Gino Strada for President, or not?

Ho letto di candidature alla Presidenza della Repubblica bizzarre (non voglio infierire) e altre soltanto fuori dagli schemi, tra queste quella di Gino Strada, il fondatore di Emergency, ho la massima stima per il suo lavoro ma non mi è sembrato adatto a un ruolo tanto delicato, mi capitò infatti di sentirlo esprimersi alquanto rudemente e il ruolo di Presidente della Repubblica, a mio parere, esige che non solo si pesino le parole, ma finanche le pause.

Bon, morta lì.

Senonché dopo qualche giorno ho letto di dichiarazioni di Gino Strada in cui, a domanda dell’intervistatore su chi avesse votato alle ultime elezioni comunali di Venezia, Strada dichiarava di non aver votato Brunetta in quanto “esteticamente incompatibile con Venezia”, probabilmente la frase è stata estrapolata da un contesto, probabilmente il giornalista soffriva di problemi di udito, probabilmente si è trattato di un fraintendimento, (Berlusconi e i suoi accoliti, ma non solo, ci hanno abituati da decenni a questi “equivoci”) in ogni caso, se Strada si è espresso in modo tale da essere frainteso tanto platealmente, forse la mia sensazione che non sia adatto al ruolo di Presidente della Repubblica Italiana è fondata.

Se invece la frase riportata fosse veramente stata pronunciata l’unica reazione, oltre a defalcarlo definitivamente dalla lista dei candidabili, dovrebbe essere di chiedergli, altrettanto piattamente, di tornare alle vecchie abitudini, evidentemente shampoo e balsamo per capelli, di cui da qualche tempo ha cominciato a fare uso, non fanno per lui, incidono sui suoi processi di controllo della parola.

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Il nuovo che avanza già fete.

Così: il piccolo Matteo Renzi ha tra i suoi principali finanziatori un finanziere che ha grossi interessi nei paradisi fiscali, l’anziano Giuseppe Grillo ha l’autista personale che ha società in altri paradisi fiscali, cosa c’è dunque di nuovo? Non avevamo già un presidente del consiglio con ville e società in paradisi fiscali? Quest’ultimo ha anche teorizzato l’evasione fiscale come “legittima difesa” ci aspettiamo che i primi tradiscano amici, finanziatori e collaboratori?

Qualcuno naturalmente potrebbe chiedere cosa abbia fatto il governo dei “tecnici” per almeno lenire i danni di una finanza di rapina e d’evasione ci piacerebbe poter enumerare misure provvisorie, d’emergenza e strutturali, ma non ce ne viene in mente che una: la diminuzione dell’ammontare massimo delle transazioni in contanti, per carità senz’altro ne abbiamo dimenticata qualche altra, ma non sembra che questo governo abbia preso in mano con fermezza la situazione, che sia per l’ammontare medio dei patrimoni personali, che sia per le numerose cariche che molti nel governo hanno avuto in importanti gruppi economici, che sia per le parentele di molti di loro con esponenti dello stesso mondo finanziario? Non sappiamo, e in fondo non c’interessa un granché, così è.

P.S.: Abbiamo avuto numerose segnalazioni in merito ai fondi sbloccati, o sbloccandi, per sanare i debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti di fornitori, ci segnalano che esiste il pericolo che tali fondi scompaiano senza beneficio per l’economia reale, infatti molte piccole società che vantavano crediti nei confronti di enti pubblici sono fallite aspettando, e a cascata molti loro fornitori sono falliti a loro volta, tanti lavoratori sono ora disoccupati e molti di loro si sono trovati senza salario per mesi prima del licenziamento, e ora senza liquidazione, i crediti di queste aziende saranno ora esatti dagli amministratori fallimentari? Che garanzie abbiamo di sapere dove finiranno questi soldi?

Se il/la giornalista è organico al sistema di valori fatui del momento

Su corriere.it (qui) potete vedere una fotografia di Julia Roberts commentata da Sara Bovi anche con queste parole “La star di Pretty Woman vuole forse provocare, ma in realtà l’unica cosa che genera è l’imbarazzo del pubblico che assiste alla scena.” Io provo imbarazzo invece pensando alla tastiera su cui presumibilmente questo commento è stato scritto, pensando al direttore responsabile che firma quotidianamente quel quotidiano,  sono lieto di non essere al loro posto.