Novità sul fronte degli affitti sul 730/2014

Dalle istruzioni del 730/2014 cito:

“per i fabbricati concessi in locazione, è ridotta dal 15 al 5 per cento la deduzione forfetaria del canone di locazione, prevista in assenza dell’opzione per il regime della cedolare secca;”

Questa decisione mi sembra avrebbe potuto influire notevolmente sulla scelta tra cedolare secca e regime ordinario. Peccato che il contribuente non sia stato posto nelle condizioni di operare una scelta a tempo debito.
Se si tratta di mancanza di informazione mia chiederò scusa con piacere in un post apposito a tutti gli interessati.
Annunci

730/2014 e ironia della burocrazia

Come si legge sul sito dell’Agenzia delle Entrate, qui:

“Il 730 … presenta alcuni vantaggi:

  • è semplice da compilare e non richiede l’esecuzione di calcoli”

Troppo facile fare dell’ironia sulla facilità di compilazione di un modello che consta di 4 pagine ma ha istruzioni di ben 60 pagine, scritte con corpo piccolo e margini stretti, oltre a 24 pagine di codici vari.

Il fatto che non richieda l’esecuzione di calcoli andrebbe bene se fosse comunque facile per chi lo vuole eseguire i calcoli da sé, tanto per verificare che i calcoli fatti da altri siano corretti, invece scoprire quali siano le aliquote e le percentuali di detrazione si rivela una sorta di caccia al tesoro.

  • “il contribuente non deve trasmetterlo personalmente all’Agenzia delle Entrate perché a questo adempimento ci pensano, a seconda dei casi, il datore di lavoro o l’ente pensionistico o l’intermediario abilitato (Caf e iscritti agli albi dei dottori commercialisti ed esperti contabili e dei consulenti del lavoro)”

Certo sarebbe anche questa un’ottima cosa, se non fosse che, riuscire a farsi fare gratuitamente questo “adempimento” risulta essere estremamente complicato specie per un pensionato anziano, in quanto i vari CAF non accettano generalmente prenotazioni per i 730 presentati senza consulenza, che è a pagamento, bisogna quindi andare assai per tempo in uno di questi CAF e pazientare ore e riuscire a evitare le trappole che tendono per trasformare l'”assistenza fiscale”, gratuita, in “consulenza fiscale” a pagamento.

  • “il rimborso dell’imposta arriva direttamente in busta paga (luglio) o con la rata della pensione (agosto o settembre); in alternativa, dal 2014 è possibile utilizzare in compensazione il credito che risulta dal 730/2014, per pagare, oltre all’Imu, anche le altre imposte che possono essere versate con il modello F24”

Niente da dire su questo punto, se non che non dovrebbe essere necessario pensare a queste compensazioni tra imposte, se lo Stato non si comportasse come un avaro che esige i crediti subito ma ritarda e rinvia rimborsi di anni, sembra quasi che il danaro entri nelle casse dello Stato come un calamaro in una nassa, facile entrare ma difficile uscire.

  • “se dall’elaborazione del 730 emerge un saldo a debito, invece, le somme vengono trattenute direttamente in busta paga (luglio) o dalla pensione (agosto o settembre).”

Tutto chiaro? Lo Stato decide quando il saldo dovrà essere trattenuto da stipendi e pensioni.

Ma:

“Se lo stipendio o la pensione sono insufficienti per il pagamento di quanto dovuto, la parte residua, maggiorata degli interessi mensili (0,40%), viene trattenuta dalle competenze dei mesi successivi.”

Ora: 0,40% mensile equivale a 4,80% annuo, che non corrisponde proprio ai tassi dei BOT di questo periodo, non sarebbe giusto che il tasso che esso chiede corrisponda al tasso che paga per prestiti a breve scadenza quali i BOT? Da Il sole 24ore di oggi 10 Marzo 2014 qui: “Il rendimento medio è sceso sotto la soglia dello 0,5% per la prima volta dall’introduzione dell’euro attestandosi su 0,455% da 0,59% dell’asta di gennaio.” Avete letto bene 0,445% di interessi annui! Quindi lo Stato chiede al contribuente, per la rateizzazione, interessi oltre 10 volte superiori a quelli che paga.

Ma ora viene il bello:

“Il contribuente può anche chiedere di rateizzare in più mesi le trattenute, indicandolo nella dichiarazione; per la rateizzazione sono dovuti gli interessi nella misura dello 0,33% mensile.”

Quindi il 3,96% annuo, chi chiede di rateizzare in più mesi, paga meno di chi paga in pochi mesi, qualcosa mi sfugge?

Per fortuna non si sa se ad estendere le norme a cui ho fatto riferimento sia un uomo o una donna, altrimenti, nel caso si trattasse di una donna, potrei essere accusato di sessismo da qualche alta carica dello Stato.