Il nuovo che avanza già fete.

Così: il piccolo Matteo Renzi ha tra i suoi principali finanziatori un finanziere che ha grossi interessi nei paradisi fiscali, l’anziano Giuseppe Grillo ha l’autista personale che ha società in altri paradisi fiscali, cosa c’è dunque di nuovo? Non avevamo già un presidente del consiglio con ville e società in paradisi fiscali? Quest’ultimo ha anche teorizzato l’evasione fiscale come “legittima difesa” ci aspettiamo che i primi tradiscano amici, finanziatori e collaboratori?

Qualcuno naturalmente potrebbe chiedere cosa abbia fatto il governo dei “tecnici” per almeno lenire i danni di una finanza di rapina e d’evasione ci piacerebbe poter enumerare misure provvisorie, d’emergenza e strutturali, ma non ce ne viene in mente che una: la diminuzione dell’ammontare massimo delle transazioni in contanti, per carità senz’altro ne abbiamo dimenticata qualche altra, ma non sembra che questo governo abbia preso in mano con fermezza la situazione, che sia per l’ammontare medio dei patrimoni personali, che sia per le numerose cariche che molti nel governo hanno avuto in importanti gruppi economici, che sia per le parentele di molti di loro con esponenti dello stesso mondo finanziario? Non sappiamo, e in fondo non c’interessa un granché, così è.

P.S.: Abbiamo avuto numerose segnalazioni in merito ai fondi sbloccati, o sbloccandi, per sanare i debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti di fornitori, ci segnalano che esiste il pericolo che tali fondi scompaiano senza beneficio per l’economia reale, infatti molte piccole società che vantavano crediti nei confronti di enti pubblici sono fallite aspettando, e a cascata molti loro fornitori sono falliti a loro volta, tanti lavoratori sono ora disoccupati e molti di loro si sono trovati senza salario per mesi prima del licenziamento, e ora senza liquidazione, i crediti di queste aziende saranno ora esatti dagli amministratori fallimentari? Che garanzie abbiamo di sapere dove finiranno questi soldi?

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Roma come Gerusalemme? O come Kandahar?

A quanto pare, tra bande di tifosi neonazisti e ronde di autodifesa ebraiche, tra squadre di picchiatori statali e dilettanti, tra bande di spacciatori e gang di estorsori alla ricerca del monopolio di quartiere, finisce che ci vanno di mezzo i civili, come in Afghanistan, intendendo civili nel senso di persone “civili” e come non schierati per alcun suprematismo di una razza, una etnia, una squadra, una famiglia, una banda, una religione, una dieta, un sesso o una lingua.

Insomma chi ci rimette, come al solito è la democrazia del buonsenso, quello che avrebbe dovuto liberalizzare le droghe, invece di arricchire la criminalità con la loro produzione e traffico, che avrebbe dovuto aprire le frontiere, invece di arricchire la criminalita con il traffico di persone, che avrebbe dovuto dare un quadro normativo alla prostituzione invece di lasciarla in mano alla criminalità, che avrebbe dovuto rendere più severe le norme contro l’evasione fiscale e il falso in bilancio, contro la corruzione e la concussione, invece di scherzarci su, come invece è successo negli ultimi vent’anni.

Avremmo carceri meno affollate e magari con carcerati in grado di pagare le spese di giudizio e di mantenimento, visto che sarebbero essenzialmente finanzieri e criminali di peso.

Invece ogni Ministro degli Interni appena nominato prepara un piano per la costruzione di nuove carceri e l’assunzione di carcerieri.

Poi si lamentano per la bassa produttività! Gli italiani o sono in qualche banda (gruppi di grassatori organizzati, consigli di amministrazione, authority, mafia, camorra, ndrangheta, gang di rapinatori autonomi, consigli regionali, provinciali, comunali, servizi segreti, senato e parlamento) a far danno o sono carcerati o sono poliziotti, ma chi lavora?

Naturalmente esistono lodevoli eccezioni in tutte le bande sopra citate e in quelle che non ho citato, per superficialità, brevità, distrazione o coda di paglia, decidete voi.

Il mio plauso a chi, quotidianamente, pulisce le strade, sorveglia i boschi, educa i bambini, cura i malati, a tutti coloro che migliorano il nostro presente e costruiscono il futuro e lo fanno con coscienza.

Grazie.

Piccoli gesti per uscire dalla crisi.

Tra le cause scatenanti di questa crisi la maggior parte degli analisti pongono l’eccessivo peso della finanza sui mercati e il peso che gli strumenti finanziari hanno assunto negli impieghi bancari, lo stravolgimento del significato dei derivati, come i future ad es., che, da strumenti di assicurazione per produttori e consumatori, si sono trasformati in strumenti speculativi, insieme all’alleggerimento delle regole sulle banche hanno fatto il resto.

In un contesto di governi che, ostaggio delle banche e della finanza, si rifiutano miopemente di assumere, di concerto, misure per frenare la speculazione, noi comuni cittadini possiamo fare qualcosa?

Io credo di sì e comincio a elencare disordinatamente alcune delle piccole scelte che a piccolo prezzo possono fare qualcosa.

– Smettere di acquistare pronti contro termine dalle banche, spesso crediamo che si tratti di strumenti senza nessun rischio, invece i rischi ci sono (qui sul Sole 24h, e qui su investire informati) e comunque permettiamo alle banche di finanziarsi a un prezo minore dei prestiti interbancari.

– Smettere di acquistare obbligazioni bancarie e fondi, se si leggono fino in fondo i prospetti, sono peggio dei bugiardini dei medicinali, si scopre che le controindicazioni all’acquisto sono più delle indicazioni e i rischi sono tutti a carico del cliente, fondi che cambiano orizzonte temporale e da monetari diventano speculativi, senza batter ciglio, sono frequenti, obbligazioni che, dopo un paio d’anni di tasso fisso, derivano la cedola da un paniere di titoli misterioso su mercati di Hong Kong o Singapore anche.

– Non andare in viaggio in quei paesi che si oppongono alla famosa Tobin tax, tassa che dovrebbe colpire, con aliquote basse (tra lo 0,05% e l’1%)  le compravendite di titoli e che non avrebbe conseguenze pratiche per acquisti e vendite di investimento di medio lungo termine, ma che potrebbe frenare corposamente le transazioni speculative, tra questi paesi c’è la Gran Bretagna, che essendo la principale piazza finanziaria europea si oppone in modo assoluto a tale tassa, in questo periodo un modo per colpirla c’è ed è quello di boicottare le Olimpiadi, non andando di persona nel paese e ignorandole completamente.

– Acquistare i titoli di stato dei nostri paesi, significa dare un messaggio non solo ai mercati, significa credere in noi stessi e dichiarare di avere fiducia nei nostri concittadini, certo al contempo bisogna dare un messaggio forte ai nostri politici e amministratori: in galera corrotti e spendaccioni, a casa demagoghi e raccomandati, basta con la polarizzazione della società: pochi sempre più ricchi e sempre più sempre più poveri.

– Basta con le griffe, che ci fanno pagare la pubblicità con cui inquinano il paesaggio con i cartelloni, che ci rincoglioniscono con spot televisivi e su internet, che ci appesantiscono il giornale che leggiamo.

– Possiamo vivere bene, anzi meglio, mangiando, di media, metà di quanto mangiamo oggi, forse un terzo.

– Possiamo usare i vestiti per il loro uso, non perchè sono del colore o della foggia prescritti dalle riviste, proviamo a usare le magliette fino a che si bucano, le felpe fino a che si lacerano, se facciamo un po’ di pulizia nel  pc ci accorgiamo che la ventola di raffreddamento è intasata di polvere, spesso nei portatili basta con un pennellino spolverare il dissipatore e smette di spegnersi di colpo, o che metà del disco fisso è ingombro di file temporanei e di cose che non servono più e facilmente ci renderemo conto che il vecchio pc ha spazio ancora per centinaia di film.

Insomma, se vogliamo uscire da questo culo di sacco in cui siamo finiti, dobbiamo dare un segnale forte che i valori che la politica sta seguendo non sono i nostri valori, che le differenze di retribuzione di 300- 1000 volte tra il ceo e lo stagista non sono più accettabili e non le accetteremo più, a costo di vivere pauperisticamente, ma più liberi.

FaceBook scende del 12% in un giorno, evviva!

Qui il “Corriere.it” scrive del crollo del 12% del titolo di FB a NY e dei problemi causati dal grande numero di ordini, tale da rallentare la piattaforma di scambio.

Anche Linkedin e Renren perdono, il 3% la prima e il 7% la seconda.

Proseguendo su questa strada di boicottaggio riusciremo, prima o poi, a fare tornare il danaro al suo ruolo di rappresentante di beni reali?

Nel Medio Evo chi chiedeva interessi era passibile di scomunica, in realtà una casa affittata si rovina, quindi si deprezza, un affitto è comprensibile, ma il danaro in che modo si rovina? Se c’è inflazione si deprezza, ma solo quanto l’inflazione.

Quante aziende si sono quotate senza avere neppure raggiunto il pareggio di bilancio e quante hanno sollecitato il pubblico risparmio su un business aleatorio, quando non addirittura inventato su dati falsi?

Se i politici, i dirigenti di banche nazionali e sovranazionali, i dirigenti delle Borse e delle autorità di sorveglianza non sono capci di fare il loro lavoro in base a cosa ritirano i loro stipendi?

Da dove partirà la prossima Rivoluzione che comincerà a far cadere teste sulle piazze?

Forse saranno proprio le sale delle grida che saranno inondate del sangue dei poveri impiegati mentre coloro che manovrano se ne staranno tranquilli su qualche isola, protetti da guardaspalle armati, ma la globalizzazione che hanno così bene usato per mettere gli uni contro gli altri i popoli del mondo, forse questa volta potrebbe itorcersi contro di loro, spero.

Facebook quotato, il più è fatto, ora si può lasciarlo fallire, è il momento di chiudere l’account.

Un piccolo potere potrebbe rivelarsi nelle mani dei piccoli cittadini comuni stritolati nella crisi provocata dai poteri delle banche, delle multinazionali ecc.

Accedere tutti in massa di volta in volta a nuove piattaforme o social network che debbano, prima o poi, quotarsi in borsa, poi uscirne tutti, questa potrebbe essere la mossa vincente che i comuni cittadini, Robin Hood in 16°, potrebbero fare per cominciare a colpire i capitali speculativi che agiscono nei mercati borsistici.

Il momento dell’uscita  da FB è arrivato, è vero alcuni si sono arricchiti a dismisura, ma colpendo i compratori si comincia a dare un colpo di avvertimento al capitale “avventuroso” che impazza sui mercati.

Sì il momento è giunto! Che fondi e investitori paghino almeno una parte di quanto FB ha causato di perdita di tempo e di rapporti interpersonali reali ai suoi utenti.

Lo sport scuola di vita? Ad es. Balotelli esempio di fair play. Ippica e Olimpiadi

Qui si vede Balotelli che sembra dare un calcio in testa a un avversario a terra, chissà se le cose stanno così o se stava cadendo e lo ha fatto senza vederlo.

Il problema mi sembra comunque ininfluente, gli esempi di atleti che ricorrono a tutto pur di raggiungere il risultato di arricchirsi sono innumerevoli, così tanto, che il fatto che uno di loro rifiuti di vendere una partita, automaticamente, lo promuove a star del calcio mondiale, ma non colpevolizziamo solo il calcio, anche quasi tutti gli altri sport sono colpiti da scandali di incontri truccati, doping, ecc. anche il tanto osannato rugby non è esente dalla sua dose.

Insomma lo sport sempre di più scuola di vita e di comportamento corretto? Ma chi vogliamo prendere in giro?

Finalmente finiranno, forse, le corse di cavalli, campo in cui l’unico incolpevole era il cavallo.
La scusa che per giocarsi dei soldi e avere quel po’ di adrenalina in circolo per qualche minuto, ci fosse bisogno dei cavalli, della loro eleganza, della liturgia che ne accompagna le corse e dei fantini (a fornire il lato diabolico, o santifico?) pare che non regga più e i finanziamenti dello stato, che fin’ora tenevano in piedi il baraccone pare non bastino più, a fronte delle decine di altri modi di scatenare l’adreanalina dei giocatori il TOTIP non incassa che le briciole.
Allora? Porteremo il lutto? Chissenefrega!
Forse le corse di cavalli erano la scusa per qualche giocatore di sentirsi un “nobile sportivo”, anche se magari era in sala corse, anziché un “tossico da video-poker” in tabaccheria.
Olimpiadi: qui sul Corriere, Gianni Petrucci dice che Monti dovrebbe firmare per chiedere le Olimpiadi a Roma nel 2020, l’articolo è da leggere per intero, e anche alcuni dei commenti dei letori sono interessanti, mi sembra che tra il pubblico del Corriere cominci a svilupparsi un senso critico che mi stupisce piacevolmente.
Alcuni lettori fanno rilevare le motivazioni quasi mafiose per cui Monti dovrebbe chiedere le Olimpiadi: pare che nel CIO ci siano 5 italiani “in questo momento l’Italia, unica al mondo, ha 5 membri del Cio: Carraro, presidente della commissione del programma olimpico; Pescante, numero 2 del Cio; Cinquanta, presidente del Ghiaccio mondiale, che ha un’Olimpiade sua, quella invernale; Ricci Bitti, presidente del tennis mondiale; Manuela Di Centa, una delle atlete più popolari al mondo. Più Raffaele Pagnozzi, segretario dei Comitati olimpici europei.” Quindi la morale è se non ora quando?
Il fatto che una cosa sia possibile non la rende automaticamente auspicabile, i personaggi citati sono, in buona parte, sopravvissuti a tutti gli scandali della prima e della seconda repubblica, pur essendo stati almeno sfiorati da gran parte di essi, la gestione delle Olimpiadi Invernali in Piemonte non mi sembra sia stata un affare per le casse di Stato, Regione e Comuni coinvolti, parimenti anche altre olimpiadi estive si sono rivelate conomicamente un flop per molte nazioni negli ultimi decenni, hanno lasciato spesso grandi impianti da dismettere alle prossime generazioni, cioè debiti travestiti da strutture e infrastrutture inutili, insieme ai titoli di stato, emessi per pagarne le costruzione, da remunerare e rimborsare a scadenza.
In questo momento secondo Gianni Petrucci sarebbe un affare? Per chi oltre ai  citati personaggi? Per cementifici e cave, per banche e costruttori, per discariche e mafie, questi di sicuro, ma gli altri?
Dice G. Petrucci che “Oggi il Cio premia le nazioni che investono di meno, più sobrie: noi spenderemmo 4 miliardi e 800 milioni che con i ritorni erariali andrebbero quasi a costo zero.”
Mi piacerebbe che portasse qualche esempio di grande evento che sia riuscito in Italia a concludersi senza un gran dispendio di danaro pubblico, di solito almeno il doppio di quanto preventivato, senza considerare i costi scaricati sulle prossime generazioni con le strutture da demolire e l’ambiente da ripristinare.
Ma Petrucci : “Vada a scopare il mare!”
Smettiamola di finanziare gare e competizioni, diamo spazi e occasioni ai bambini e ai ragazzi per fare sport per divertimento e socializzazione, basta premiare i risultati comunque ottenuti, premiamo il piacere di muoversi di fare sport e di giocare, non altro, smettiamola di allevare futuri dopati!

La manovra imbelle e vile dei “tecnici”e l’eredità del governo passato

Sul Corriere leggo che il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, durante l’audizione davanti alla commissione Bilancio della Camera sulla manovra ha dichiarato: «Le misure di bilancio contenute nel decreto hanno effetti restrittivi sul Pil stimabili in mezzo punto percentuale nel prossimo biennio. L’impatto potrebbe essere in larga parte compensato se il calo dei rendimenti sui nostri titoli decennali osservato nei giorni immediatamente successivi all’emanazione del decreto si confermasse e si estendesse all’intero arco della curva per scadenza» non è chiaro a quale rendimento si riferisca, visto che il grafico di quel tasso è sembrato un grafico di tappa alpina del Giro d’Italia.

Fino a che i capitali finanziari virtuali, che volano sui mercati come avvoltoi, saranno di molte volte superiori ai capitali reali sottostanti, nessuna previsioni di medio-lungo temine sui tassi in questione sarà più affidabile di un oroscopo.

Anche il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, ha delle perplessità sulla manovra finanziaria, dice: «L’aumento delle aliquote Iva e delle accise sui carburanti si trasmetterà, pur in un contesto di stagnazione della domanda, sulla dinamica dei prezzi al consumo, con un effetto di maggiore inflazione che, prudenzialmente, può essere stimato di almeno un punto percentuale» quindi l’inflazione si attesterebbe su un livello superiore a quanto stimato dal governo attuale.

Ma non basta, egli prosegue indicando che l’ammontare stimato della tassazione di un 1,5% in più sui capitali scudati, molto probabilmente sarà difficile da conseguire, in quanto la maggior parte dei capitali sono stati rimpatriati e scudati attraverso società di comodo che probabilmente sono già scomparse,  altra bella eredità della coppia Berlusconi Tremonti che, a fronte di tassazioni del 10- 15 -20% fatte da altri stati per operazioni analoghe, hanno utilizzato l’iniqua aliquota del 5% consentendo anche l’anonimato.

L’altra eredità della coppia di picche è stata il non fare trattati, analoghi a quelli di Germania e Gran Bretagna con la Svizzera sui capitali dei loro cittadini nell’ineffabile repubblica del cucù, prima che arrivasse il “non gradimento” dell’Europa. Così aspetteremo che l’Europa faccia un trattato complessivo e saranno tempi biblici.

Sembra quasi di essere, noi, figli di puttana sfortunata, i quali, morta la madre, fanno i conti di quel che ella gli ha  lasciato e si accorgono che, a parte la sifilide e la gonorrea, c’è anche l’AIDS.

A scoprire quanto la manovra sia stata vile arriva ora anche il cardinale Bagnasco che, in merito all’ICI sui beni vaticani dice: «Se ci sono punti della legge da rivedere o da discutere, non ci sono pregiudiziali da parte nostra» il che dimostra quanto siano più papisti del papa i nostri ministri baciapile.

E gli estimi degli immobili delle banche? Ho letto che non saranno rivalutati nella medesima misura delle abitazioni, mi si è appannata la vista e non so più dove l’ho letto, spero che si sia tratato solo di un incubo in un appisolamento postprandiale alla scrivania.

Ma perdio! A questi “tecnici” si chiede coraggio e lungimiranza, se non pensano di esserne capaci, siano almeno abbastanza modesti da riconoscere i loro limiti e rimettano il mandato, abbiamo ben presente i risultati ottenuti da questo tipo di ricette sulle economie di tanti paesi e sappiamo che ripeterle giova solo alle multinazionali e alle banche, aumenta la polarizzazione economica dei paesi impoverendo molti per arricchire pochi.

Morale: saremo poveri, malati e figli di puttana? O alzeremo la testa e ci scalzeremo il giogo?

Aggiornamento del 21 Maggio 2013

Anche Krugman (premio Nobel dell’economia) con almeno qualche mese di ritardo critica le misure di austerità dei governi europei (tecnici o politici che siano) vedi su Repubblica: http://www.repubblica.it/economia/2013/05/20/news/krugman_alesina_crisi-59213781/