dove comprare verdure e specialità locali come capperi, tonno e sgombro, salati e sott’olio, basterà procurarsi olio, sale e pastasciutta per deliziarsi dei profumi dell’isola all’ombra del vostro dammuso,

– ci sono buoni ristoranti, uno in collina, in una bella posizione panoramica (non dimenticatevi di fare restare astemio il guidatore, la strada non è delle più agevoli) tra l’altro propone il caratteristico coniglio (il pesce non rappresenta che una parte minoritaria delle specialità gastronomiche tradizionali, la maggior parte della popolazione prima dell’avvento del turismo era occupata in agricoltura, non nella pesca),

– il vino derivato dall’uva Zibibbo o Moscato di Alessandria detto genericamente Moscato di Pantelleria ha gran rinomanza ed è così classificato:

Moscato di Pantelleria

Moscato di Pantelleria naturalmente dolce

Moscato passito di Pantelleria

Moscato passito di Pantelleria liquoroso

Moscato passito di Pantelleria liquoroso extra

potrete trovare  su Wiki i link utili, personalmente, pur apprezzando assai i vini dolci, lo trovo stucchevole nella maggior parte delle sue declinazioni da parte dei vari produtori che ho assaggiato, una specie di rosolio, ma qualcuno merita una bottiglia, nonostante il prezzo, poi, si sa, dipende dai gusti,

– anche le olive passano per essere una produzione locale, specialmente quelle “cunzate” cioè condite e aromatizzate, ma la grandissima quantità di fusti per olive (quelle specie di barattoloni di plastica marrone) che si trovano in giro per l’isola, con ancora le etichette greche sembrano testimoniare il contrario, ad ogni buon conto alcune di queste olive, insieme con i cetrioli di cappero anch’essi “cunzati” sono di eccellente qualità, profumo, consistenza e sapore, a un tempo deciso e delicato, merita di provarne di diversi tipi (l’insalata di patate lesse, olive, tonno salato, capperi e aglio, non dovete perdervela),

– ovviamente la cosa più importante andando a Pantelleria è portarsi buone scarpe robuste per camminare e arrivare al mare, e solidi scarpini da bagno, per non ferirsi sulle taglienti rocce laviche o, peggio, sui ricci entrando ed uscendo dall’acqua, oltre ovviamente a una maschera con boccaglio, fuori dalla piena stagione anche una muta sarebbe opportuna almeno a 1/2 gamba, i fondali meritano una osservazione prolungata per la loro interessante varietà, dovuta alle differenti rocce dei diversi momenti di formazione dell’isola.

Volendo visitare dei luoghi desolati e tristi, per lasciare l’isola senza troppi rimpianti, per l’ultimo giorno potrete andare nella periferia a ovest del centro (Pantelleria paese) dopo la zona industriale,  costeggiando il mare verso la località di Mursia, vedrete una colata di lava bruno-rossiccia, aspra e senza vegetazione,  che scende al mare da una collina, salitevi in cima, troverete la discarica a cielo aperto con amianto e altre amenità.

Buon viaggio

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: