Che bello se Mario Monti avesse istinti suicidi

Come illustra bene Piergiorgio Odifreddi qui la nomina di Mario Monti contraddice la lettera della Costituzione  che indica come possibili nominati senatori a vita da parte del Presidente della Repubblica chi abbia “illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario” non mi risulta che sia il caso di Mario Monti.

Forse, in un momento così difficile, il Presidente della Repubblica ha pensato che, come accadde per un governo Prodi, se non vado errando, anche un voto di un senatore a vita possa determinare la sopravvivenza di un governo, ma una cosa è la sopravvivenza, altra la sua efficacia.

Se Monti ha una concezione della politica alta, come richierebbe il momento per sostenere l’incarico di cui si parla, dovrebbe, a mio parere, rifiutare la nomina, credo che abbia pensioni, emolumenti e capitali sufficenti per vivere con agio, non credo che gli necessiti questo introito, quindi dovrebbe con questo gesto segnare la discontinuità con il passato, tanto per avere un minimo di credibilità di fronte agli italiani, cui dovrà far digerire, probabilmente, le medicine che prescrive l’ideologia dell’ambiente da cui proviene.

Se Monti invece avesse una tempra da statista si muoverebbe coraggiosamente contro gli sprechi, ma anche contro la finanza e le sue speculazioni, contro i paradisi fiscali in cui società e privati occultano i loro profitti evadendo, o eludendo, le tasse, senza curarsi di un suo eventuale futuro politico.

Se Monti avesse tempra d’eroe metterebbe mano agli ordini professionali, eliminerebbe i notai (in molti paesi non esistono) e liberalizzerebbe le licenze dei taxi.

Se Monti avesse istinti suicidi semplificherebbe la legislazione fiscale e renderebbe inutile il ricorso ai commercialisti per il 90% degli italiani.

Io, nel mio piccolo, mi auguro che sia almeno uno statista, ma sogno che sia un eroe.

Aggiornamento del 21 Maggio 2013:

Invece a quanto è apparso chiaro agli italiani mario Monti non aveva né tempra di statista né d’eroe, si è contentato di tagliare tutto ciò su cui ha potuto mettere le mani, si dirà aveva le mani legate, dai partiti eletti dagli italiani e quindi con la maggioranza che aveva avrebbe mai potuto fare riforme degne di tal nome. Ma ha avuto qualche mese in cui è sembrato che avesse la fiducia di una maggioranza degli italiani e invece di approfittarne per fare le riforme necessarie non ha fatto che tagli e aumenti di imposte, chissà pensava forse che la benevolenza con cui l’opinione pubblica l’aveva accolto fosse anche nel suo caso imperitura unzione del signore?

Invece anche Krugman, critica l’impostazione “rigorista” degli economisti bocconiani Alberto Alesina e Silvia Ardagna, vedi qui su Repubblica: http://www.repubblica.it/economia/2013/05/20/news/krugman_alesina_crisi-59213781/.

Non vorremmo infierire, ma anche l’inserimento nella Carta Costituzionale dell’obbligo del pareggio di bilancio, sembra più simile  all’auto castrazione del cornuto che voglia punire la moglie, che non una seria misura di politica economica, quanto passerà prima che gli studiosi bacchettino il passato “governo dei tecnici” anche per questa miope misura?

Continuerà Mario Monti a ritenere meritata la sua nomina a senatore a vita o comincerà a vergognarsi? Non so se qualcuno abbia l’autorità per fare decadere la nomina a senatore a vita anche Andreotti continuò a frequentare imperterrito il Senato dopo le condanne giudiziarie fino a che le condizioni di salute glielo permisero, dovremmo aspettarci di meglio da Mario Monti? Io nonostante tutto spero di sì. Dimettendosi da senatore a vita infatti dimostrerebbe, almeno a posteriori, di avere, se non i meriti di scienza e coraggio che speravamo avesse, almeno coscienza di sé e coerenza morale.

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La manovra: al prossimo governo far digerire i sacrifici. Ovvero i frutti avvelenati dell’alternanza 2

In un precedente post scrivevo “dei frutti avvelenati dell’alternanza” mi riferivo in particolare alle difficoltà che avrebbe dovuto incontrare la nuova amministrazione della città di Milano.

Purtroppo la problematica non riguarda solo questa città, in un paese che ha smarrito l’etica del bene comune, in un paese cioè in cui i politici in primis e buona parte della popolazione, a seguire, hanno perso le remore etiche che dovrebbero limitare il perseguimento dei propri interessi (oltretutto di breve termine) ecco che si propone la problematica dei “frutti avvelenati dell’alternanza” anche su scala nazionale, questa volta non è necessario avere la memoria lunga o uno sguardo d’aquila sul futuro per scorgere, nel piano di rientro di cui parlano i giornali, il veleno.

Nell’art. 382 del Codice Civile si dice che “Il tutore deve amministrare il patrimonio del minore con la diligenza del buon padre di famiglia.”

Non si chiedono miracoli ai politici, solo che si comportino come dovrebbe fare un tutore, con la “diligenza del buon padre di famiglia” che non si mangia il patrimonio dei minori, e invece abbiamo assistito al saccheggio delle entrate dello stato (le nostre tasse) per i più abietti interessi privati e per quelli delle proprie clientele elettorali, non contenti di ciò, cioè dei sacrifici che ci hanno fatto fare nei decenni passati e che ancora aumentano, progettano i sacrifici da far fare ai nostri figli. Hanno “cartolarizzato” beni pubblici con operazioni che darebbero lavoro a reggimenti di G.d F. per generazioni e generazioni, hanno condonato e sanato il saccheggio paesaggistico del paese e hanno depenalizzato reati d’inquinamento ambientale con ciò depauperando le prossime generazioni del diritto al bello e alla salute, ma, non paghi di questo, hanno anche deciso quali sacrifici dovranno fare i non ancora nati per mantenere loro e i loro banchieri a crogiolarsi nel lusso, mentre le galere sono occupate al 150%, in gran parte da detenuti in attesa di giudizio o condannati per reati connessi all’uso  di droghe o per reati comunque minori.

Ma non voglio deprimermi troppo,

la butterò quindi in scherzo.

Ma si guardano in giro costoro?

Non bisogna guardare lontano:

a destra ci abbiamo la Grecia,

potremmo andarci in pattino,

a sinistra vediamo la Spagna,

che quasi ci parlan latino,

se urlan potremmo capirli.

Quanto ancora potrà fare conto,

il nostro avveduto ministro

della finanza creativa,

sui nostri sudati risparmi,

per bilanciare gli sprechi,

i furti e le ladrerìe?

Han già cambiato i bilanci

non son più sol dello stato,

ma di tutta l’intera nazione,

hanno messo nel calderone,

di tutti i conti correnti,

ma non essendo bastanti,

han calcolato i soldini

nascosti da tutti i bambini,

trovandosi ancora impotenti

a rimborsare i montanti

del debito nazionale,

stanno pensando davvero

di mettere in conto al Tesoro,

tutte le gioie perdute

tra le sabbie demaniali,

si tratta di fedi e di ori,

il prossimo passo sarà,

obbligarci a perderle là.

Titoli di Stato spagnoli e doppia imposizione fiscale, quinta puntata.

Buone nuove, nell’ultima cedola sono riuscito ad avere una sola tassazione, quella italiana (per evitare la tassazione spagnola bisogna inviare con congruo anticipo, un paio di mesi, il proprio certificato di residenza fiscale, in inglese o spagnolo, alla banca, che dovrà inviarlo all’ente che detiene i titoli, di solito Clear Stream, che penserà a informare il fisco spagnolo) quindi solo il 12,5% anziché il 31,5%. Il rimborso per la cedola dell’anno scorso invece mi hanno detto che arriverà dopo circa 18 (diciotto) mesi dall’avvio della pratica!

Ma le disavventure non sono finite, ho avuto da fare al momento della scadenza e negli stessi giorni scadevano varie cedole per piccoli importi, le ho archiviate senza guardarle subito, avendo quindi un po’ di liquidità, quando ho avuto tempo, circa un mese dopo, ho acquistato dei BTP indicizzati area euro, la sorpresa è stata che sono finito in rosso!

Due le cause:

1- I titoli da me acquistati erano indicati a un prezzo (102 circa) che non comprendeva l’indicizzazione del capitale mentre il prezzo reale era 118 circa e nessun avvertimento era sul sito.

2- Uno storno, antedatato di 37 giorni, mi toglieva l’ammontare delle cedole, che scopro ora essermi state accreditate due volte, una volta con la tassazione solo italiana e una volta con la tassazione doppia.

Morale: SU WEBANK BISOGNA CONTROLLARE TUTTO! Adesso voglio vedere come risolveranno la cosa, scommetto che cercheranno di farmi pagare gli interessi per il periodo di rosso!

Ma se io devo controllare tutto quello che fanno sul mio conto rigo per rigo, non dovrebbero pagarmi il disturbo?

Qualcuno mi puo suggerire una banca più affidabile?