I pensionati sociali sono a carico del coniuge se non hanno altri redditi!

Dopo tante risposte contrastanti ho finalmente avuto il verdetto da parte Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate di Milano, spero di potermi fidare. Eccola:

Ve la mostro perché mi è costata molti sbattimenti e ne sono orgoglioso.

Dovete sapere che nella mia attività di volontariato non riconosciuta, autonoma e senza “rimborsi spesa” ho cercato di aiutare una coppia di anziani alle prese con i misteriosi messaggi intimidatori dell’INPS.

Alcuni anni addietro il pover’uomo mi chiese cosa voleva dire una lettera dell’INPS, presso cui era pensionato, che gli chiedeva di certificare che la moglie fosse a suo carico, cioé non percepisse un reddito superiore a 2800€ (circa, ora, allora non ricordo), dato che la moglie era pensionata sociale dell’INPS e non aveva né altri redditi, né proprietà la cosa sembrava semplice, bisognava recarsi presso un CAF con la lettera, che conteneva misteriosi codici a barre (indispensabili!) e fare una dichiarazione. Visto l’imbarazzo dell’uomo di fronte alla burocrazia, firma con difficoltà, e i suoi impegni nell’assistere la moglie invalida mi sono offerto di consegnare io le carte con una delega da parte sua e mi sono recato a un CAF Acli nel centro di Milano.

Così ho fatto il danno del pover’uomo! Infatti l’impiegato del CAF ha moltiplicato la pensione della donna, certificata da un modulo e non dal CUD (non glielo hanno mai dato) per 13 e superando il tetto mi ha dato da firmare, in nome e per conto del malcapitato una dichiarazione in cui non risultava a carico.

In poco tempo al poveretto hanno detratto gli assegni familiari con anche gli arretrati dell’anno e non avendo la moglie a carico non ha potuto neppure detrarre dal 730 i ticket e gli scontrini per visite e medicine da allora a quest’anno, quando avendo dovuto recarmi per un’altro anziano a fare la medesima dichiarazione, mi sono sentito rispondere senza dubbi o tentennamenti Dal CAF della CGIL di Cologno Monzese che la pensione sociale non dando diritto al CUD non rientrava tra i rediti da dichiarare era del tuto esente!

A questo punto visto che comunque anche il CAF della CGIL mi faceva firmare, in nome e per conto del tizio, una dichiarazione in cui io mi assumevo la responsabilità di dichiarare che la moglie era a carico, mi sono recato all’Agenzia delle Entrate di Via Abetone a Milano (previo appuntamento, ovviamente).

All’Agenzia delle Entrate ho avuto, una volta di più, la prova che siamo nello stato dell’indeterminazione e dell’incertezza, altro che Heisemberg!

La gentilissima impiegata, dopo una prima risposta in cui affermava secondo lei essere da considerare la famigerata pensione sociale in questione (quella elargita agli invalidi ultrasessantacinquenni) e quindi la persona da non considerare a carico mi chiese di aspettare che sarebbe andata a consultare i “sacri testi” (virgolette sue), dopo ventidue minuti scese dicendo che secondo lei i testi le davano ragione.

A questo punto memore un colpo di genio: chiedo una risposta scritta!

Così, protocollata la mia richiesta, me ne sono andato con la risposta interlocutoria che non sembrava dare molte speranze.

Ma improvvisamente mi è arrivata la comunicazione che avete letto sopra! A questo punto temo che avrò da penare a cercare di fare ottenere di nuovo gli assegni familiari al pover’uomo e magari anche modificare il 730 di quest’anno, avendo la moglie a carico avrebbe diritto a una detrazione di 690€, se non vado errando, oramai i numeri mi si confondono.

Tra l’altro prima dell’Agenzia delle Entrate avevo anche chiesto informazioni via mail all’INPS, che però mi rispose che il servizio e-mail non era abilitato a dare informazioni fiscali, avrei dovuto rivolgermi agli uffici, così presi appuntamento all’ufficio INPS di competenza sul loro sito: Milano M. Gioia, ma dopo qualche giorno un sms mi diceva che l’appuntamento era disdetto su richiesta dell’ufficio, alle mie rimostranze telefoniche scoprivo che il sito sbagliava, l’ufficio di competenza non era Milano M. Gioia, ma Cologno Monzese, che comunque dopo avermi ricevuto su appuntamento mi ha risposto che loro non davano informazioni di tipo fiscale.

Ora ho qualche domanda per i ministri competenti:

1° perché gli uffici pubblici si peritano tanto di chiedere il numero di cellulare dell’utente, che se uno non lo vuole dare sembra gli voglia fare uno sgarbo, (non pensano che magari avere informazioni importanti quando uno è in metropolitana o sta guidando non è proprio il massimo) e invece non chiedono mai la mail di posta certificata, che dovrebbe costituire il canale privilegiato per le comunicazioni con il cittadino da parte della pubblica amministrazione?

2° perché i vari comparti della pubblica amministrazione sono così separati che se un ente rilascia un certificato di pensione con gli ammontari mensili, e non il CUD, non sa che c’è una ragione fiscale?

3° perché si continua a dare in appalto la gestione dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini ai CAF, che hanno, spesso personale precario, il più delle volte, con formazione frettolosa, a occuparsi di 730 e scadenze consimili  e in più di una occasione ho dovuto riscontrare fanno errori anche gravi?

4° e forse qui sta la noce del problema, perchè la legislazione fiscale italiana è così complessa, farraginosa, piena di eccezioni? Solo perché tanto spesso abbiamo avuto ministri dei commercialisti, che sanno che nella complessità della legge è più facile trovare gli escamotage per permettere ai loro più facoltosi clienti di evadere le tasse e al contempo la stessa complessità rende impossibile ai meno facoltosi pagare le tasse senza doversi rivolgere appunto a loro?

5° se quando avevo 13 anni (tredici, non trentuno) aiutavo mio padre a compilare il modulo Vanoni e dai 15 anni (quindici, non cinquantuno) in poi lo preparavo io per lui, che poi controllava e non ho mai sbagliato, fino a che vissi con i miei. Perché, al giorno d’oggi, scoprire, come mi è successo una decina di anni fa, che il CAF aveva sbagliato per 4 anni consecutivi a fare il 730 a mio padre, facendogli pagare 12 milioni di troppo, è praticamente impossibile? Perché le norme diventano di anno in anno più complesse e l’evasione aumenta? Non c’è una correlazione

6° un cittadino, con uno stipendio e una casa, non dovrebbe essere posto in grado di pagare le tasse, e calcolarsele, con la formazione culturale fornita dalla scuola dell’obbligo?

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