Filippo Patroni Griffi “razionalizzerà”? Vittorio Grilli prenderà meno come viceministro?

In questo video il ministro Filippo Patroni Griffi dice: “probabilmente un intervento di razionalizzazione sui fuori ruolo e sul loro doppio stipendio serve”, ho riassunto, egli non si è espresso così chiaramente nell’intervista.

Mi piacerebbe sapere se intervenire su questo aspetto degenere e deforme della nostra organizzazione statale è per lui una priorità o se invece aspetterà di andare in pensione per farlo.

Qualcuno potrebbe urlare: Se non ora quando?

Il problema dei “fuori ruolo” comandati, applicati o dislocati che siano è importante per diversi ordini di motivi:

– perché percepiscono un doppio stipendio, nel peggiore dei casi (per noi contribuenti),

– perché nel migliore dei casi si mettono in aspettativa e risultano comunque in forza all’ufficio, bloccando progressione di carriera ad altri o assunzioni, lasciando in effetti gli organici sguarniti,

– perché, pagati da un ufficio, svolgono (quando lo svolgono) un lavoro in un’altro, rendendo difficile l’attribuzione dei costi dei vari servizi.

A quanto pare il direttore generale del Tesoro sarà in aspettativa durante il suo incarico da viceministro, si legge sui giornali e dicono le tivu che il suo stipendio passerà da 500mila€ a 150mila, chissà se tutto ciò risponde a verità? Speriamo.

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Cercasi ornitologi, o anche no, a Repubblica

Qui la fotografia  sulle inchieste di Repubblica di quello a me che sembra sia un Parrocchetto dal collare indiano (Psittacula krameri come questo, che fotografai anni addietro a Tenerife.

Tutt’altra cosa dal Pappagallo monaco (Myiopsitta monachus) che inserisco da Wikimedia

, via Wikimedia Commons”](di cui si ha memoria, ad es., di una colonia numerosa ai giardini pubblici di Porta Venezia a Milano dagli anni ‘40 del XX secolo, fino agli anni ‘50 dello stesso secolo, tale colonia era particolarmente evidente, per l’abitudine di tali uccelli di costruire nidi coloniali che possono ospitare molte decine di coppie).

Le differenze tra le due specie sono assai evidenti: il colore del becco è rosso (a volte con il tagliente scuro) nel Parrocchetto dal collare indiano e invece carnicino-giallastro nel Pappagallo monaco, quest’ultimo inoltre è più snello, ha la testa più piccola in relazione al corpo e ha il petto e le guance grigio screziato di chiaro, a fronte di una tinta quasi omogeneamente verde brillante del primo, salvo un collare nero che può essere più o meno evidente.

A quando affidare articoli, commenti, titolazioni e didascalie a contenuto scientifico a qualcuno con una formazione scientifica?

Sacrifici umani sull’altare del consumo comodo

Ecco come scoppiano le contraddizioni qui sul Corriere, la citta per le auto o la città per le bici o, magari, la città per i pedoni?

I negozianti di Via Solari si sono stufati delle multe che arrivano frequenti su chi parcheggia in divieto, hanno perso fatturato (veramente non parlano di fatturato dicono “calo degli affari”, per lo meno nell’articolo del corriere, vorrà dire qualcosa?).

La prima reazione che ho avuto è stata di dire: va bene allora facciamo che pedoni e ciclisti mettano in atto uno sciopero degli acquisti in quella via, vediamo se sia meglio tutelare gli automobilisti a scapito degli altri.

Poi ho pensato che, in effetti, a Milano una seria politica dei trasporti manca dai tempi di Aldo Aniasi, quando per velocizzare il traffico si preferì trasformare molte linee filoviarie in autolinee, in quanto queste non restavano bloccate dalle auto posteggiate in seconda fila, era la Milano da bere di Tognoli e cognati.

Le modifiche ai marciapiedi, che hanno accompagnato la costruzione di innumerevoli rotonde, hanno trasformato marciapiedi lineari con X posti auto, facili da pulire, in marciapiedi a sporgenze e rientranze con X/2 posti auto e un’infinità di rientranze in cui si accumula sporcizia.

Certo era necessario creare la clientela che acquistasse i box sotterranei, in costruzione un po’ dovunque in città, purtroppo la crisi ha colpito duro e molti posti auto sono ancora invenduti, mentre la falda acquifera sale, a causa del diminuito emungimento da parte delle aziende migrate all’estero e il costo per l’esercizio delle pompe, necessarie per mantenere asciutti quei box, due o tre piani sottoterra, sale.

Dopo avere esaltato, prima il sistema di potere della prima repubblica, segnatamente i furbi  che ruotavano intorno all’anima dannata del PSI e al sistema di potere di DC e PCI, ma senza escludere quasi nessuno degli altri convenuti  a palazzo, questa ex media, ora piccola, borghesia di commercianti  si esaltò nell’ammirazione per Berlusconi e dei suoi accoliti, proiettando su di lui il proprio immaginario, cercò di specchiarsi nella sua immagine di “uomo fatto da sé” e, mentre si concedevano sempre più autorizzazioni per centri commerciali e ipermercati, visse per un po’ sulla rendita della traduzione di un euro in mille lire nei loro esercizi, ma sperimentando come consumatori comodità e convenienza dei supermercati.

I nodi sono venuti al pettine, le rendite di posizione scemano, gli acquisti calano, la scala mobile, che non esiste più, non solo ha smesso di aumentare gli stipendi dei propri dipendenti, ma anche quelli dei propri clienti che, scoperta meravigliosamente nuova, erano coloro i cui redditi si è voluto comprimere, mentre al contempo li si è voluti illudere della possibilità di consumo indefinito con merci a basso prezzo dall’oriente.

Ora i negoziant si lamentano che i vigili facciano il loro mestiere, che siano stupiti non ci meraviglia, capita così di rado di vedere elevare multe per parcheggi in seconda fila ad es. davanti alle scuole dove pure vengono spesso su segnalazione dei genitori stessi. Ma si chiedano costoro se l’automobile sia un totem a cui dobbiamo fare sacrifici umani quotidiani o se sia possibile contenere la sua voracità con regole certe e inderogabili a tutela dei più indifesi in particolare.

L’utopia della riforma della giustizia con una bacchetta magica

Leggo che Giovanni Canzio, presidente della Corte di appello di Milano, ipotizza la possibilità, con una semplice legge, e non con una riforma “epocale”, di riformare parzialmente la giustizia “sterilizzando la prescrizione”, fermarla cioè dopo il verdetto di primo grado.
Alcuni commentatori hanno appoggiato tale ipotesi come risolutiva per i problemi che affliggono il nostro sistema giudiziario, altri hanno messo in luce come una norma di tal fatta, isolatamente inserita nel contesto attuale, potrebbe rendere la giustizia assolutamente teorica in quanto, una volta ottenuta la condanna in primo grado e quindi ottenuto la procedibilità ad libitum su un imputato, potrebbero verificarsi casi di rinvii ripetuti e non messa a ruolo nei gradi successivi per la cronica mancanza di personale e risorse, nei casi in buona fede, e per attendere tempi e leggi migliori in altri, mantenendo l’esecutività della condanna sospesa.
Purtroppo in questo campo le ragioni (e i torti) sono da ogni parte, per cui non esiste un singolo provvedimento che possa agire come un lievito, o se si vuole come un catalizzatore, per mutare l’essenza di questa nostra giustizia malata. Ci sono magistrati attivi, coerenti con la loro missione e il dettato costituzionale e ci sono magistrati immersi nella melassa della “classe dirigente” locale e nazionale che non possono (non vogliono?), liberarsi dai legami con essa. Quante volte importanti processi si sono arenati nel “porto delle nebbie” (il palazzo di giustizia di Roma)? Quante volte la Corte di Cassazione ha bocciato sentenze su cavilli rivelatisi poi inconsistenti? Quante volte dei magistrati hanno formalmente emesso condanne esemplari, ma sostenute da motivazioni che sembravano fatte apposta per essere bocciate appunto in Cassazione, mentre la prescrizione avanzava? Quanti sono i Palazzi di Giustizia sotto organico? Quanti sono i banchetti e le cerimonie a cui partecipano i dirigenti di Procure e Tribunali, immergendosi in quella melassa di legami informali con politici e imprenditori, che sarà poi difficile perseguire con afficacia e imparzialità quando delinquono, e purtroppo pare che lo facciano spesso? Questo non vuole dire che non si possa fare niente, da qualche parte bisogna cominciare, ma non si pensi di cavarsela con così poco, un articoletto di legge sulla prescrizione, bisogna rendere responsabili i giudici per errori ed omissioni, se non civilmente, almeno dal punto di vista di carriera, invece allo stato dei fatti i casi di magistrati puniti dal CSM sono, diciamo, esigui, per carità di patria. Capitolo a parte per gli avvocati, che andrebbero puniti già soltanto per il tentativo di applicare strategie dilatorie, che appunto questa proponenda norma renderebbe inutili (per il cliente) oltre la prima istanza, salvo il caso, ovviamente, di cliente facoltoso e anziano, che potrebbe in ogni caso riuscire ad arrivare a fine vita senza vedersi limitare la libertà, ricorrendo a tutti i gradi di giudizio. Da qui la necessità comunque di porre freno alle tecniche dilatorie nei processi.
Nell’amministrazione della giustizia, come nell’insegnamento, come in ogni altra parte della pubblica amministrazione, andrebbe applicato il criterio del controllo da parte dell’utente, le grandi aziende serie hanno dei sistemi per controllare l’efficacia del loro apparato nel soddisfare le esigenze del cliente, in tutti i campi della pubblica amministrazione bisognerebbe trovare il modo di valutare l’efficacia del servizio e di chi ci lavora.
Ovviamente è particolarmente difficile trovare il modo di valutare il lavoro di un magistrato, ma sarebbe possibile mutuare alcune metodologie di valutazione dalla scuola, ad esempio la valutazione da parte degli utenti a distanza di alcuni anni dal servizio prestato, quando si siano almeno parzialmente sopite le emozioni di eventuali valutazioni negative o condanne e comunque, naturalmente occorrerebbero numeri sufficentemente grandi per effettuare valutazioni valide.
In ogni caso è assolutamente necessario che chiunque sia sotto il controllo di qualcun altro e che gli utenti siano in tale circuito.

Il nuovo Governo, come prenderlo bene…

Ministri con portafoglio: Giulio Terzi di Santagata, 65 anni (Esteri), Anna Maria Cancellieri, 67 anni (Interno), Paola Severino, 63 anni (Giustizia), Giampaolo di Paola, 67 anni (Difesa), Corrado Passera, 57 anni (Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti), Mario Catania, 59 anni (Politiche agricole), Corrado Clini, 64 anni (Ambiente), Elsa Fornero, 63 anni (Welfare con delega alle Pari opportunità), Renato Balduzzi, 56 anni (Salute), Francesco Profumo, 58 anni (Istruzione e Università), Lorenzo Ornaghi, 63 anni (Beni culturali).

I ministri senza portafoglio saranno: Enzo Moavero Milanesi (delega Affari europei), Piero Gnudi (Turismo e sport), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento) e Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale e integrazione).

Non si può certo dire che si tratti di un governo di giovani, il più giovane, tra quelli con il portafogli, ha 56 anni. Che si tratti di persone con idee innovative, che possano dare una scossa alla farraginosa burocrazia dei ministeri ce lo possiamo solo augurare, visto che molti di loro hanno fatto parte di tale burocrazia.

A detta di molti osservatori, tra le misure urgenti da prendere c’è una forte iniziativa governativa, non solo italiana ma europea, meglio sarebbe internazionale, di regolamentazione dei mercati finanziari, ma la presenza di esponenti di quel mondo della finanza e bancario non sembra di buon auspicio in questo senso.

A tutela della turbata digestione del lettore dispeptico posso suggerire la rilettura della composizione del governo precedente, che riporto per intero dal sito del (ex)governo italiano http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministri_gov.html, ricordando a tutti che, se sono riusciti a sopravvivere a quel governo, con ogni probabilità sopravviveranno anche a questo:

Presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi
Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio
Gianni Letta
Paolo Bonaiuti (Informazione, comunicazione ed editoria)
Gianfranco Miccichè (CIPE)
Carlo Giovanardi (Famiglia, Droga, Servizio civile)
[Aldo Brancher, federalismo, fino al 18 giugno 2010]
Daniela Santanché (Programma di Governo, dal 4 marzo 2010)
Andrea Augello (Pubblica amministrazione e innovazione, dal dal 4 marzo 2010)
Laura Ravetto (rapporti con il Parlamento, dal dal 4 marzo 2010)
Rocco Crimi (Sport)
Francesco Belsito (Semplificazione normativa, dal 22 febbraio 2010). [Maurizio Balocchi fino al 14/02/2010]
[Guido Bertolaso, Soluzione dell’emergenza rifiuti nella regione Campania dal 21 maggio 2008 al 31/12/2009; Coordinamento protezione civile in ambito europeo ed internazionale dal 4/02/2010 all’11/11/2010]

Ministri senza portafoglio

Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale
Ministro: Raffaele Fitto
Attuazione del Programma di Governo
Ministro: Gianfranco Rotondi
Pubblica amministrazione e l’Innovazione
Ministro: Renato Brunetta
Pari opportunità
Ministro: Mara Carfagna
Politiche Europee
Ministro: Annamaria Bernini Bovicelli (dal 27 luglio 2011) [Andrea Ronchi fino al 17 novembre 2010; dal 17 novembre 2010 al 27 luglio 2011 le funzioni in materia di politiche comunitarie sono esercitate dal Presidente del Consiglio dei Ministri]
Rapporti con il Parlamento
Ministro: Elio Vito
Riforme per il Federalismo
Ministro: Umberto Bossi
Gioventù
Ministro: Giorgia Meloni
Semplificazione Normativa
Ministro: Roberto Calderoli
[Sussidiarietà e il decentramento (dal 18 giugno al 6 luglio 2010)
Ministro: Aldo Brancher ]
Turismo (dall’8 maggio 2009)
Ministro: Michela Vittoria Brambilla

Ministri con portafoglio

Affari Esteri
Ministro: Franco Frattini
Sottosegretari: Stefania Gabriella Anastasia Craxi, Alfredo Mantica, Enzo Scotti
Interno
Ministro: Roberto Maroni
Sottosegretari: Michelino Davico, Alfredo Mantovano, Sonia Viale (dal 5 maggio 2011), Guido Viceconte (dal 17 ottobre 2011) [Nitto Francesco Palma fino al 27/07/2011]
Giustizia
Ministro: Francesco Nitto Palma (dal 27/07/2011) [Angelino Alfano fino al 27/07/2011]
Sottosegretari: Maria Elisabetta Alberti Casellati, Giacomo Caliendo
Difesa
Ministro: Ignazio La Russa
Sottosegretari: Giuseppe Cossiga, Guido Crosetto
Economia e Finanze
Ministro: Giulio Tremonti
Vice Ministro:— [Giuseppe Vegas, dal 21 maggio 2009 al 15 dicembre 2010]
Sottosegretari: Alberto Giorgetti, Luigi Casero, Bruno Cesario (dal 5 maggio 2011), Antonio Gentile (dal 5 maggio 2011) [Giuseppe Vegas fino al 21 maggio 2009; Daniele Molgora fino al 20 maggio 2010; Nicola Cosentino fino al 15 luglio 2010; Sonia Viale dal 20 maggio 2010 al 5 maggio 2011]
Sviluppo Economico
Ministro: Paolo Romani (dal 4 settembre 2010) [Claudio Scajola fino al 5 maggio 2010; Silvio Berlusconi ad interim fino al 4 settembre 2010]
Vice Ministri: Catia Polidori (dal 5 maggio 2011) [Adolfo Urso dal 30 giugno 2009 al 17 novembre 2010; Paolo Romani dal dal 30 giugno 2009 al 4 ottobre 2010]
Sottosegretari: Stefano Saglia (dal 30 aprile 2009) [Paolo Romani e Adolfo Urso fino al 30 giugno 2009; Ugo Martinat fino al 28 marzo 2009; Daniela Melchiorre dal 5 maggio al 14 giugno 2011; Catia Polidori (dal 5 maggio 2011 al 24 ottobre 2011]
Politiche Agricole, Alimentari e Forestali
Ministro: Francesco Saverio Romano (dal 23 marzo 2011) [Giancarlo Galan dal 15 aprile 2010 al 23 marzo 2011; Luca Zaia da inizio legislatura fino al 14 aprile 2010]
Sottosegretari: Roberto Rosso (dal 5 maggio 2011) [Antonio Buonfiglio fino al 17 novembre 2010]
Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare
Ministro: Stefania Prestigiacomo
Sottosegretari: Giampiero Catone (dal 5 maggio 2011) [Roberto Menia fino al 17 novembre 2010] Elio Vittorio Belcastro dal 29 luglio 2011
Infrastrutture e Trasporti
Ministro: Altero Matteoli
Vice Ministro: Roberto Castelli (dal 21 maggio 2009), Aurelio Salvatore Misiti (dal 24 ottobre 2011)
Sottosegretari: Bartolomeo Giachino, Mario Mantovani [Giuseppe Maria Reina fino al 17 novembre 2010; Roberto Castelli fino al 21 maggio 2009; Aurelio Salvatore Misiti dal 5 maggio 2011 al 24 ottobre 2011]
Lavoro e Politiche sociali (fino al 12 dicembre 2009 Lavoro, salute e politiche sociali)
Ministro: Maurizio Sacconi
Vice Ministro: — [Ferruccio Fazio dal 21 maggio 2009 al 14 dicembre 2009]
Sottosegretari: Nello Musumeci (dal 18 aprile 2011), Luca Bellotti (dal 5 maggio 2011) [Pasquale Viespoli fino all’8 ottobre 2010, Francesca Martini e Eugenia Roccella fino al 3 febbraio 2010, Ferruccio Fazio fino al 21 maggio 2009]
Salute (dal 13 dicembre 2009 ai sensi della Legge 172/2009)
Ministro: Ferruccio Fazio
Sottosegretari: Francesca Martini (dal 4 febbraio 2010), Eugenia Roccella (dal 4 febbraio 2010)
Istruzione Università e Ricerca
Ministro: Mariastella Gelmini
Sottosegretari: Giuseppe Pizza, Giuseppe Galati (dal 17 ottobre 2011) [Guido Viceconte dal 4 marzo 2010 al 17 ottobre 2011]
Beni e Attività Culturali
Ministro: Giancarlo Galan (dal 23 marzo 2011) [Sandro Bondi fino al 23 marzo 2011]
Sottosegretario: Francesco Maria Giro, Riccardo Villari (dal 5 maggio 2011)
Se siete arrivati a leggere fino a qui probabilmente avete le lacrime agli occhi, rileggere i nomi di costoro che hanno ridotto al lumicino le possibilità per l’Italia di sopravvivere a questa crisi economica, continuando a negarne l’esistenza solo per poter continuare a legiferare per difendere gli interessi legali ed economici loro e del loro capo vi avrà fatto piangere, ma consolatevi gli occhi saranno più belli, e ora potete tornare all’inizio dell’articolo a riguardare con più ottimismo l’elenco del governo prossimo, sopravviveremo anche a quello, magari in mutande, ma almeno, forse, senza un premier che ci racconti barzellette oscene mentre ci costringe a pagare le sue voglie.

Che bello se Mario Monti avesse istinti suicidi

Come illustra bene Piergiorgio Odifreddi qui la nomina di Mario Monti contraddice la lettera della Costituzione  che indica come possibili nominati senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica chi abbia “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” non mi risulta che sia il caso di Mario Monti.

Forse, in un momento così difficile, il Presidente della Repubblica ha pensato che, come accadde per un governo Prodi, se non vado errando, anche un voto di un senatore a vita possa determinare la sopravvivenza di un governo, ma una cosa è la sopravvivenza, altra la sua efficacia.

Se Monti ha una concezione della politica alta, come richierebbe il momento per sostenere l’incarico di cui si parla, dovrebbe, a mio parere, rifiutare la nomina, credo che abbia pensioni, emolumenti e capitali sufficenti per vivere con agio, non credo che gli necessiti questo introito, quindi dovrebbe con questo gesto segnare la discontinuità con il passato, tanto per avere un minimo di credibilità di fronte agli italiani, cui dovrà far digerire, probabilmente, le medicine che prescrive l’ideologia dell’ambiente da cui proviene.

Se Monti invece avesse una tempra da statista si muoverebbe coraggiosamente contro gli sprechi, ma anche contro la finanza e le sue speculazioni, contro i paradisi fiscali in cui società e privati occultano i loro profitti evadendo, o eludendo, le tasse, senza curarsi di un suo eventuale futuro politico.

Se Monti avesse tempra d’eroe metterebbe mano agli ordini professionali, eliminerebbe i notai (in molti paesi non esistono) e liberalizzerebbe le licenze dei taxi.

Se Monti avesse istinti suicidi semplificherebbe la legislazione fiscale e renderebbe inutile il ricorso ai commercialisti per il 90% degli italiani.

Io, nel mio piccolo, mi auguro che sia almeno uno statista, ma sogno che sia un eroe.

Aggiornamento del 21 Maggio 2013:

Invece a quanto è apparso chiaro agli italiani mario Monti non aveva né tempra di statista né d’eroe, si è contentato di tagliare tutto ciò su cui ha potuto mettere le mani, si dirà aveva le mani legate, dai partiti eletti dagli italiani e quindi con la maggioranza che aveva avrebbe mai potuto fare riforme degne di tal nome. Ma ha avuto qualche mese in cui è sembrato che avesse la fiducia di una maggioranza degli italiani e invece di approfittarne per fare le riforme necessarie non ha fatto che tagli e aumenti di imposte, chissà pensava forse che la benevolenza con cui l’opinione pubblica l’aveva accolto fosse anche nel suo caso imperitura unzione del signore?

Invece anche Krugman, critica l’impostazione “rigorista” degli economisti bocconiani Alberto Alesina e Silvia Ardagna, vedi qui su Repubblica: http://www.repubblica.it/economia/2013/05/20/news/krugman_alesina_crisi-59213781/.

Non vorremmo infierire, ma anche l’inserimento nella Carta Costituzionale dell’obbligo del pareggio di bilancio, sembra più simile  all’auto castrazione del cornuto che voglia punire la moglie, che non una seria misura di politica economica, quanto passerà prima che gli studiosi bacchettino il passato “governo dei tecnici” anche per questa miope misura?

Continuerà Mario Monti a ritenere meritata la sua nomina a senatore a vita o comincerà a vergognarsi? Non so se qualcuno abbia l’autorità per fare decadere la nomina a senatore a vita anche Andreotti continuò a frequentare imperterrito il Senato dopo le condanne giudiziarie fino a che le condizioni di salute glielo permisero, dovremmo aspettarci di meglio da Mario Monti? Io nonostante tutto spero di sì. Dimettendosi da senatore a vita infatti dimostrerebbe, almeno a posteriori, di avere, se non i meriti di scienza e coraggio che speravamo avesse, almeno coscienza di sé e coerenza morale.

Tempismo nuclearista

In questo post Sylvie Coyaud, il 31 Ottobre, scriveva un aggiornamento sulla centrale di Fukushima, un commento, a firma Luca Bertagnolio – Futuro Nucleare, plaudihttp://www.blogger.com/img/blank.gifva la scientificità e correttezza dell’articolo, con 4 osservazioni che bisogna leggere 8-).

Io non ho nessuna formazione di fisica nucleare, ma alcune di tali osservazioni mi sono sembrate azzardate, così ho fatto un commento ironico sulla conoscenza di ciò che stava avvenendo nel nocciolo da parte del sig Bertagnolio, purtroppo stamani i media mi hanno dato ragione proprio sul punto cardine: si sospetta che nel nocciolo del reattore due si sia sviluppata una reazione di fissione (più o meno breve) e che questa abbia causato la liberazione di Xeno 133 e 135 (gas con tempo di decadimento assai breve, meno di 6 giorni uno e meno di 10 ore l’altro) che sarebbe, di tale recente fissione, un indice piuttosto sicuro.

Io non ho sfere di cristallo per sapere cosa sia accaduto, stia accadendo o possa accadere in quei noccioli, più o meno fusi, ma che si picchino di saperlo codesti nuclearisti, non può che fare sorridere chi, come me, non è stato abbastanza amato dagli dei da morire giovane.