Lettera aperta al Presidente del Venezuela Hugo Rafael Chávez Frías

Signor Presidente, mi permetto di rivolgerle un appello, in grazia delle speranze che molta parte delle sue attività per il miglioramento delle condizioni di vita della parte più povera del suo popolo hanno suscitato in me. 

Le chiedo di non sporcare la sua immagine pubblica, dando asilo a chi ha fatto massacrare il suo stesso popolo da mercenari, da chi ha fatto bombardare le sue stesse città per mantenere nelle sue mani il potere.

Le chiedo di non permettere che una persona macchiatasi dei delitti di cui oggi abbiamo prova evidente, possa trascorrere nel lusso, anni o decenni, mentre migliaia di madri, padri, fratelli e sorelle, e di orfani, piangono i loro cari trucidati nelle strade, mentre chiedevano che le ricchezze del loro paese venissero utilizzate, per dare sollievo alla loro vita, in ospedali e assistenza ai più deboli.

Signor Presidente, non si lasci convincere da machiavellismi politici o da ragioni di convenienza, rifiuti il sacro suolo del suo Paese a chi ha insanguinato il suolo del proprio col sangue dei suoi fratelli.

Termino con i miei auguri che lei possa di portare a termine il rinnovamento del suo paese, nell’interesse del suo popolo tutto.

Bernardo d’Aleppo

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Ancora sui moduli PSAS/ACC

Fino alla scorsa settimana neppure il CAF a cui mi sono rivolto aveva notizia del fantomatico PSAS/ACC, visto l’interesse da parte di molti, chi ne avesse notizia potrebbe mettere dove reperirlo in un commento?

Grazie.

L’acqua del Rio delle Amazzoni cura omeopatica per ogni malattia.

Pare che io sia l’unico pirla che conosco a non prendere l’Oscillococcinum, quindi mi sono un poco documentato, come faccio sempre prima di assumere qualunque farmaco , ecco i risultati.

Qui una spiegazione di cosa si tratta, in poche parole è un autolisato di fegato e cuore di anatra selvatica alla diluizione 200K che sono equivalenti, per alcuni omeopati, a una diluizione.  fra 9 e 12 CH,

volendo un numero possiamo assumere l’intermedio 10 CH

cioè 1 molecola di codesto lisato ogni 10 alla ventesima molecole di solvente,

cioè 100.000.000.000.000.000.000,

cioè 100 quinquilioni di molecole di solvente,

purtroppo per altri omeopati invece 200K equivale a 5CH

quindi si tratterebbe di 1 molecola di lisato ogni 10 alla decima,

cioè 10.000.000.000,

quindi ben una ogni dieci miliardi!

Non si tratta del doppio, come sarebbe facile pensare, ma di 10 miliardi di volte di più!

Perbacco anche se si trattasse di carezze tra una e dieci miliardi c’è una bella differenza!

Ma partiamo dal lisato di fegato di anatra selvatica, si tratta di lasciare il fegato e il cuore di tale anatra a decomporsi in ambiente sterile per tre settimane, già questa cosa mi lascia perplesso e un po’ schifato, ho cercato di scoprire perché si debba trattare di anatra selvatica ma non ho trovato risposta.

Volendo effettuare una diluizione K, come dice di fare Boiron, bisogna agire così: si diluisce 1 g di tale lisato in 99 cc di acqua  e si scuote verticalmente (“succussione”) per un certo numero di volte, poi si butta via tutto, nel recipiente si versano allora altri 99 cc di acqua e si scuote di nuovo, poi si versa via il tutto e si riempie di nuovo con 99 cc di acqua si scuote e così via per 200 volte, la “diluizione” è data da quel che rimane attaccato alle pareti del recipiente che, ad ogni “risciacquo” dovrebbe essere meno concentrato, siccome la diluizione effettuata in questo modo dipende dal materiale del recipiente e dalla sua forma pare sia difficile, se non impossibile dare una equivalenza esatta tra le diluizioni K e CH.

Se avete guardato il link del 200K avrete scoperto che questo tipo di diluizione fu inventata sui  campi di battaglia per fare le cose spicce, ma in un laboratorio non avrebbe ragione d’essere usata, eppure la Boiron, come le altre aziende del resto, continua a usarla, così nei vari siti ferve il dibattito tra i pazienti omeopatici per capire, quando vanno all’estero o cambiano spacciatore, se 100 K corrisponda o meno a 100 CH, ma quel che è più bello e che i vari “medici” omeopatici esprimono pareri tanto discordi sull’equivalenza di un tipo di diluizone rispetto a un altro da dare risultati appunto 10 miliardi di volte maggiori uno dall’altro!

Torniamo alle diluizioni, secondo una certa maggioranza dei siti di omeopatia 200K  equivale a circa 10 CH,

o a 1 g di soluto ogni 10 alla 20esima g di acqua,

cioè 1 g di soluto ogni 10 alla 17esima litri o, se preferite,

1 g di soluto ogni 10 alla 14esima metri cubi di acqua,

cioè tanta acqua quanta ne porta il Rio delle Amazzoni in 18,12 anni.

Può darsi che in questo bailamme di potenze abbia fatto qualche errore, se volete segnalarlmelo ve ne sarò grato.

Il Castellaccio, per gli abitanti di Ladispoli, il Castello per i media.

Nonostante che su alcuni problemi posti dall’ingegneria genetica, dalle scelte energetiche, dalla privatizzazione dell’acqua e non solo, io sia in accordo con le posizioni di Mario Capanna, devo prendere atto della situazione in cui si è andato a cacciare.

Molte po le mi che sulla Fondazione dirittigenetici di Mario Capanna e sui 20 milioni di € di cui si parla, a quanto pare non si tratterebbe di fondi stanziati da enti pubblici o privati, ma di “risorse da reperire”, un po’ come quando, da ragazzi, si parlava di fare l’astronauta.

Sembrano davvero molti 20 milioni di € per la “mission” che si propone:

“La Fondazione Diritti Genetici opera per realizzare un modello inedito di intermediazione culturale in materia di innovazione biotecnologica, definendo nuove forme di partecipazione sociale allo sviluppo scientifico e tecnologico.”
Ma se vuole davvero:
“creare una modalità di dialogo fluida e dinamica in cui tutte le parti in campo si sentano realmente coinvolte e rappresentate, pianificando strumenti di partecipazione sociale e di corrispondenza diretta con la democrazia, mossi dalla consapevolezza che “innovazione” non significa soltanto “novità” in senso tecnico, ma anche “condivisione” di processi e di risultati sul piano sociale.”
Dovrà intervenire comprando giornali e televisioni, oltre che sponsorizzare dibattiti e seminari; dovrà incidere nella formazione di insegnanti, dovrà riuscire a intervenire nella formulazione di programmi scolastici, dovrà rifondare un’etica politica e un senso dello stato nelle classi dirigenti, altrimenti l’obiettivo di “restituire alla società un ruolo di government dell’innovazione” non potra mai essere raggiunto.
Temo, a questo punto, che i fondi siano assolutamente inadeguati, così pure l’organigramma di tale fondazione.

Capanna avrebbe potuto fondare una sorta di Agenzia per promuovere il dibattito sull’etica e le “nuove” biotecnologie, un webmaster part time e qualche studente o dottorando, a selezionare le novità e le ricerche da segnalare al dibattito, avrebbero potuto essere tutto il personale necessario, l’amministrazione affidata a un commercialista esterno, qualche convegno, trovando sponsor, e morta lì ma a Mario è sempre piaciuto essere roboante, così ha trovato la sede in un castello e un parterre degno di tale evento.

Spero di non sentire parlare tra qualche tempo di questa Fondazione come successe con il Comitato dei Disabili di Dario Fo, truffato dal cassiere, secondo la magistratura.

Intanto un suggerimento: qualcuno nella fondazione ha idea dei costi d’esercizio di un castello?

 

Medico omeopatico, farmaco omeopatico e paziente omeopatico.

Bisogna forse sgomberare il campo da un equivoco la medicina omeopatica consta a mio avviso di tre fattori importanti: il medico omeopatico, la farmacopea omeopatica e la fiducia del paziente omeopatico.
La durata della visita, l’anamnesi accurata e l’empatia che, nella mia esperienza, associo alla visita del medico omeopatico, sono finalmente riconosciuti come elementi importanti anche dalla medicina diciamo allopatica, la fiducia del paziente è un elemento che attiene al vissuto psichico personale e la medicina allopatica cerca in qualche modo di misurarla per poterla escludere dalla valutazione di un farmaco, (forse tra un po’ tornerà di moda l’importanza di una qualche sofferenza collegata alla cura, come il cattivo sapore di un farmaco o la sua scomodità di assunzione, chissà?) ma quel che veramente mi sembra sia in discussione è la farmacopea omeopatica sulla cui efficacia nessuna sperimentazione scientifica è mai stata effettuata con esito positivo.
Quel che è peggio a mio avviso è che gli omeopati cercano di dissimulare l’inconsistenza della validità della loro farmacopea mescolandosi alle medicine tradizionali, cercando di nascondersi tra fitoterapia ed erboristica, quasi non sapessero che è la medicina allopatica erede di queste, in quanto la più parte dei farmaci, in commercio e allo studio, sono di derivazione vegetale, moltissimi sono principi attivi selezionati proprio studiando le piante tradizionalmente utilizzate per curare determinate patologie, proprio studiando le piante i loro effetti e quello dei loro estratti grezzi e poi selezionandoli uno ad uno si riesce a separare le sostanze con minore tossicità e migliore efficacia, si depurano gli estratti dalle tossine e così via, è quindi la medicina allopatica la vera erede della medicina tradizionale e dell’erboristica, non questa invenzione filosoficamente teleologica (sarà un caso la coevità di Hegel e di Hahnemann?) dell’omeopatia.

Omeopatia e gioco d’azzardo, similitudini negli effetti economici.

La popolazione mondiale è troppa, le spiagge di tutto il mondo sono troppo affollate, le piste da sci contano scontri quotidiani tra sciatori, le città scoppiano, gli enti pensionistici sono alla canna del gas, mi sembra che di buoni motivi per smettere di spiegare l’inutilità terapeutica dei farmaci omeopatici ce ne siano anche troppi, ben venga quindi una diminuzione della popolazione mondiale, se poi è selettiva e diminuisce gli imbecilli ci avviciniamo a una eugenetica pratica, magari le prossime generazioni saranno meno credulone!
Io qualche volta ho parlato con amici dell’inconsistenza statistica della speranza di vincita delle varie lotterie, ma visto che si tratta di una tassa sull’imbecillità, quanti più soldi lo stato ricava con il lotto dai creduloni tanti meno dovrebbe chiederne a me con le tasse, quindi viva le lotterie!
Certo che se poi la gente si rovina col gioco e lo stato la deve mantenere i conti non tornano, con l’omeopatia temo che il discorso sia lo stesso, “mutatis mutandis”, se poi dovessero anche passare le cure omeopatiche dal SSN o quel che è allora sarebbe come pagare le scommesse ai giocatori e poi pagargli anche il mutuo.

L’INPS paga le pensioni a mafiosi e latitanti ma…

Una mia anziana vicina di casa, di 83 anni, con due protesi alle anche e una sfilza di altri malanni, ha ricevuto questa lettera dall’Ente di Complicazione della Vita degli Anziani e di Chi li Assiste, in italiano INPS.

richiesta di certificato di residenza ini Italia

A quanto pare l’INPS vuole essere sicura che la pensionata sia residente in Italia!

La povera donna ha la tessera sanitaria  elettronica, che presenta ogni volta che prende una medicina, la carta d’identità, ritira la pensione ogni mese, prima poteva farlo ogni due, ma poi hanno pensato che anche d’inverno era meglio che gli anziani si muovessero un po’, ha il medico di famiglia che ogni due o tre mesi deve prescrivergli qualche analisi, ha il Pass invalidi del Comune (così, se qualche anima pia l’accompagna a fare esami clinici, può avvicinarsi all’ospedale, parcheggiare neanche parlarne) ma naturalmente l’INPS non ne sa niente, si tratta di un Ente che ha base su un pianeta extrasolare e con i segnali di fumo ci vuole tempo, sarà il Garante della Privacy che, come una misteriosa Nebulosa, isola gli enti uno dall’altro, che impedisce loro di scambiarsi informazioni?

La povera donna era in panico, ha grosse difficoltà di deambulazione e di sordità, mi ha quindi chiesto di occuparmi della cosa. Io, ottimista, ho pensato di cavarmela compilando il citato modulo PSAS/ACC ed eventualmente spedendone copia firmata dalla signora, così ho cominciato la peregrinazione sul sito dell’Ente citato.

Peregrinazione in quanto, di finestra in finestra, ho percorso tutto il sito senza trovare traccia del moduco PSAS/ACC, nel frattempo ho scoperto che il PIN della pensionata era scaduto (pare che il Garante della privacy abbia deciso che questi PIN debbano essere cambiati ogni qualche mese, evidentemente non si rende conto che difficilmente si accede al labirintico sito se non costretti, quindi non più di un paio di volte l’anno e solo sotto minaccia di sospensione della pensione, morale: ogni volta che si accede la PW è scaduta!) quindi dopo avere rinnovato il PIN alla fine mi sono arreso e, preso il coraggio a due mani, ho telefonato al call center.

La fortuna mi ha arriso, contrariamente alle mie esperienze precedenti, nel giro di meno di un quarto d’ora parlavo con un umano!

Ma la fortuna si sa è balzana, in poche battute sono stato gentilmente informato che sul sito quel modulo non era presente, che certo, sapeva che per queste pratiche, gratuite, nessun commercialista si prende la briga di farle se non sei cliente, che capiva che la pensionata, a 280 € al mese, non aveva un commercialista, che avrei quindi dovuto andare in un CAF, con la delega della pensionata e un suo documento e compilare il mod. PSAS/ACC, e che sì, sapeva anche che i CAF per queste cose non danno appuntamenti,  avrei dovuto armarmi di pazienza.

Rispetto all’ultima riga “l’eventuale documentazione dovrà essere comunque consegnata alla competente sede INPS” mi ha cortesemente precisato che non sapeva se si riferisse solo al caso dell’inoltro tramite commercialista o anche tramite CAF, che avrei dovuto però, eventualmente, consegnarla di persona, perché all’INPS non volevano più “carta” e quindi non accettavano più le raccomandate.

Caspita!

All’INPS sono diventati ecologici!

Non vogliono più sprechi!

Quindi io devo andare al CAF e compilare il mod PSAS/ACC e poi portare la documentazione all’INPS!

Ma perché non posso andare direttamente all’INPS? Perché devo da Vimodrone andare all’INPS di Via Melchiorre Gioia a Milano e non in una sede qualunque magari vicino a dove lavoro?

Non voglio chiederlo, potrebbero rispondermi che mancano dei piccioni viaggiatori per trasferire la documentazione cartacea, quella che non vogliono più.

Non so come voi avreste reagito, io ho pensato di essere in un racconto di Kafka e che prima o poi sarebbe finito, non ho neppure avuto il coraggio di mettermi a litigare con l’incolpevole ambasciatrice di questi paradossi burocratici.

Così, approfittando del mio attonito silenzio, l’operatrice ha aggiunto che, nel caso la pensionata non avesse provveduto a dichiarare la sua attuale residenza in Italia con il citato modulo, dal 31 Marzo 2011 non avrebbe più percepito la pensione.

Mi sono così rassegnato a impiegare un paio di mezze giornate di ferie, sperando che bastino, per aiutare la vicina, ma le droghe o le malattie sessualmente trasmissibili, prima o poi, colpiranno politici e burocrati, certo, essere religioso aiuterebbe, poter sperare in un castigo per questi inetti vermi profittatori, se non in questa vita in un’altra, sarebbe bello…