INPS on-line contributi colf

Contributi colf con o senza assegni familiari

L’argomento è forse da qualcuno considerato “specialistico” nel senso che interessa solo i commercialisti, ma io credo sia un indice di civiltà e di democrazia effettiva, il fatto che sia possibile anche per un privato cittadino con istruzione media, essere in grado di pagare i contributi ad una persona di servizio senza doversi rivolgere ad uno “specialista”, consulente del lavoro o commercialista che sia.

Sono cinque anni che mi cimento con il sito dell’INPS, sono arrivato ad una discreta “confidenza” con la terminologia dell’istituto e calcolavo i contributi sul sito senza particolari problemi, l’unica seccatura era (ed è) che non è possibile fare la simulazione sul sito per calcolare i contributi di un trimestre, che alla fine del trimestre stesso e poi ci sono solo dieci giorni per fare i conti e pagare i contributi, può essere una vera seccatura avere tempi così fissi e stretti.

Recentemente però l’INPS ha deciso di smettere di inviare i bollettini prestampati e richiede di percorrere sul sito un certo percorso per poi stamparsi i MAV da pagare oppure pagare sul sito con carta di credito ecc.

L’occasione di rivedere calcoli cui mi ero abituato, con una diversa metodologia, mi ha portato a scoprire che, mentre un tempo se il dipendente era un familiare i contributi orari erano un poco inferiori (essendo senza assegni familiari) rispetto al dipendente non familiare , nel tempo le due aliquote erano diventate uguali e ora sono invece maggiori per il dipendente familiare, non me ne ero accorto prima in quanto, avendo interiorizzato che il dipendente non familiare pagava di più, prendevo sempre la “strada più onerosa” sul sito senza pensarci più.

A rigor di logica sembrerebbe che se bisogna pagare gli assegni familiari i contributi dovrebbero essere maggiori che senza assegni familiari, avevo cominciato a fare così quando i contributi erano appunto maggiori per i non familiari e poi ho continuato a pagare l’aliquota maggiore senza più pormi il problema, ora, cambiando il sito, ho scoperto che per un paio d’anni ho pagato qualche centesimo in più del dovuto per ogni ora, niente di grave, ma mi sono più volte scervellato per capire perché mi arrivassero sempre bollettini che consideravo sbagliati per pochi centesimi e solo ora ho scoperto l’arcano.

Ma non sembra anche a voi che una decisione di invertire la logica dei contributi con o senza assegni avrebbe dovuto essere esplicitata e magari giustificata ai fruitori del servizio?

Dov’è la logica di questa scelta? Si tratta di una scelta politica? A chi giova che i contributi se assumo mio figlio siano un centesimo all’ora maggiori che se assumo un estraneo? Perchè i cittadini devono essere tenuti all’oscuro? Tra l’altro cosa significa che nel primo caso sono contributi “senza assegni familiari” e nell’altro caso “con assegni familiari” Quando e come i dipendenti usufruiscono di questi assegni familiari?

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