P.W. per siti di enti pubblici e Garante della Privacy

Mi è più volte accaduto con siti dell’INPS, dell’ENPDAP, del comune di Milano e dell’Agenzia delle Entrate che le mie PW fossero scadute, proprio quando dovevo utilizzarle scoprivo che dovevo ricominciare la trafila telefonica (quando va bene), mi è successo quando agivo in proprio e quando agivo su delega di anziani parenti, una grandissima seccatura!

Da quanto sono riuscito a capire questa regola di far scadere le PW ogni pochi mesi è stata formulata su imput del Garante della Privacy, mi sono chiesto più volte quali fossero i dati tanto interessanti, tra quelli custoditi da tali Enti, che potessero interessare terze persone e non sono riuscito a darmi una risposta, ma vorrei dare un suggerimento al Garante e a questi Enti, visto che le visite, per la maggio parte dei comuni utenti, sono estremamente rare, non più di un paio all’anno di media, non si potrebbe fare che le PW scadano ad es. ogni dieci ingressi nel sito?

Con le attuali norme ad ogni ingresso, appunto uno o max due all’anno, la PW risulta sempre scaduta e bisogna passare ore al telefono con i call center per ottenerne una nuova, senza considerare le difficoltà, quando si opera per un’altra persona magari di sesso diverso e l’operatore del call center vuole dare la PW solo all’utente in persona, che magari è sordo, così colui che si presta a fare un favore, si trova anche a dover parlare in falsetto o a cercare di fare una voce da novantenne avendo solo vent’anni.

Mi rendo conto che bisogna tutelare la privacy di politici, attori e imprenditori che non vogliono vedere pubblicati i loro dati, ma costoro si rivolgono a commercialisti che hanno consuetudine con il sistema e potrebbero anche avere accesso con firme digitali, o altre complicazioni, che li farebbe sentire anche più sicuri, mentre la maggior parte di coloro che prendono pensioni sociali o comunque esigue o limitate e magari hanno problemi di dambulazione e si rivolgono a figli, nipoti o vicini di casa per avere informazioni o scaricare modulistica o compilare moduli on-line, alla fin fine diventano un peso anche per le persone dotate della migliore “buona volontà”.

Ma non c’era un Ministero alla semplificazione burocratica? Allora perché l’INPS spende un saco di soldi per far compilare i moduli PSAS/ACC dai CAF quando sarebbe sufficente uno scambio di dati con la ASL per sapere che gli anziani pensionati di cui si vuole sapere la residenza in Italia, hanno un medico in Italia che prescrive loro medicine, che ritirano tali medicine in farmacia, che fanno esami del sangue e visite specialistiche ecc?

Anche questi dati sono riservati per la privacy? Ma non è necessario che le ASL dicano i nomi delle medicine e il tipo di patologie di cui soffre il soggetto, mi sembra che sarebbe sufficente sapere che usufruisce almeno ogni qualche mese di tali prestazioni.

Sono un sognatore utopista?

L’idea che tutte queste tessere con chip e questi numeri e questi documenti che dobbiamo esibire ad ogni piè sospinto, possano avere qualche utilità anche per noi, poveri oggetti nelle mani della burocrazia è davvero tanto campata per aria?

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