Il Castellaccio, per gli abitanti di Ladispoli, il Castello per i media.

Nonostante che su alcuni problemi posti dall’ingegneria genetica, dalle scelte energetiche, dalla privatizzazione dell’acqua e non solo, io sia in accordo con le posizioni di Mario Capanna, devo prendere atto della situazione in cui si è andato a cacciare.

Molte po le mi che sulla Fondazione dirittigenetici di Mario Capanna e sui 20 milioni di € di cui si parla, a quanto pare non si tratterebbe di fondi stanziati da enti pubblici o privati, ma di “risorse da reperire”, un po’ come quando, da ragazzi, si parlava di fare l’astronauta.

Sembrano davvero molti 20 milioni di € per la “mission” che si propone:

“La Fondazione Diritti Genetici opera per realizzare un modello inedito di intermediazione culturale in materia di innovazione biotecnologica, definendo nuove forme di partecipazione sociale allo sviluppo scientifico e tecnologico.”
Ma se vuole davvero:
“creare una modalità di dialogo fluida e dinamica in cui tutte le parti in campo si sentano realmente coinvolte e rappresentate, pianificando strumenti di partecipazione sociale e di corrispondenza diretta con la democrazia, mossi dalla consapevolezza che “innovazione” non significa soltanto “novità” in senso tecnico, ma anche “condivisione” di processi e di risultati sul piano sociale.”
Dovrà intervenire comprando giornali e televisioni, oltre che sponsorizzare dibattiti e seminari; dovrà incidere nella formazione di insegnanti, dovrà riuscire a intervenire nella formulazione di programmi scolastici, dovrà rifondare un’etica politica e un senso dello stato nelle classi dirigenti, altrimenti l’obiettivo di “restituire alla società un ruolo di government dell’innovazione” non potra mai essere raggiunto.
Temo, a questo punto, che i fondi siano assolutamente inadeguati, così pure l’organigramma di tale fondazione.

Capanna avrebbe potuto fondare una sorta di Agenzia per promuovere il dibattito sull’etica e le “nuove” biotecnologie, un webmaster part time e qualche studente o dottorando, a selezionare le novità e le ricerche da segnalare al dibattito, avrebbero potuto essere tutto il personale necessario, l’amministrazione affidata a un commercialista esterno, qualche convegno, trovando sponsor, e morta lì ma a Mario è sempre piaciuto essere roboante, così ha trovato la sede in un castello e un parterre degno di tale evento.

Spero di non sentire parlare tra qualche tempo di questa Fondazione come successe con il Comitato dei Disabili di Dario Fo, truffato dal cassiere, secondo la magistratura.

Intanto un suggerimento: qualcuno nella fondazione ha idea dei costi d’esercizio di un castello?

 

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2 Risposte

  1. Alla attenzione del
    Presidente Fondazione Diritti Genetici
    Dott. Mario Capanna
    Bologna, 09/02/2011

    Egregio Presidente,
    con riferimento al nostro articolo del 30 gennaio scorso dal titolo “Organismi Politicamente Modificati” abbiamo ricevuto una lettera dal Presidente della Fondazione Diritti Genetici, Mario Capanna, che pubblichiamo integralmente in calce, senza ometterne le parti che riteniamo offensive, dal momento che la FDG ne ha già dato ampia diffusione sul suo sito e sui siti che hanno dato visibilità al nostro documento.

    Ci scusiamo formalmente con la FDG per aver erroneamente indicato Ladispoli come sede dell’evento e non Roma e per aver interpretato le modalità di finanziamento del progetto GenEticaMente in modo difforme da quanto appare dalle puntualizzazioni della lettera ricevuta.

    Prendiamo inoltre atto, differentemente da quanto apparso anche sui quotidiani, che la comunicazione della FDG relativa ai 20 milioni previsti per il progetto GenEticaMente nel quinquennio 2011-15, si riferisce agli “investimenti previsti” e non alle “risorse reperite” come affermato in conferenza stampa.

    L’ANBI ritiene che i toni utilizzati dal presidente FDG, come si evince dalla lettura della sua missiva, non siano comunque consoni ad un dibattito, ed in particolare ad un dibattito scientifico, verso il quale restiamo invece sempre aperti, purché attuato nel rispetto del rigore scientifico e che entri nel merito delle questioni.

    Ribadiamo infine con forza quanto già sottolineato nella nostra lettera, ovvero che i fondi istituzionali e pubblici per la ricerca debbano essere distribuiti secondo criteri oggettivi, meritocratici e trasparenti.

    Simone Maccaferri
    Presidente
    Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani

    “Scuse accettate, ma restano elementi di insincerità”
    La risposta di Mario Capanna

    Roma, 10 febbraio 2011

    A Simone Maccaferri
    Presidente Associazione Nazionale
    Biotecnologi Italiani
    Sede

    PROT.N.FDG/PRES/04/11

    Illustre Presidente,
    la Sua lettera comunicataci il 9 febbraio, entro il tempo limite, contiene scuse formali, che la FDG accetta.

    Permangono da parte Sua, tuttavia, elementi di insincerità.

    Al di là dell’ammissione dell’errore su Ladispoli e Roma, nel terzo capoverso della Sua lettera Ella cincischia vanamente, cercando di occultare che la frase, contenuta nel Suo precedente scritto – “la FDG ha annunciato di avere raccolto 20 milioni di euro attraverso 7 ministeri e altre istituzioni statali (corsivo mio)” – se la è inventata di sana pianta.

    Quanto alla necessità di “toni (…) consoni ad un dibattito scientifico”, sono d’accordo. Ma è stato proprio Lei, all’inizio, a non essere d’accordo con se stesso.

    Infine: proprio perché la FDG crede veramente nel dialogo, ho chiesto al nostro direttore scientifico, Fabrizio Fabbri, di mettersi in contatto con Lei, per concretizzare, se possibile, un confronto, nel rispetto della diversità delle impostazioni di ricerca.

    Cordiali saluti

    Mario Capanna

    (Presidente Fondazione Diritti Genetici)

    P.S. Nella Sua lettera mancano i saluti. Nella mia, come vede, ci sono.

    • Il commento sopra è stato evidentemente inviato a tutti i siti che riferiscono della situazione, infatti la prima parte era già linkata nel post e la seconda è una risposta alla risposta alla risposta.
      Forse la Fondazione dovrebbe cercare di migliorare la sua comunicazione, se in tanti hanno letto e creduto nei finanziamenti di 20 milioni € “reperiti” nel pubblico. qualcosa nella catena informativa non funziona, questo è proprio il problema a cui fa riferimento il post suggerendo una Agenzia per la comunicazione scientifica anzichè una ennesima Fondazione, che tutti sappiamo che fine fanno, quando va bene finiscono in tribunale.
      Intanto qualcuno si è informato sui costi di esercizio di un castello?

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