Il dito e la luna di Piero Ostellino

Qui  Piero Ostellino su corriere.it indica la luna a chi guarda il dito.

L’inizio del suo articolo ha anche qualcosa di condivisibile quando critica Pdl e PD (mancata rivoluzione liberale dell’uno e ambiguo riformismo dell’altro) specificamente nelle persone di Tremonti e Visco (anche se trascura un dato a mio parere non secondario: sono entrambi commercialisti).

Nel prosieguo dell’articolo si parla di debito pubblico (= il Dito) poi egli cita parte dell’art.3 della Costituzione “…È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della personalità umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” e dichiara essere questa la Luna.

La conclusione di P.Ostellino sulla manovra e in specifico sulla riforma fiscale è che Tremonti sia un socialista “in un governo che si vuole liberale”, per dimostrarlo non trova di meglio che dichiarare: “La riforma si propone di perequare i redditi, riducendone le aliquote in modo pressoché uguale.”

Evidentemente P. Ostellino ha esaminato e confrontato le vecchie e le nuove aliquote, proviamoci anche noi:

con le vecchie aliquote un reddito da 10mila avrebbe pagato il 23% cioè 2300 €,

con la nuova aliquota solo 2000€, risparmierà quindi 300€,

invece un reddito da 100mila € avrebbe pagato in base ad aliquote crescenti* 36170€,

con le nuove aliquote solo 34mila, risparmierà quindi 2170€.

Ma come non era la nuova scuola con debiti e crediti che permette di laurearsi a chi ha lacune? Quanti anni ha P.Ostellino? Si sarà laureato nel ’69? Queste sono aliquote perequative?

In ogni caso le sue conclusioni sono: “Così, finisce col mancare i suoi obiettivi: 1) di elevare in modo consistente le condizioni dei ceti meno fortunati, cui i pochi euro in più non cambieranno la vita; 2) di produrre la ripresa economica, grazie all’aumento dei consumi, abbassando radicalmente quelli medio alti, che hanno una maggiore capacità di spesa.”

Per tornare al nostro esempio quindi 300 € di risparmio fiscale per chi ha 10mila € di reddito sono pochi e non gli cambiano la vita, invece oltre 2000 € di risparmio per chi ne guadagna 100mila è addirittura un abbassamento radicale del reddito!

L’ultimo paragrafo su Laffer e R. Regan è un capolavoro, mi sembra mia suocera che vuole andare in montagna perché in montagna stava bene, ci andava 30 anni addietro e aveva ovviamente 30 anni di meno, il livello di consequenzialità logico-causale è il medesimo.

Sarà necessaria una nuova categoria, oltre a chi guarda il dito invece della Luna, a quanto pare esiste anche chi guarda il proprio naso e, piegando i suoi ragionamenti come neppure un buco nero farebbe con lo spazio, si scruta nelle nari.

Note:*(da 0 a 15.000 €  aliquota del 23%, da 15.000,01 a 28.000 € del 27%, da 28.000,01 a 55.000 € del 38%, da  55.000,01 a 75.000 € del 41%, oltre 75.000 euro aliquota del 43%)  con le nuove aliquote solo 34mila

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