Muoiono le parole nell’agonia

Mentre i cittadini di Aleppo e della Siria intera, muoiono e soffrono, sotto le bombe di tutte le parti che si contendono le loro spoglie, anche a me manca il fiato per parlare e la forza per scrivere.

La salamandra che campeggia sopra questo blog, è però un simbolo mitico di sopravvivenza al fuoco, che tutto annienta.

Come gli armeni, sterminati dallo stato turco, come gli anarchici e gli altri non succubi, fatti scomparire in Spagna dagli stalinisti prima e dai franchisti poi, come i disabili, gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali e i semplici oppositori, sterminati dai nazisti e dai loro vari alleati in tante parti d’Europa, così anche i cittadini d’Aleppo e delle tante altre comunità, sottoposti a martirio oggi, anch’essi sopravviveranno, alcuni di loro, o forse solo il loro ricordo, spero che questo ricordo rimanga nella memoria collettiva della popolazione siriana e possa esercitare la funzione di una vaccinazione, anche se la memoria umana è così labile che sembra quasi che ogni generazione debba fare i propri errori.

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