Il PIL e la criminalità organizzata

Questa trattazione non pretende di essere esaustiva, intende soltanto sollevare un dibattito sull’importanza economica della criminalità organizzata sull’economia e sul PIL.

Importanza dell’allarme sociale conseguente ai fatti di sangue provocati dalla criminalità organizzata.

Le conseguenze economiche dell’allarme sociale di tali fatti sono diverse:

– il governo viene stimolato ad aumentare il numero di addetti alla pubblica sicurezza e per le dotazioni e infrastrutture,

– il governo aumenta in generale le spese per l’amministrazione della giustizia: aumenta e ristruttura le carceri, incrementando il personale, costruisce e aumenta le dotazioni dei tribunali, forma e assume nuovi magistrati, aumenta evidentemente anche il tasso di occupazione degli avvocati, come difensori o come parti civili,

– vengono fatte commissioni ad hoc, nazionali e locali per lo studio del problema, con partecipanti evidentemente retribuiti, in questo modo anche politici non eletti possono trovare collocazione adeguata,

– aumenta la domanda di informazione del pubblico, aumenta di conseguenza il numero di copie di giornali venduti, e l’audience dei telegiornali,

– aumenta il numero di sistemi di allarme e di difesa della casa e della proprietà, di cui si dotano i cittadini,

– aumenta la richiesta di porto d’armi, con l’indotto che ne consegue, dalle armerie, alle fabbriche di armi e munizioni al personale che deve autorizzare tali documenti, aumenta anche il numero di morti e feriti per errore, con un aumento quindi del fatturato per imprese di pompe funebri, ospedali, istituti di riabilitazione e assistenza domiciliare,

– aumenta la sottoscrizione di polizze assicurative sulla vita e sulla proprietà,

– aumenta la richiesta di personale delle società di sorveglianza privata per soddisfare la richiesta dei cittadini e delle imprese.

Conseguenze delle leggi per la repressione della criminalità organizzata

Anche il proliferare di leggi a questo proposito ha portato ad un aumento dell’occupazione e del PIL:

– aumenta la richiesta di personale scientifico per scopi di indagine giudiziaria e amministrativa, per le discariche abusive ad es. in un “circuito virtuoso” sarebbe sufficente una sola analisi del materiale per decidere la via di smaltimento,  invece praticando la via della discarica abusiva i materiali si disperdono per varie vie in diversi siti e alle analisi dell’autorità di polizia seguono quelle disposte dai magistrati e quelle di parte, in prima istanza e, almeno, in appello,

– la difficoltà di riciclare i proventi della criminalità organizzata permette la fondazione e lo sviluppo di numerose società “fatturiere” che impiegano personale direttamente e, costringendo l’amministrazione pubblica ad aumentare il personale degli enti preposti alla sorveglianza finanziaria (ad es. G.d.F.), indirettamente,

– la diffusione di capitali illeciti delle organizzazioni criminali nelle più diverse attività economiche costringe tutte le aziende che devono partecipare a gare di forniture e appalti a una tale mole di documentazione “antimafia” da aver fatto nascere società di consulenza e servizi che si occupano di questo per conto terzi,

Naturalmente i due punti di vista in cui ho voluto dividere gli effetti benefici sull’economia della criminalità organizzata non sono esclusivi di tale criminalità, alcuni sono condivisi con la criminalità “estemporanea” dei cittadini, ma l’influenza di quest’ultima sul PIL è da considerarsi estremamente limitata.

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