I frutti avvelenati dell'”alternanza”.

Così il nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha trovato le casse vuote !

Quanto ci hanno riempito la testa, da molte, troppe, parti con la “democrazia dell’alternanza”? Certo dimenticando di dirci che il presupposto, perchè possa funzionare, è che i vari amministratori (leggi politici) che si “alternano”, abbiano introiettato e applichino l’etica della “buona amministrazione”, dell’operarsi per il bene comune, altrimenti diventa una gara a chi le fa più grosse.

Tanto a ripianare i conti ci penserà la prossima amministrazione.

Intendiamoci, non hanno il monopolio di questo modo di amministrare i politici di destra o centro-destra, in diverse occasioni anche la sinistra, o centro-sinistra che sia, ha fatto la sua parte, ma negli ultimi decenni troppe volte la destra ha “sparigliato” i bilanci e ai successivi governi, nazionali e locali, è toccato fare ingoiare sacrifici ai cittadini elettori.

Ora il compito del nuovo sindaco, secondo la mia modesta opinione si presenta triplamente difficile, ecco, disordinatamente, perché:

1. Le tariffe dei trasporti e di altri servizi sono rimaste ferme da tempo, mentre l’inflazione ha ricominciato a crescere, bisognerà ripianare i bilanci delle relative aziende.

2. La pletora di dirigenti e consulenti, assunti dalla precedente amministrazione, anche  “invitando” al pensionamento, più o meno anticipato, i dirigenti interni, è comunque da retribuire, spesso anche il loro licenziamento comporta notevoli e immediati esborsi per liquidazioni e indennità, chi li dovrà sostituire, anche se già all’interno dell’amministrazione, avrà un avanzamento di carriera e di retribuzione, mentre il comune starà ancora pagando le indennità dei dirigenti “prepensionati” e gli avvocati delle relative cause.

3. L’Expo, tanto determinatamente voluta dalla precedente amministrazione, quanto insipientemente gestita, con nomine contestate nel diritto e nel merito, ha accumulato ritardi che peseranno sempre più sui costi preventivati, gravando inoltre in misura sempre maggiore sui bilanci del Comune in quanto non “spalmati” sui previsti 5 anni (il dossier di registrazione venne presentato il 22 aprile 2010 e approvato in ottobre dellos tesso anno) ma oramai, da quel che si capisce, bisognerà reperire i fondi e completare le opere in meno di 4 anni (dovrebbe infatti aprirsi il 31 marzo 2015).

Al nuovo sindaco di Milano e all’intera cittadinanza, ma non solo, anche a quell’entità così astratta, eppure così concreta, che è la la città, vanno tutti i miei auguri, nonostante io detesti qualunque affollamento superiore alle cinque persone, sufficienti per una partita a briscola chiamata8-)

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Una Risposta

  1. […] un precedente post scrivevo “dei frutti avvelenati dell’alternanza” mi riferivo in particolare alle […]

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