In una giornata di nebbia

Un rivolo di nebbia, dalla finestra socchiusa,
scende, così, nella vasca, un rivolo di sangue,
sento di diventare più leggero.

L’acqua si è fatta quasi fredda,
mi scuote un brivido le membra,
lo stomaco mi sembra più pesante.

Mi duole un po’ la testa e non la muovo,
dovrà sembrare un suicidio, sono certo,
avranno cercato il narcotico con cura.

Se penso che l’assicurazione era fasulla…
Era una fotocopia taroccata bene,
lei e il suo ganzo l’hanno creduta vera.

Ora, lo sento, sto per scivolare, sotto,
speravo di non finire anche affogato,
sono davvero così brutti, nelle foto.

Suicidato per aver voluto fare il furbo,
ma ancora peggio, se fossi stato onesto,
oltre che morto sarei stato beffato.

In fin dei conti non prenderanno un soldo,
questo dovrebbe consolarmi, mi ripeto,
vorrei tremare di freddo, ma non posso.

L’acqua è diventata quasi un rosso intenso,
lo stomaco contratto mi fa male,
si piegano le ginocchia sotbho ‘l spebhob

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