Dalle colline corse

Io qui, sulla collina del vecchio cimitero,
guardo i falchi volare, indaffarati,
dalla torre pisana, ai campi lungo il fiume;
sento le strida dei piccoli affamati,
non quelle dei topi, morti e lacerati.

Seduto nella macchia spogliata,
che circonda il vecchio cimitero,
aspiro l’odore del mare, il suo respiro;
fermo, sento i conigli, guardinghi,
uscire allo scoperto. Giunge il tramonto.

Tra poco comincerà, l’assiolo,
a scandire la notte col suo verso,
hanno già dato, intanto, il cambio,
alle ultime rondini, nel cielo,
pipistrelli scuri e silenziosi.

Io, qui, sulla collina, che si fa scogliera,
sento le procellarie piangere la gente,
abbandonata dai gommoni in mare aperto.
Il mare mormora, e sembra indifferente,
ma forse sono io che non capisco, niente.

Milano 26 Gennaio 2009

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