Dal Medio Oriente

Se dovessero, arabi e israeliani,
pagare per il dolore che ci danno,
a tutti noi nel mondo che li guardiamo,
a tutti noi che li ascoltiamo e non capiamo,
per le nostre speranze, deluse, nel progresso,
per le magnifiche sorti e progressive, morte,
per i nuovi anni, sempre rinnovati e sempre uguali,
per le foto di bimbi martoriati cui ci hanno costretto,
e poi le donne, i vecchi e i giovinetti, invalidi e amputati,
ben più di mille dovrebbero morirne al mese, forse duemila,
a mesi alterni, beninteso, ora di questi e ora di quelli,
ché in Africa è così, ci dan dolore anch’essi e forte,
ma pagano, la nostra sofferenza, ben più di tanto.
Allora vale la pena di soffrire noi,
sapendo loro quanto costa!
Invece lì, nel Medio Oriente,
per quanto ci fanno stare male,
dovrebbero oramai essere scomparsi,
eh, quanti popoli lo fecero in silenzio.
No, loro no, ancora stanno a urlare,
ma oramai ci abbiamo fatto il callo,
aspettiamo, a commuoverci la fine.
Aspettiamo che, dei due popoli,
almeno uno scompaia.
Poi lo commemoreremo.
Certo che, con l’insistenza
con la quale vanno avanti,
che non vogliono parlarsi,
che vogliono gettarsi, l’un l’altro, a mare,
viene da dirsi: sarebbe più leggero,
il mondo forse, dopo di loro,
senza questo carico di odio,
senza questo o quello, qualunque Dio.

Milano 13 Gennaio 2009

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