Innalzare l’età per la patente insieme all’età pensionabile.

Tra le tante misure della manovra finanziaria di quest’agosto 2011 l’innalzamento dell’eta pensionabile sembra in qualche modo imprescindibile, visto l’aumento della speranza di vita. Al contempo sembra che, nonostante l’abbassamento dell’età del menarca nelle ragazze (la pubertà compiuta), nel sentire comune, a giudicare da giornali e altri media, a 35 anni e oltre si sia “ragazzi” o al massimo “giovani”, infatti per leggere la parola “uomo” o “donna”, riferito a una persona, bisogna che abbia almeno oltre 40 anni.

Se si spulciano le statistiche si vede che la percentuale di incidenti in cui sono coinvolti 18-21enni è del 15% (sarebbe interessante sapere in che percentuale la colpa è loro, ma questo dato con la lentezza dei giudizi è irraggiungibile).

Salta subito all’occhio che tale fascia di età è particolarmente a rischio, infatti, se tutte le fasce di età avessero lo stesso tasso di icidentalità 15% 21-24enni, 15% 24-27enni, 15% 27-30enni, 15% 30-33enni, 15% 33-36enni, resterebbe solo il 10% per i 36-39enni, e superata quell’età saremmo salvi!

Risulta chiaro quindi che dare la patente a questi giovani, che fino a quel momento sono stati solo un costo per la società, è inammissibile, non solo queste giovani vite spezzate sono un investimento a fondo perduto, ma molti di loro rimangono invalidi a lungo e rappresentano un debito per decine e decine di anni, anche oltre mezzo secolo, per la società nel suo complesso.

Se la politica si riferisce ai 30-40enni come “bamboccioni”, se un uomo di 38 anni è definito un “ragazzo” o una donna “ragazza” (qui sul Riformista) sui giornali, dare la patente a un 18enne è come dare il porto d’armi a un dodicenne.

Per chiudere il cerchio sarebbe opportuno, probabilmente, portare l’età per condurre ciclomotori a 18 anni, rendendo obbligatorio il conseguimento della patente, credo che si diminuirebbe sostanzialmente il numero di morti 18-21enni visto che, nella maggior parte dei casi, questi incidenti avvengono con l’auto piena (quanto conti avere un pubblico, spesso di età maggiore, per guidare spericolatamente potrebbe dircelo, forse, uno studio apposito, ma leggendo i giornali questa ipotesi ha un senso).

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