La disaffezione alla politica

In questi giorni non si sente che parlare da una parte della conquista di 16 capoluoghi di provincia da parte del centro-sinistra, dall’altra della scarsa affluenza alle urne.

Qualche superficiale ha brindato ai risultati elettorali, ma spero che siano stati pochi e che invece si avvii, specie nel PD, una riflessione profonda sui modi della politica a cominciare dal modo di rapportarsi alla sua base e alla cittadinanza nel suo insieme, faccio un esempio.

Un paio di mesi or sono, saputo di un incontro pubblico con la vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris e altri esponenti politici, che avrebbe dovuto vertere sulla bonifica in corso della nostra zona (quartiere Santa Giulia Rogoredo zona 4) ci sono andato, trovando la sala piena.

Purtroppo quello che avrebbe dovuto essere un “incontro”, cioè un dialogo a mio modo di vedere, con la vicesindaco, il Presidente del Consiglio Comunale di Milano Natale Comotti e la Presidente della Zona 4 Loredana Bigatti e un deputato PD di cui non ricordo il nome, si è rivelato presto solo una occasione persa. Gran parte dei politici hanno tenuto il microfono in mano a lungo senza fornire nessuna informazione concreta, dopo un pistolotto inutilmente lungo da parte di una esponente del circolo che ospitava la riunione, la signora De Cesaris ha parlato a lungo, ma prevalentemente per lamentare la mancanza di strumenti a disposizione dell’amministrazione, stendiamo un velo pietoso sull’intervento del sig. Comotti che ha fatto un lungo discorso psicosociologico completamente fuori tema, dell’intervento del deputato ricordo solo che tra altre enunciazioni politiche generiche c’era una sorta di ringraziamento al circolo ospitante e agli altri relatori, la signora Bigatti è intervenuta quando oramai i convenuti erano allo stremo e io ricordo solo che ha parlato di qualche sopralluogo fatto in veste istituzionale.

Tra il pubblico già dopo il primo quarto d’ora di chiacchiere serpeggiava un certo risentimento per la serata rubata al riposo, alcuni anziani sono intervenuti e buona parte di loro, evidenti abitué, avevano evidentemente solo da marcare il territorio con discorsi di cui non si coglieva il senso, una sola domanda precisa è stata fatta, a proposito di uno scavo di cantiere fermo da alcuni anni e oramai divenuto un laghetto con canne, rane e uccelli acquatici, nell’occasione dalla risposta della signora De Cesaris traspariva un certo disappunto per l’evidente conflitto d’interesse del signor Comotti (che ha un ruolo importante in cooperative edilizie) ma, oltre a questo, di nuovo ella rimarcava la mancanza di strumenti a disposizione dell’amministrazione comunale, per intervenire su cantieri che, fermi da tempo creano danno alla salute (nella fattispecie quel laghetto è allevamento intensivo di zanzare) e danno estetico al quartiere.

Insomma, se qualcuno avesse voluto indire la riunione con lo scopo di allontanare i cittadini dalla politica e disamorarli dall’essere attivi nella loro realtà locale, nessuno avrebbe potuto fare di meglio di quanto hanno fatto con i loro interventi l signor Comotti e tutti gli altri.

Peccato, perché la signora De Cesaris ha doti di comunicativa, ma purtroppo neppure lei ha capito che i cittadini vogliono essere ascoltati, vogliono un vero dialogo, non è più il tempo in cui si andava alle riunioni di quel tipo per sentire qualcuno parlare e riferirne il giorno dopo al bar, la tv questo può farlo meglio.

Questo piccolo esempio, di politica localissima, mi è parso illuminante, mi ha fatto toccare con mano quanto anche i politici locali siano autoreferenziali, quanto parlino solo per sentirsi parlare, se pensiamo che le amministrazioni locali sono quanto di più vicino ai cittadini dovrebbe esserci, ecco il successo di Grillo come logica conseguenza e, alla sua scomparsa, qualunque imbonitore potrebbe essere capace di trascinare folle esasperate e annoiate a far danni.

Vaccini, compassione ed evoluzione

Come molti altri e, non lo nascondo, a volte anch’io, Oggiscienza si lascia prendere dalle emozioni e tra l’altro pubblicizza un insieme di eventi promossi dal movimento “Pro-test”(il cui manifesto fa riferimento ai vaccini, da ciò questo post) si salda in questo atteggiamento una razionale disamina dell’epidemiologia e una sorta di pietà per chi viene colpito da malattie evitabili con vaccinazioni, in particolare per gli incolpevoli figli dei militanti antivaccini.

Purtroppo non è impossibile che la stupidità possa avere almeno qualche elemento di ereditarietà, alcuni hanno di conseguenza ipotizzato che potrebbe essere opportuno eliminare ogni obbligo di vaccinazione semplicemente per verificare questa possibilità. (Non sarebbe male, confessatelo, diminuire la percentuale di stupidi in modo incruento?)

La questione è posta però, secondo me, in modo superficiale, si confonde la stupidità o l’imbecillità con l’ignoranza, l’ignorante reso edotto può capire, l’imbecille si rifiuta a priori; togliendo l’obbligatorietà della vaccinazione anche l’ignorante potrebbe, appunto per semplice ignoranza, non vaccinare i figli o sé stesso, con l’obbligatorietà della vaccinazione invece solo il perfetto imbecille, specialmente se acculturato, avrebbe opportunità, mezzi e volontà per sottrarre sé stesso e i familiari alle vaccinazioni.

Da quanto detto quindi sento di poter affermare la mia solidarietà al movimento Pro-test sia per quanto riguarda una corretta informazione scientifica in generale, sia per quanto riguarda il tema delle vaccinazioni obbligatorie del suo manifesto, ma non spingerei l’obbligatorietà agli estremi, credo sia opportuno dare alla selezione naturale qualche “chance” di migliorare l’umanità eliminando progressivamente almeno qualche imbecille.