Pesche tabacchiere (o saturnine) e igiene.

Ho letto un post di D. Bressanini sul suo blog, sempre interessante, anche se non sempre condivisibile,  sull’utilità di lavarsi le mani.

Peccato che, oltre a coltivare i batteri presenti prima sulle mani sporche del figlio e poi sulle mani lavate, abbia pensato di coltivare i batteri presenti su una pesca “tabacchiera” (localmente nota anche come “saturnina” di quelle cioè senza nocciolo) il risultato, lavata sotto acqua corrente o non lavata, a suo dire, non cambiava in modo significativo

Le pesche di quella varietà sono “pelose” e praticamente sono formate da due invaginazioni ai poli intorno a cui la polpa forma un “toro” alquanto irregolare, per lavare con qualche apprezzabile risultato tali pesche credo sia necessario munirsi di spazzolino e pazienza, in ogni caso penetrare fino all’attacco del picciolo e al polo opposto presenta difficoltà notevoli, sarebbe necessario addirittura utilizzare uno spazzolino interdendentale.

Proprio a causa della loro forma queste pesche scoraggiano chi voglia sbucciarle, perchè normalmente non ci si presenta a tavola armati di un bisturi, a peggiorare la situazione l’abitudine invalsa di raccogliere, e porre in vendita, frutta talmente acerba da essere indisponibile alla maturazione casalinga prima del decadimento organolettico, cosicché non è assolutamente più possibile sbucciare le pesche come un tempo, con poche semplici mosse, bisogna tagliare via la buccia dalla pesca, brano, brano.

A questo punto vedendo le foto pubblicate sul post un lettore medio non avrebbe che due alternative logiche: smettere di mangiare codeste pesche o giungere alla conclusione che sia inutile lavarsi le mani, stante i risultati simili della pesca lavata e delle mani sporche.

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2 Risposte

  1. “bisogna tagliare via la buccia dalla, brano, brano”. Cosa avrai voluto dire?

    • @ emmeci
      Innanzi tutto un refuso e mi scuso ora correggo “bisogna tagliare via la buccia dalla pesca, brano, brano” era la frase esatta. Se così ti è chiaro puoi evitare li leggere il resto.
      Se invece ti riferisci al significato di brano: ogni tanto, mi piace risvegliare dal sonno parole desuete o rendere, a parole oramai ristrette a significati particolari, qualcuno dei loro significati più ampi: “brano” significava in generale “pezzo” o “brandello” da cui “fare a brani” cioè “lacerare”, “fare a pezzi”, col tempo l’ambito di utilizzo si è vieppiù ristretto a “brano musicale o letterario” mantenendo il senso di “pezzo”.
      Sono innumerevoli le parole che usiamo, ma di cui abbiamo perso memoria del loro significato più ampio.
      Il senso della frase era quindi “bisogna togliere la buccia a codeste pesche pezzettin, pezzetino,” non si può nè sbucciarle come le mele a causa della loro forma, né come le pesche che un tempo appena incise avevano la buccia che si levava come un vestito, come una pellicola morbida e flessibile, bisogna guadagnarsi la loro polpa.

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