Taxisti ansiogeni? Andiamo a piedi!

Qui Maria Laura Rodotà si lamenta dell’ansiogenicità del tragitto con il taxi, mi viene in mente leggendolo che ha proprio ragione. Non avevo pensato alle cause per cui, da qualche anno, in occasione di viaggi aerei preferivo lasciare l’auto alle intemperie nel parcheggio dell’aereoporto piuttosto che chiamare un taxi e ora focalizzo che un tragitto in auto, di primo mattino, con un autista incarognito e polemico è proprio come una promessa di viaggio sgradevole.

Anni fa, avevo una piede ingessato, ricordo di avere conosciuto autisti con cui fare due chiacchiere era anche un piacere, non solo una questione di educazione, ricordo che con uno si scese anche a farci una birra.

Ora è meglio avere le cuffie e mettersi a leggere, altrimenti, come rileva giustamente M. L. Rodotà si finisce col rischiare di dover assentire ad affermazioni con cui il disaccordo sarebbe totale, quel che è bello poi è che, in più d’una occasione, il tassista mi ha chiesto indicazioni sul percorso e poi non le ha seguite, preferendo seguire il navigatore che non era aggiornato sui lavori in corso e alla fine ho dovuto comunque indicargli io la via.

Alla fine un tragitto in taxi, che dovrebbe permetterci di rilassarci un momento con due chiacchiere neutre o magari concentrarci sull’impegno che ci aspetta, diventa invece un momento di stress in cui guardiamo preoccupati la strada e gli incroci, tenendoci alla maniglia, spiando tra i movimenti del silenzioso autista i segni rivelatori di un’imminente attacco di follia omicida, oppure cerchiamo di assentire convintamente alle affermazioni discutibili che fà l’autista, comunicativo e iracondo, guardandoci torvo nello specchietto.

Alla fine meglio camminare, uscendo un’ora prima, di buon passo, arriviamo quasi dovunque in città e facciamo quel po’ di moto che ci evita di dover sentire stupidaggini in palestra, certo: okkio ai motociclisti, ieri uno ha ucciso Anghelopoulos e non dimentichiamo i ciclisti, che spesso prendono possesso dei marciapiedi come cosa loro e, naturalmente, hanno fretta, probabilmente sono tra i più frettolosi tra i cittadini delle metropoli, anche loro poi sono così spesso incazzati…

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