Azienda Ospedaliera San Paolo Milano

Quando ci si rivolge a qualcuno con il lei e costui/costei ci risponde, senza avercene chiesto licenza con il tu, c’è qualche altra possibilità oltre alla supponenza, alla maleducazione?
Ho insegnato circa venticinque anni nei licei d’Italia dando del lei ai miei studenti e ora trovo una dottoressa di una trentina d’anni, la metà dei miei, che mi chiama “Tesoro” (“aihmé fuor dall’alcova”, se può essere scorretta lei posso esserlo anch’io, o no?), nei corridoi dell’Ospedale San Paolo che si fregia del motto: “Curare e insegnare a curare”.
Che dire? L’Ospedale diede cattiva prova di sé riguardo alla prima parte del suo motto: “CURARE”, visto che dopo avermi fatto venire un trombo al braccio durante una donazione, mi ha chiesto di pagare il ticket per fare l’ecodoppler, ma anche il modo in cui ha scelto e formato i suoi collaboratori (INSEGNARE A CURARE) mi sembra lasci alquanto a desiderare se non si rispetta “in primis” il paziente come persona.