Ma Caporetto fu una disfatta o si perse “ai punti”?

In questo articolo su “corriere.it” Matteo Cruccu sembra avere studiato la storia della prima guerra mondiale su un libro diverso dal mio; io ricordo di avere letto della disfatta di Caporetto con i reparti italiani in fuga (vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Caporetto) se invece al ballottaggio si perde per un voto mi sembra si possa paragonare a un incontro pugilistico che venga perso ai punti, attribuiti dai giudici.

Quanto conta per un giornalista quel che vuole vedere e leggere nei numeri?

Che si tratti di una sconfitta per la Lega Nord, che si era presentata da sola in molte città, è indubitabile, ma parlare di debacle senza precedenti, esemplificandola con Caporetto (associata nell’immaginario collettivo con una disfatta) per uno scarto di 1(uno) voto mi sembra troppo, va bene che gli articoli per le versioni on line dei giornali vengono pagate poco o addirittura niente, ma, per Bacco, caro Cruccu, un poco di misura nello scrivere!

Annunci

2 Risposte

  1. C’è un detto:”Qui numerare incipit errare incipit”. Bisogna vedere quali numeri si prendono in considerazione. Certo, se si considerano, per esempio, i 7 ballottaggi su 7 persi dalla Lega non si può parlare di sconfitta ai punti. Sarebbe interessante fare un confronto fra le attuali classi dirigenti e le loro inettitudini, per non dire di peggio, e gli alti comandi militari, diciamo Cadorna, Badoglio, Cappello, eccetera, che portarono al disastro di Caporetto.

  2. Forse sono fuori dal tempo, caro Adriano, ma attribuisco un valore alle parole, per me una disfatta potrebbe essere quando un partito perde l’80-90% o anche il 70% dei suoi voti, se ne perde il 20-30% si tratta di una sonora sconfitta, magari più di una “debacle” come la definisce su “Corriere Informazione.it” qui (http://www.corriereinformazione.it/2012052119497/politica/ballottaggio-amministrative-2012-debacle-della-lega-nord.html) Gaia Gerbino. Il mio è solo un invito alla misura, eviterebbe a tanti giornalisti e politici di balzare, improvvidamente, sul carro sbagliato o sul carro giusto, ma al momento sbagliato.
    Quanto mi dà noia sentire che oramai il sì e il no hanno perso di significato se non sono accompagnati da un “assolutamente”, anzi, il più delle volte, l'”assolutamente” divora e digerisce anche il sì e il no, lasciando all’interlocutore il compito di interpretare il messaggio dal tono di voce o dalla postura del corpo, quel che conta è manifestare certezza, non importa in qual senso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: