Terapie omeopatiche per contaminazione nucleare e ferite di guerra

Riceviamo e per par condicio pubblichiamo una lettera del Presidente della Società di Pranoterapia Omeopatica Ayurvedica Applicata e docente, presso il Collegio Bompa di Medicina Estemporanea, di Fondamentalia Macaronica prof. Pindaro Mattocchio.

“In questo triste momento in cui in paesi a noi vicini, come la Libia, e più lontani, come il Giappone, la popolazione locale si trova ad affrontare situazioni difficili, vuoi per conflitti armati, vuoi per disastri ambientali, vogliamo proporre alla loro attenzione l’omeopatia, che tutto cura e non ha controindicazioni.

Cominciando con la Libia ci sentiamo di proporre alle autorità, qualunque esse siano, il rimedio principe per le ferite da arma da fuoco dei loro cittadini, la famosa pistola Fioccon a pallini di ghiaccio con Pb in diluizione 10 CH e 15 CH per ferite da pistola e da mitra, con essa è sufficente individuare esattamente l’area colpita dal proiettile e, simmetricamente, dalla parte specularmente opposta del corpo, nella medesima posizione, sparare il pallino adeguato, non esistono controindicazioni, il pallino è sparato con velocità di 0,2 cm/s e ha una massa di 0,02 g, alcune preauzioni vanno prese solo per ferite ai globi oculari.

Veniamo al Giappone, sembra opportuno ricordare alla popolazione a rischio che, onde prevenire danni da radiazioni è sufficente munirsi della nota cannuccia aero-dosatrice, prodotta dalla ditta Bollon e allegata alla nostra rivista “Zizza omeopatica” nel numero di ottobre 2010, (in previsione della ripresa del programma nucleare italiano). Con tale cannuccia si faranno 6 respiri di due secondi di aria contaminata al giorno per 20 giorni, il resto dei respiri andranno fatti da una adeguata scorta di bombole di aria compressa, con questo avremo risolto il problema della contaminazione atmosferica, per quanto riguarda la eventuale contaminazione alimentare, invece, sarà sufficente utilizzare la medesima cannuccia Bollon per succhiare una goccia di acqua, 3 volte al giorno, da un bidone di acqua pura in cui sarà stata messa una goccia di acqua a cui sarà stata mostrata l’aria contaminata esterna attraverso una finestra chiusa, il resto dell’acqua da bere sarà preso da altri bidoni.

Confidando di avere fatto cosa utile alle popolazioni colpite le salutiamo con affetto.”

Non sappiamo quanto possano essere utili i suggerimenti del professore alle popolazioni in sofferenza, ma se può esistere una centrale nucleare sicura allora tutto è possibile, quindi adesso andiamo ad accendere un cero a Sant’Antonio di Viggiù affinchè gli italiani trovino il senno perduto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: