La manovra: al prossimo governo far digerire i sacrifici. Ovvero i frutti avvelenati dell’alternanza 2

In un precedente post scrivevo “dei frutti avvelenati dell’alternanza” mi riferivo in particolare alle difficoltà che avrebbe dovuto incontrare la nuova amministrazione della città di Milano.

Purtroppo la problematica non riguarda solo questa città, in un paese che ha smarrito l’etica del bene comune, in un paese cioè in cui i politici in primis e buona parte della popolazione, a seguire, hanno perso le remore etiche che dovrebbero limitare il perseguimento dei propri interessi (oltretutto di breve termine) ecco che si propone la problematica dei “frutti avvelenati dell’alternanza” anche su scala nazionale, questa volta non è necessario avere la memoria lunga o uno sguardo d’aquila sul futuro per scorgere, nel piano di rientro di cui parlano i giornali, il veleno.

Nell’art. 382 del Codice Civile si dice che “Il tutore deve amministrare il patrimonio del minore con la diligenza del buon padre di famiglia.”

Non si chiedono miracoli ai politici, solo che si comportino come dovrebbe fare un tutore, con la “diligenza del buon padre di famiglia” che non si mangia il patrimonio dei minori, e invece abbiamo assistito al saccheggio delle entrate dello stato (le nostre tasse) per i più abietti interessi privati e per quelli delle proprie clientele elettorali, non contenti di ciò, cioè dei sacrifici che ci hanno fatto fare nei decenni passati e che ancora aumentano, progettano i sacrifici da far fare ai nostri figli. Hanno “cartolarizzato” beni pubblici con operazioni che darebbero lavoro a reggimenti di G.d F. per generazioni e generazioni, hanno condonato e sanato il saccheggio paesaggistico del paese e hanno depenalizzato reati d’inquinamento ambientale con ciò depauperando le prossime generazioni del diritto al bello e alla salute, ma, non paghi di questo, hanno anche deciso quali sacrifici dovranno fare i non ancora nati per mantenere loro e i loro banchieri a crogiolarsi nel lusso, mentre le galere sono occupate al 150%, in gran parte da detenuti in attesa di giudizio o condannati per reati connessi all’uso  di droghe o per reati comunque minori.

Ma non voglio deprimermi troppo,

la butterò quindi in scherzo.

Ma si guardano in giro costoro?

Non bisogna guardare lontano:

a destra ci abbiamo la Grecia,

potremmo andarci in pattino,

a sinistra vediamo la Spagna,

che quasi ci parlan latino,

se urlan potremmo capirli.

Quanto ancora potrà fare conto,

il nostro avveduto ministro

della finanza creativa,

sui nostri sudati risparmi,

per bilanciare gli sprechi,

i furti e le ladrerìe?

Han già cambiato i bilanci

non son più sol dello stato,

ma di tutta l’intera nazione,

hanno messo nel calderone,

di tutti i conti correnti,

ma non essendo bastanti,

han calcolato i soldini

nascosti da tutti i bambini,

trovandosi ancora impotenti

a rimborsare i montanti

del debito nazionale,

stanno pensando davvero

di mettere in conto al Tesoro,

tutte le gioie perdute

tra le sabbie demaniali,

si tratta di fedi e di ori,

il prossimo passo sarà,

obbligarci a perderle là.

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