Mais OGM resistente al glifosato e ideologia

Finalmente leggo qui un articolo in italiano approfondito e chiaro, scevro da preconcetti, sulla vicenda dello studio di Gilles-Eric Séralini su ratti affetti da tumore, in seguito alla alimentazione con mais OGM resistente al glifosato.

Non commento in nessun modo in quanto chiunque può chiarirsi le idee e farsene di proprie, grazie alla eccellente esposizione dell’autore dell’articolo.

Grazie Gifh

La proposta di legge di Gasparri e Chiti x chiarezza e informazione.

Per chiarezza e informazione ecco (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/16/DDLPRES/679457/index.html) il testo del ddl a firma Vannino Chiti: Art. 1.

(Modifiche alla legge 8 febbraio 1948, n.47)

1. Alla legge 8 febbraio 1948, n.47, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 12 è sostituito dal seguente:

«Art. 12. (Riparazione pecuniaria). — 1. Nel caso di diffamazione commessa col mezzo della stampa, la persona offesa può chiedere, oltre il risarcimento dei danni ai sensi dell’articolo 185 del codice penale, una somma a titolo di riparazione. La somma è determinata in relazione alla gravità dell’offesa e alla diffusione dello stampato e non può essere inferiore a 30.000 euro.»;

L’articolo precedente recitava così:
Art. 12 – (Riparazione pecuniaria)

Nel caso di diffamazione commessa col mezzo della stampa, la persona offesa può chiedere, oltre il risarcimento dei danni ai sensi dell’art. 185 del Codice penale, una somma a titolo di riparazione. La somma è determinata in relazione alla gravità dell’offesa ed alla diffusione dello stampato.

b) l’articolo 13 sostituito dal seguente:

«Art. 13. — (Pene per la diffamazione). — 1. Nel caso di diffamazione commessa con il mezzo della stampa, consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della multa non inferiore a 5.000 euro».

L’articolo precedente recitava così:

Art. 13 – (Pene per la diffamazione)

“Nel caso di diffamazione commessa col mezzo della stampa, consistente nell’attribuzione di un fatto determinato, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni e quella della multa non inferiore a lire 500.000.”

Come si vede il primo articolo si limita a inasprire le sanzioni introducendo inoltre un minimo di 30.000 € nell’articolo 12.

Art. 2. della proposta di legge firmata da Gasparri e Chiti:

(Modifiche al codice penale)

1. Al codice penale sono apportate le seguenti modificazioni:

a) l’articolo 57 è sostituito dal seguente:

«Art. 57. — (Reati commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione). — Salva la responsabilità dell’autore della pubblicazione, e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vicedirettore responsabile del quotidiano, del periodico o della testata giornalistica, radiofonica o televisiva, risponde dei delitti commessi con il mezzo della stampa, della diffusione radiotelevisiva o con altri mezzi di diffusione se il reato è conseguenza di omesso controllo. La pena è in ogni caso ridotta di un terzo»;
L’articolo precedente recitava così:

< Art. 57 Reati commessi col mezzo della stampa periodica

Salva la responsabilità dell’autore della pubblicazione e fuori dei casi di concorso, il direttore o il vice-direttore responsabile, il quale omette di esercitare sul contenuto del periodico da lui diretto il controllo necessario ad impedire che col mezzo dalla pubblicazione siano commessi reati, è punito, a titolo di colpa, se un reato è commesso, con la pena stabilita per tale reato, diminuita in misura non eccedente un terzo. >

 La differenza sostanzialmente consiste nel fatto che la diminuzione della pena era al max di un terzo ora viene comunque ridotta di un terzo.

b) l’articolo 594 è sostituito dal seguente:

«Art. 594. — (Ingiuria). — Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la multa fino a euro 1.500.

Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica, telefonica o telematica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa.

Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone»;
L’articolo attuale recita:
< Art. 594 Ingiuria

Chiunque offende l’onore o il decoro di una persona presente è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa fino a euro cinquecento. Alla stessa pena soggiace chi commette il fatto mediante comunicazione telegrafica o telefonica, o con scritti o disegni, diretti alla persona offesa. La pena è della reclusione fino a un anno o della multa fino a euro mille, se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Le pene sono aumentate qualora l’offesa sia commessa in presenza di più persone.>
Sostanzialmente si triplica la cifra in € e si toglie la reclusione, chi può permetterselo può offendere chi vuole.

c) l’articolo 595 è sostituito dal seguente:

«Art. 595. — (Diffamazione). — Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo 594, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la multa fino a euro 2.500.

La pena è aumentata se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato. Se l’offesa è recata con il mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, si applica la pena della multa fino a euro 5.000.

Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad un’autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate».

L’articolo attuale recita:

<Art. 595 Diffamazione

Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, comunicando con più persone, offende l’altrui reputazione, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a euro 1.032 (lire due milioni). Se l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a euro 2.065 (lire quattro milioni). Se l’offesa è recata col mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a euro 516 (lire un milione). Se l’offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza, o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate.>
Oltre all’aumento delle pene non sono riuscito a trovare l’obbligo di rettifica citato dal lettore Daniele, ma forse non sono riuscito per limiti miei, in ogni caso mi pare assai evidente che senza la pena del “gabbio”, come dice Sallusti, chi ha buone risorse economiche potrà continuare tramite i “mezzi d’informazione” di cui dispone a insultare chi vuole, semplicemente pagando un poco di più.

Forse avevo torto io a pretendere di più da un eletto nel Partito Democratico?

 

Il prefetto di Napoli Andrea De Martino non è un signore, è un prefetto!

Potete vedere qui come si comportavano i funzionari dello zar ai tempi de “Le anime morte” di Gogol, commentare la supponenza e la boria di questo personaggio pare inutile.
Un governo degno di questo secolo gli chiederebbe subito le dimissioni o lo metterebbe autonomamente a riposo.
Tra corrotti e supponenti di questi burocrati ne abbiamo piene le scatole!
DIMISSIONI SUBITO!

Da Vannino Chiti (Pd) e Maurizio Gasparri (Pdl) liberaci o Signore! Presto!

Vannino Chiti (Pd) e Maurizio Gasparri (Pdl) allo scopo di evitare al direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, di finire in carcere hanno presentato un disegno di legge che espropria i cittadini del diritto di informazione e di critica!

Ecco chi rottamare: in primis Chiti e Gasparri!

Invito gli adepti di qualunque religione a pregare ciascuno il proprio Dio o più di uno, per i fortunati politeisti, affinché ci liberino al più presto da figuri come codesti che possono solo fare il paio con il Signor Prefetto di Napoli, il che è tutto dire!

In mancanza di un intervento divino anche un ictus sarebbe il benvenuto, qualcosa ad es. che li lasciasse in coma vigile (se esiste) in modo che proprio non si possa staccare loro la spina.

Auguri!

 

Anche in Gran Bretagna qualcosa si muove sul fronte depenalizzazione consumo di droghe

Dopo illustri precedenti di funzionari di organizzazioni internazionali che si sono espressi a favore di una depenalizzazione del consumo di droghe il fronte di esperti e funzionari di polizia che si schiera a favore di una depenalizzazione del consumo di droghe o addirittura per una liberalizzazione del consumo, in particolare per la cannabis e i suoi derivati, si allarga, peccato che per esprimersi in questo senso i funzionari di polizia aspettino di essere in pensione o prossimi a entrarvi. Ecco qualche ipotesi in merito:

– esprimersi favorevolmente alla depenalizzazione bloccherebbe le possibilità di carriera per un funzionario di polizia, per cui essi si esprimono in merito solo a fine carriera,

– solo una lunga esperienza sul campo riesce a liberare la mente dei funzionari di polizia dei condizionamenti ambientali, (impiegano trenta o quanrant’anni per arrivarci, i funzionari di polizia sono quindi estremamente duri di comprendonio?)

– arrivati alla pensione molti alti funzionari di polizia rincoglioniscono, (sarà colpa della droga?)

Qui Enrico Franceschini dalla Gran Bretagna cita un rapporto di una commissione di un ente di beneficenza che ha visto la “partecipazione di illustri accademici ed ex-alti funzionari della polizia e dei servizi segreti britannici”, in esso si paragona il consumo di cannabis a quello di moderate quantità di alcool, ma leggetevi l’articolo di Franceschini, visto che io mi sono espresso più volte in merito e potrei essere di parte.