Roma come Gerusalemme? O come Kandahar?

A quanto pare, tra bande di tifosi neonazisti e ronde di autodifesa ebraiche, tra squadre di picchiatori statali e dilettanti, tra bande di spacciatori e gang di estorsori alla ricerca del monopolio di quartiere, finisce che ci vanno di mezzo i civili, come in Afghanistan, intendendo civili nel senso di persone “civili” e come non schierati per alcun suprematismo di una razza, una etnia, una squadra, una famiglia, una banda, una religione, una dieta, un sesso o una lingua.

Insomma chi ci rimette, come al solito è la democrazia del buonsenso, quello che avrebbe dovuto liberalizzare le droghe, invece di arricchire la criminalità con la loro produzione e traffico, che avrebbe dovuto aprire le frontiere, invece di arricchire la criminalita con il traffico di persone, che avrebbe dovuto dare un quadro normativo alla prostituzione invece di lasciarla in mano alla criminalità, che avrebbe dovuto rendere più severe le norme contro l’evasione fiscale e il falso in bilancio, contro la corruzione e la concussione, invece di scherzarci su, come invece è successo negli ultimi vent’anni.

Avremmo carceri meno affollate e magari con carcerati in grado di pagare le spese di giudizio e di mantenimento, visto che sarebbero essenzialmente finanzieri e criminali di peso.

Invece ogni Ministro degli Interni appena nominato prepara un piano per la costruzione di nuove carceri e l’assunzione di carcerieri.

Poi si lamentano per la bassa produttività! Gli italiani o sono in qualche banda (gruppi di grassatori organizzati, consigli di amministrazione, authority, mafia, camorra, ndrangheta, gang di rapinatori autonomi, consigli regionali, provinciali, comunali, servizi segreti, senato e parlamento) a far danno o sono carcerati o sono poliziotti, ma chi lavora?

Naturalmente esistono lodevoli eccezioni in tutte le bande sopra citate e in quelle che non ho citato, per superficialità, brevità, distrazione o coda di paglia, decidete voi.

Il mio plauso a chi, quotidianamente, pulisce le strade, sorveglia i boschi, educa i bambini, cura i malati, a tutti coloro che migliorano il nostro presente e costruiscono il futuro e lo fanno con coscienza.

Grazie.

Ancora su Sallusti

Qui Liana Milella fa un poco il punto sul caso Sallusti, non è un post esaustivo, solo un breve sunto delle posizioni assunte dal soggetto nella questione. Ma ci voleva qualcuno che riassumesse in una paginetta almeno qualcuna delle innumerevoli “fetenzie” che anche al di fuori del suo giornale questo soggetto va propagando.

Ancora una volta grazie a Liana Milella, per le sue meritorie puntualizzazioni sulla giustizia e sul rapporto malato tra politica e magistratura.

 

Ah, Crocetta, ma proprio a Battiato duvevi truà?

Un altro cantante o uomo di spettacolo a svolgere incarichi politico-amministrativi ci mancava proprio!

Ma come è venuto in mente al neo presidente della Regione Sicilia di nominare Franco Battiato assessore alla cultura? Delle due l’una: o Crocetta pensa che si tratti di un assessorato inutile (allora perchè non risparmiare?) o pensa che serva a qualcosa (allora perchè non cercare qualcuno che non passi la vita in tour in giro per il mondo?).

Spiace davvero che il neo presidente sia partito così, possibile che con tutto il patrimonio culturale in senso ampio che la Sicilia ha, non ci sia qualcuno che, senza gli obblighi di una carriera nello spettacolo, possa occuparsi della tutela, della valorizzazione e dello sviluppo della cultura sull’isola? Ma siamo proprio messi male allora!

Saldatura tra Grillo e Di Pietro, quali prospettive?

Sarebbe veramente splendido se si riuscisse a saldare attivisti e simpatizzanti dei due movimenti, una collaborazione dialettica tra queste due anime, generazionalmente distanti, potrebbe portare frutti fino a ieri considerati impossibili.

Per riuscire in una impresa di questo tipo però è necessario che i due movimenti si liberino dei loro ideatori e riescano a porre in atto una collaborazione orizzontale sul territorio.

Liberarsi dei due simboli non sarà cosa facile, nessuno dei due sembra giudicarsi meno che indispensabile.

Hanno entrambi fatto cose buone e anche ottime, entrambi hanno diritto alla nostra riconoscenza, entrambi ne hanno avuto riscontro economico, entrambi hanno bisogno di riposo, diamoglielo.

Una saldatura tra le due basi sarebbe il miglior viatico per una transizione equilibrata verso una terza repubblica, l’entusiamo dei giovani del M5S e l’esperienza di vita dei più o meno anziani dell’IdV potrebbe davvero liberarci di una classe politica inetta e corrotta? Difficile dirlo, ma le fallimentari esperienze precedenti partivano da movimenti o partiti abbastanza omogenei negli interessi o nell’ideologia, quindi un sommovimento che abbia due anime, giovane e anziana, potrebbe davvero liberarci dalle pastoie di quel “realismo attendista e prudente” e di quell'”arrampicatorismo” che ha caratterizzato governi di mezza Europa sotto le etichette “progressista” o “conservatrice” indifferentemente.

Non c’è che da gettare uno sguardo alle classi dirigenti italiana, spagnola, inglese, francese, greca, e non proseguo solo per mia ingoranza, temo, per rendersi conto che i quaranta-sessantenni che arrivarono o sono arrivati al potere ci sono arrivati dopo avere visto per troppo tempo arricchirsi di malversazioni e corruttele coloro che li avevano preceduti, erano e sono tutti funzionari di partito che hanno aspirato al potere troppo a lungo, oppure, come nel caso italiano del finanziere che si era trovato a non poter più fare affidamento sul partito cui aveva delegato la difesa dei propri interessi e così se ne fece uno su misura, comprando sul mercato politici da riciclo o intellettuali frustrati.

L’occasione che Grillo fornisce al suo movimento per liberarsi di lui non è da sottovalutare, proprio nel momento in cui Di Pietro mostra che la sua caparbietà di magistrato non era accompaganta da valori etici meno che formalisticamente legati alla lettera della legge e delude tanto profondamente la sua base, in questo momento dicevo, Grillo propone Di Pietro per la Presidenza della Repubblica!

Si potrebbe essere d’accordo con buona parte di ciò che scrive Grillo su Di Pietro, appunto sul fatto che è stato forse l’unico che abbia combattuto l’anomalia italiana rappresentata da Berlusconi coerentemente per anni, ma che, proprio nel momento in cui sono sotto gli occhi di tutti i suoi limiti etici, lo si voglia proporre per la carica di Presidente della Repubblica non può che essere uno scherzo: o si burla di Di Pietro o si burla degli italiani.