Il Pepe e il pepe, Guglielmo, Guglielmo…

Ho inviato il commento che riporto sotto al post del Sig. Guglielmo Pepe su Repubblica (qui) visto che in un paio di occasioni avevo letto delle cose condivisibili sul suo blog.

“A proposito dell’ISS, visto che le piacciono le frasi fatte: “errare è umano, perseverare (in errore) è diabolico”; visto che l’omeopatia si è rivelata, in ogni sperimentazione scientifica, a doppio cieco, non più efficace del placebo, bene fa l’ISS a non considerarla efficace, ma mendace. Che poi non si possa criticare una legge provi a pensare alle leggi razziali.”

Egli mi risponde così:

“bdaleppo, ma lei legge o no? L’Iss faccia quello che vuole, e come ho scritto è liberissimo di cambiare idea. Ma non solo la sua storia dice altro, è anche l’attualità a raccontare altro perché chiedere di non far svolgere un convegno è, secondo me, una cosa grave.
E poi chi ha mai sostenuto che non si possono criticare le leggi?
Allora mettiamo un punto chiaro: chi mi attribuisce ciò che non penso e tanto piu non scrivo, non viene pubblicato.”

Evidentemente il Sig. Pepe ha un concetto particolare dell’argomentare, infatti tutto il suo post verte sulla critica all’intervento del Presidente dell’ISS presso il Presidente del Senato on. Pietro Grasso, in merito all’antiscientificità di un convegno “sulle medicine non convenzionali o complementari”, infatti su 625 parole del suo post egli conviene sulla possibilità dell’ISS di cambiare opinione “sulle medicine non convenzionali o complementari” con 20 parole, questo alla faccia dell’essere “liberissimo di cambiare idea”.

In merito poi al fatto che egli “non ha mai sostenuto che non si possano criticare le leggi” è sufficiente evidenziare che l’unico argomento non ritrattato o smentito scientificamente è che a sostegno del convegno ci sarebbero (vedi paragrafo 3° del post di Pepe) vari disegni di legge destinati a normare omeopatia e agopuntura e il fatto che in Toscana le cure omeopatiche vengono riconosciute e addirittura nell’ospedale di Pitigliano l’omeopatia è la prima scelta nella “terapia”.

Il sig. Pepe ha ragione, non ha scritto che non si possono criticare le leggi, egli sottintende che neppure i disegni di legge pro domo sua possono essere criticati, evitiamo di entrare in merito alla pratica ospedaliera dell’Ospedale di Pitigliano.

Purtroppo dal tenore delle sue risposte, non solo al mio commento anche a quelli di altri, si evince che egli solo ha diritto di criticare, anche aspramente, egli ha il pepe, agli altri non è dato.

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Je suis Charlie Hebdo, aussie aujourd’hui

Se un sindaco di un comune da poco vittima di un terremoto e l’ufficio legale della stessa amministrazione comunale, hanno tempo e voglia di sindacare cosa possa essere satira e cosa no, a mio parere vuole dire che hanno poco di cui occuparsi, quindi delle due l’una: o quel terremoto non è stato devastante come appare sui media e mi sembra difficile, oppure quel sindaco e l’ufficio legale di quel comune sono inutili, in quanto non si occupano di quanto dovrebbero. Chiedo subito le dimissioni del sindaco e il licenziamento dell’ufficio legale di Amatrice.

W l’Europa e la parificazione fiscale

Le politiche di differenziazione fiscale ad hoc sono deteriori per gli i governi e gli stati che le praticano e per la concorrenza.

Quando un governo si accorda con una azienda per aliquote fiscali di favore, come fece l’Irlanda con Apple, non soltanto si pone in una posizione delicata nei confronti di altre aziende che potrebbero pretendere trattamenti simili, ma mette in sospetto i suoi cittadini sulla limpidezza delle trattative tramite le quali si è arrivati a quel risultato, il pensiero dei cittadini di quel paese e degli altri paesi danneggiati da quell’accordo, anche se non espresso pubblicamente, sarà: quanto e chi ha pagato Apple per un tale trattamento di favore?

Un discorso analogo dovrebbe essere fatto per gli accordi che anche il fisco italiano ha fatto con contribuenti “importanti” riguardo al contenzioso pregresso.

Solo una fiscalità semplice e omogenea, all’interno almeno dei mercati più o meno comuni può portare a una diminuzione del contenzioso e dei conseguenti accordi stragiudiziali, che arricchiscono solo gli studi di professionisti specializzati, i funzionari o i giudici corrotti, e le aziende che hanno fatturati tali da potersi permettere gli uni e gli altri.

Ora come non mai tornano d’attualità i vecchi slogan, ricordate: “Lavorare meno, lavorare tutti”? Anche oggi dovrebbe tornare nelle piazze, accompagnato dalla versione fiscale:”Pagare meno, pagare tutti”.

Invece si leggono articoli che parlano dela retroattività della multa. Come se la norma contraria agli aiuti di stato fose cosa nuova, e se una fiscalità ad hoc non è un aiuto di stato?