Pierluigi Battista alla fiera della “pruderie”

Qui il giornalista parla dell’intercettazione in cui S. Berlusconi parla con un indagato e giustamente rimprovera ai magistrati la pubblicità data a espressioni infelici o volgari di Berlusconi, ma la cosa riferita da P. Battista diviene veramente oscena quando egli legge articoli di giornali, visibili nel video, che legge ad alta voce con chiarezza, ma fermandosi alla prima lettera di tali espressioni. Orbene, si sarebbe potuto rimproverare i giudici senza citare parola per parola i virgolettati riportati dai giornali, oppure leggerli interamente senza sussulti, oramai in televisione tali espressioni si sentono quotidianamente, addirittura in fascia preserale, si palesa così la “pruderie” di Battista, forse, volendo mantenere la purezza della lingua, sarebbe più indicato un altro termine? Al momento mi viene in mente “ipocrisia”, ma non mi sembra renda l’idea, accetto suggerimenti.

Sempre nel medesimo intervento P. Battista, con il suo solito modo pacato, si esprime sul  “Garante per la protezione dei dati personali” e sulla sua utilità, tra l’altro egli cita (condividendolo?), un articolo de “Il Foglio” in cui si paragona la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi dei cittadini da parte dei Comuni alla pubblicazione di preferenze e gusti sessuali degli stessi.

Ecco che si manifesta in misura palese l’ipocrisia del sistema e di alcuni (quanti? tanti!) giornalisti. Le dichiarazioni dei redditi sono al momento pubbliche, ma solo in forma cartacea e solo ricopiabile a mano (questa è manifestazione invece dell’ipocrisia del “Garante per la protezione dei dati personali”, se non vado errato fu sua l’iniziativa di impedirne la pubblicazione sulla rete, a suo tempo).

In questo modo i dati sono disponibili, nella pratica, solo per coloro che abbiano specifici interessi: giornalisti e loro galoppini al lavoro su soggetti “interessanti”, organizzazioni criminali alla ricerca di soggetti “interessanti” e coniugi in via di divorzio o separazione alla ricerca di redditi non conosciuti.

Cosa cambierebbe con la pubblicazione sulla rete? Non so, magari diminuirebbe il giro d’affari di investigatori al servizio di avvocati matrimonialisti (o è meglio divorzisti?), magari chiedendo un mutuo ci si risparmierebbe di portare in banca la propria dichiarazione dei redditi, magari i vicini capirebbero che non magiamo pane e cipolle per seguire i suggerimenti del cardiologo, ma per pagare le rate del suv che non ci potremmo permettere…

Ma questo paragonare la dichiarazione dei redditi ai gusti sessuali, presupponendo che questi debbano rimanere riservati per antonomasia, sembra ancora riportare alla “pruderie” già citata, ma che si dica cazzo al cazzo, figa alla figa e culo al culo, nessuno di questi termini, come nessuna di queste parti anatomiche ha minore dignità e importanza rispetto a tutte le altre, dalla mano al cuore.

Io trovo estremamente più volgare l’allusione alla citazione o esposizione che sia. Più casta una spiaggia nudista che una discoteca. Più onesto Cesare Zavattini che disse “cazzo” qualche decina d’anni or sono in radio piuttosto di Pierluigi Battista che si ferma alla “m…” per “merda”.

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