Langhe, Val Bormida, terre da vino, terre da capre.4 province s’incontrano qui: Asti, Alessandria, Cuneo e Savona

Asti, Alessandria, Cuneo e Savona, i confini di queste province si toccano e si intrecciano quasi, viaggiando in auto a volte sembra che ci prendano in giro. Anche chi non sia un gran camminatore può togliersi la soddisfazione in una mattinata di toccarne tre.
Poi ci si ferma a mangiare e se si è fortunati si può godere della cortesia e della bravura di camerieri e cuochi e della eccellenza della tradizione culinaria locale che si può coniugare con un bicchiere di ottimo vino, non sono pochi infatti i ristoranti che danno la possibilità di ottenerli al calice e la cosa, se si è soli a bere e poi si deve riprendere il cammino, a piedi o in auto, è di gran godimento, giacché non sarò l’unico a pensare che l’acqua con certi cibi proprio non si sposi, anche se magari non litiga.
Una cosa abbastanza ridicola però è la convinzione con cui ognuno ritiene che il proprio metodo di fare il vitello tonnato sia quello “giusto”, sono veramente pochi i relativisti in questo campo. Le scuole sono fondamentalmente tre: “RoastBeef”, “Arrosto” e “Lesso” e chi sostiene l’una non si perita spesso di accusare gli altri di secondi fini nella loro scelta, ad esempio ottenere il brodo per gli agnolotti o il sugo di arrosto per i tajerin (o il contrario).
Quest’anno ho notato che il numero di gazze, di ghiandaie, di upupe e di picchi è molto aumentato, non che siano tutti in pari quantità, ma lasciando le zone a totale “vocazione vinicola” per quelle un poco più selvagge e aspre e forti e belle, vedere un’upupa non è più un caso fortuito come qualche anno fa, e sentire un picchio è cosa comune, le gazze e le ghiandaie poi sono come i passeri ormai.
Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio le passeggiate lungo le strade nei boschi permettevano di godere degli effetti speciali forniti da centinaia di lucciole ad ogni occhiata, un’emozione infantile si è così impadronita di me e non mi ha lasciato che facendo i bagagli.
I caprioli scendono vicino ai paesi solo la notte, come i cinghiali, ma sono così numerosi che è più facile che un ristorante vi proponga uno o l’altro piuttosto che una moccetta di capra. Chissà cosa succede alle capre che hanno dato latte per le robiole di Roccaverano, forse ascendono al cielo.
Anche lungo le Bormida, un tempo i fiumi più tossici d’Italia, si vedono pesci e uccelli,acquatici, chissà che sia un buon segno?