Cittadinanza e nazionalità, quando fa comodo l’una o l’altra.

In questo post Leonardo Coen scrive di un giocatore di scacchi, Fabio Caruana (di cui scrive Guido Tedoldi su Come se fosse sport   “Nella classifica internazionale dell’ultimo trimestre era a 2549, primo tra gli italiani (perché questo fenomeno, benché nato negli Usa e attualmente residente in Ungheria, ha il passaporto italiano)”.

Perché ne scrivo io?

Perché mi chiedo se, visto che Fabio Caruana è nato negli USA e in quel paese vige il diritto di cittadinanza per nascita secondo lo “jus soli”, egli abbia anche la cittadinanza americana e, in questo caso, se partecipi alle varie competizioni con l’una o l’altra cittadinanza infatti sempre Tedoldi scrive : ” In quel 2003 il pargolo vinse in Argentina il campionato Panamericano giovanile, con uno score da urlo di 6,5 punti su 7 possibili. Ma soprattutto, all’età di 10 anni e 61 giorni, sconfisse un grande maestro in un torneo ufficiale organizzato dalla Uscf, la Federazione scacchistica statunitense. Quell’età costituisce l’attuale record americano di precocità, abbassando il precedente che era di 10 anni e 117 giorni e apparteneva a Hikaru Nakamura.”

Allora il buon Caruana è stato campione giovanile panamericano e attualmente detiene il record americano di precocità suddetto, ma è italiano o americano?

Il caro Coen si compiace del fatto che le agenzie di rating non possano declassare Caruana come invece hanno fatto con l’Italia e le sue banche, evidentemente inorgoglito da tanta eccellenza.

Nel mondo ci sono persone che possono votare per eleggere governi di due stati e in qualche caso anche di più e un gran numero di persone che non hanno diritto di voto o possibilità di esprimere un voto libero.

Ci sono persone che, a seconda delle convenienze, possono richiedere l’aiuto di uno stato o di un altro di cui sono cittadini e un gran numero di persone di cui nessuno stato si cura se non per vessarli senza riconoscere loro alcuna tutela, vedi il caso dei figli di haitiani emigrati nella Repubblica Dominicana.

A fronte di questa enorme disparità di diritti reali si pone una sostanziale confusione tra cittadinanza e nazionalità che i media spesso fanno a seconda delle convenienze, tirando da una parte o dall’altra personaggi famosi.

Basta con le cittadinanze e le nazionalità, basta con le Olimpiadi incontri scontri di orgogli nazionalistici e di enormi investimenti in campo farmacologico, chissenefrega se Fabio Caruano è italiano o statunitense e chissenefrega se a 10 anni e 61 giorni ha battuto un Gran Maestro!

Egli è una persona sana equilibrata e serena? Buon per lui, i suoi parenti, amici e vicini e buon per noi umani tutti.

Non lo è? Male per lui e come sopra.

Coen ma che cavolo scrivi? Mi dispiace, tante volte apprezzo le tue riflessioni.

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