Saldatura tra Grillo e Di Pietro, quali prospettive?

Sarebbe veramente splendido se si riuscisse a saldare attivisti e simpatizzanti dei due movimenti, una collaborazione dialettica tra queste due anime, generazionalmente distanti, potrebbe portare frutti fino a ieri considerati impossibili.

Per riuscire in una impresa di questo tipo però è necessario che i due movimenti si liberino dei loro ideatori e riescano a porre in atto una collaborazione orizzontale sul territorio.

Liberarsi dei due simboli non sarà cosa facile, nessuno dei due sembra giudicarsi meno che indispensabile.

Hanno entrambi fatto cose buone e anche ottime, entrambi hanno diritto alla nostra riconoscenza, entrambi ne hanno avuto riscontro economico, entrambi hanno bisogno di riposo, diamoglielo.

Una saldatura tra le due basi sarebbe il miglior viatico per una transizione equilibrata verso una terza repubblica, l’entusiamo dei giovani del M5S e l’esperienza di vita dei più o meno anziani dell’IdV potrebbe davvero liberarci di una classe politica inetta e corrotta? Difficile dirlo, ma le fallimentari esperienze precedenti partivano da movimenti o partiti abbastanza omogenei negli interessi o nell’ideologia, quindi un sommovimento che abbia due anime, giovane e anziana, potrebbe davvero liberarci dalle pastoie di quel “realismo attendista e prudente” e di quell'”arrampicatorismo” che ha caratterizzato governi di mezza Europa sotto le etichette “progressista” o “conservatrice” indifferentemente.

Non c’è che da gettare uno sguardo alle classi dirigenti italiana, spagnola, inglese, francese, greca, e non proseguo solo per mia ingoranza, temo, per rendersi conto che i quaranta-sessantenni che arrivarono o sono arrivati al potere ci sono arrivati dopo avere visto per troppo tempo arricchirsi di malversazioni e corruttele coloro che li avevano preceduti, erano e sono tutti funzionari di partito che hanno aspirato al potere troppo a lungo, oppure, come nel caso italiano del finanziere che si era trovato a non poter più fare affidamento sul partito cui aveva delegato la difesa dei propri interessi e così se ne fece uno su misura, comprando sul mercato politici da riciclo o intellettuali frustrati.

L’occasione che Grillo fornisce al suo movimento per liberarsi di lui non è da sottovalutare, proprio nel momento in cui Di Pietro mostra che la sua caparbietà di magistrato non era accompaganta da valori etici meno che formalisticamente legati alla lettera della legge e delude tanto profondamente la sua base, in questo momento dicevo, Grillo propone Di Pietro per la Presidenza della Repubblica!

Si potrebbe essere d’accordo con buona parte di ciò che scrive Grillo su Di Pietro, appunto sul fatto che è stato forse l’unico che abbia combattuto l’anomalia italiana rappresentata da Berlusconi coerentemente per anni, ma che, proprio nel momento in cui sono sotto gli occhi di tutti i suoi limiti etici, lo si voglia proporre per la carica di Presidente della Repubblica non può che essere uno scherzo: o si burla di Di Pietro o si burla degli italiani.

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