Dall’INPDAP all’INPS, intanto scompare un servizio…

I pensionati INPDAP in questi giorni, negli anni scorsi ricevevano il CUD per l’anno precedente e, contestualmente data e ora dell’appuntamento per avvalersi del servizio di assistenza fiscale gratuito fornito dall’Istituto.

Ora che l’INPDAP è stato assorbito dall’INPS questo non accade più, ma non solo, nella comunicazione inviata ai pensionati non si fa cenno a questo fatto, con il risultato di lasciare i pensionati nell’incertezza.

Certo, quando, dopo avere chiesto a figli e nipoti, a vicini o chi per loro, scopriranno l’arcano, sarà troppo tardi per riuscire ad avere un appuntamento per avere la sola assistenza fiscale (GRATUITA), (già gli anni scorsi i centri per l’assistenza non davano appuntamenti e bisognava fare code di mezza giornata), i vari CAF avranno solo la disponibilità di appuntamenti per la consulenza fiscale, che a prezzi variabili, comunque di varie decine di euro, sono tutti lieti di fornire.

Io personalmente ho avuto una esperienza con uno dei più noti che, pur a pagamento, fece un errore nella compilazione ripetendolo per vari anni, quando me ne accorsi, mi dissero che avremmo dovuto fare ricorso alla commissione tributaria e si rivolsero a uno studio specializzato, quando mi convocarono per firmare il ricorso mi presi il tempo di leggerlo e scopersi che c’erano vari errori, le cifre erano sbagliate e intere frasi si riferivano evidentemente a un altro caso, evidentemente il “taglia e incolla” aveva colpito ancora, dovetti farlo correggere e, dopo un altro anno, ruscii ad avere il rimborso, salvo il primo anno che oramai era prescritto, avrei dovuto fare causa al CAF, ma conoscendo come funziona la giustizia civile in Italia preferii lasciare perdere.

Si sono mai chiesti, nelle alte sfere del potere, come mai tanti anziani si rivolgevano all’Inpdap per avere assistenza fiscale, nonostante dovessero recarsi in una sede che spesso non era sotto casa? Perché, non volevano rivolgersi a uno dei tanti CAF spesso più vicino?

Perché non avevano voglia di dover discutere per avere solo l’assistenza, per non trovarsi, senza accorgersene, a passare dall’assistenza alla consulenza e a dover pagare il relativo balzello, questa tassa occulta con cui si distribuiscono denari dei pensionati a enti dei più vari e un cui rivolo va a mantenere nella precarietà tanti, più o meno giovani, disoccupati, tamponando disagio e disoccupazione con lavori saltuari e senza nessuna qualificazione.

Ora proverò a cercare di compilare il 730 on line sul sito dell’INPS, se c’é, ma tanti anziani non ne sono in grado e percepiscono, giustamente, questa iniziativa come una tassa travestita.

Il governo dei tecnici succede a governi di commercialisti, che evidentemente avevano interesse di casta ad avere legislazione fiscale e 730 complessi, chissà se questo governo avrà la capacità di semplificare il 730?

Posso testimoniare che a 12 e 13 anni avevo seguito mio padre nella compilazione del modulo Vanoni e a 14 glielo feci io, senza errori. Perché oggi quando si va in un CAF ogni volta l’impiegato deve chiedere chiarimenti al capufficio, che salta da una postazione all’altra e spesso si deve mettere al telefono per ricorrere a un consulente esterno?

Non c’è qualcosa di perverso in un modulo di 4 facciate che ha un centinaio di pagine di spiegazioni?

Perché un tempo si facevano contestualmente i conti e oggi no? Per scoprire se il CAF o il commercialista hanno sbagliato è necessario un master, è così facile sbagliare una virgola!

Comunque auguri a tutti i contribuenti onesti che vogliono pagare quel che debbono, ma di tasse nascoste o travestite non vogliono sentir parlare, a tutti coloro che vogliono capire quel che accade a loro e ai loro soldi, auguri che uno stato, finalmente onesto, ci permetta di capire quel che vuole, senza tormentarci con un linguaggio astruso e involuto, e con numeri e caratteri stampati male e in corpo 1!

Il San Raffaele e la sanità lombarda…

Erano gli anni’80 del secolo scorso quando mi capit di entrare per la prima volta al San Raffaele, in quanto ci ricoverarono mio padre, la mia sorpresa nel vedere che i corridoi erano coperti di moquette fu grande, quando, dopo vari esami, gli proposero di operarlo di ernia del disco cervicale, feci di tutto per scoraggiare mio padre dal farsi operare, per fortuna era fine luglio e l’equipe medica di neurochirurgia non era al completo, per cui ebbi buon gioco e riuscii a portare a casa il mi’ babbo integro.

Il ricordo di quella moquette verde scuro nei corridoi di quell’ospedale mi rimase in mente per anni e quando mi capitò di dovermi ricoverare mi tenni accuratamente al largo da quell’ospedale, le cose saranno certo cambiate con gli anni, ma che qualcuno abbia potuto accreditare quella struttura come ospedale mi è sempre parso strano.

Anni dopo, la struttura ambulatoriale che il San Raffaele aveva aperto in Corso di Porta Vittoria a Milano era, a quanto mi dicono, moderna e attrezzata, ma ancora non era stata accreditata dalla Regione Lombardia, so per certo che vi si facevano analisi del sangue, agli assistiti dal SSN, con presentazione dell’impegnativa e pagamento del ticket, ma le impegnative riempivano i sacchi della spazzatura, infatti gli impiegati le gettavano direttamente lì a fine giornata, in quanto la struttura non aveva convenzione, il solo ticket era sufficiente quindi a coprire i costi della prestazione.

La recente pubblicazione di intercettazioni sui colloqui tra Luigi Verzé (fondatore e presidente del San Raffaele) e potenti personaggi della politica,  dei servizi segreti e delle banche e gli scambi epistolari con il Presidente delle Regione Lombardia mi hanno chiarito molte cose che non riuscivo a capire.

Per avere un’idea della storia del San Raffaele e di Luigi Verzé:
La ricca famiglia di don Verzé. 1

 La ricca famiglia di don Verzé. 2

La ricca famiglia di don Verzé. 3

per un’idea delle diatribe nelle gerarchie cattoliche su proprietà e gestione del San Raffaele, ma non solo:

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1348686

poi più recente:

http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/02/29/lux-in-arcana-la-bolla-di-federico-ii-e-quella-del-cardinale-bertone/