Sull’attentato di Nizza

Da tempo temevo che i terroristi si accorgessero della devastante potenza dei TIR, non ne ho mai scritto per scaramanzia, ma basta vedere il numero di morti per incidenti stradali in USA (35.200 nel 2015) con quello del numero di morti con armi da fuoco, sempre in USA (33.169 nel 2015) per rendersi conto che gli autoveicoli sono estremamente pericolosi, anche se normalmente non sono usati per attentare alla vita, quindi volendoli usare a questo scopo il loro potenziale distruttivo sarebbe assai più alto.

La facilità con cui è possibile impadronirsi di un mezzo pesante, la facilità d’uso e il numero estremamente elevato di occasioni in cui, nelle società urbane, si verificano assembramenti numerosi, sono tutti fattori che prima o poi sarebbero stati presi in considerazione da terroristi.

In Israele i palestinesi recentemente hanno avuto fasi in cui si sono lanciati in auto contro ebrei e credo di ricordare anche episodi a parti invertite. Ciò forse avrebbe dovuto metterci sull’avviso.

Nelle nostre società le occasioni in cui un TIR ha possibilità di fare stragi sono numerose e non voglio elencarle, ma spero che ora si ponga mano alla soluzione del problema.

Anche una diminuzione della velocità commerciale nelle città, per la presenza di dissuasori ripidi che causerebbero il rovesciamento di un mezzo a velocità elevata, o a causa di chicane con jersey robusti, credo sarebbe un prezzo esiguo da pagare per aumentare la sicurezza.

Una ultima buona cosa da fare sarebbe fare presente a tutti coloro che utilizzano l’auto senza vera necessità o che ne usano una di cilindrata e consumi non congrui all’uso che ne devono fare, sarebbe benespiegare loro che essi sono oggettivamente dei finanziatori del terrorismo, in quanto è inutile nascondersi il fatto che la maggior parte dei finanziamenti alle reti terroristiche discendono dal petrolio e dal suo traffico più o meno legale e ufficiale o da quello delle droghe. Prima o poi arriverà anche per questi consumatori, silenziosi finanziatori del terrorismo, un conto da pagare.

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Miss Italia problema nazionale?

Dal sito di Repubblica TV cito questa frase: “a Roma, c’è stato l’incontro intitolato “Miss Italia il valore sociale della bellezza” con il patrocinio del Senato della Repubblica, sulla decisione della Rai di non rinnovare il contratto del concorso di bellezza,”.

Io non so chi abbia il potere di concedere il patrocinio del Senato della Repubblica a una iniziativa, ma ho il sospetto che si tratti di qualcuno che occupa uno dei ben remunerati scranni, chiedo però di saperlo.

Vorrei conoscere il nome di colui che ha preso tale decisione, non tanto per contestarlo nel merito (che pure un titolo siffatto meriterebbe qualche riflessione…) quanto per contestare che in un momento tanto grave per il paese egli abbia pensato di fare cosa utile al paese occupandosi di ciò.

Spero che egli, chiunque sia, non si risenta se ho usato un verbo tanto impegnativo: pensare; in questi tempi di suscettibilità “istituzionali” e di extra super iper politicamente corretto, non vorrei essere accusato di discriminazione nei confronti di “non pensanti” di qualsiasi coloritura o sfumatura politica, si rischia il linciaggio mediatico e costosissime querele per danni all’immagine, che anche se vinte son sempre perse contro costoro.

Gino Strada for President, or not?

Ho letto di candidature alla Presidenza della Repubblica bizzarre (non voglio infierire) e altre soltanto fuori dagli schemi, tra queste quella di Gino Strada, il fondatore di Emergency, ho la massima stima per il suo lavoro ma non mi è sembrato adatto a un ruolo tanto delicato, mi capitò infatti di sentirlo esprimersi alquanto rudemente e il ruolo di Presidente della Repubblica, a mio parere, esige che non solo si pesino le parole, ma finanche le pause.

Bon, morta lì.

Senonché dopo qualche giorno ho letto di dichiarazioni di Gino Strada in cui, a domanda dell’intervistatore su chi avesse votato alle ultime elezioni comunali di Venezia, Strada dichiarava di non aver votato Brunetta in quanto “esteticamente incompatibile con Venezia”, probabilmente la frase è stata estrapolata da un contesto, probabilmente il giornalista soffriva di problemi di udito, probabilmente si è trattato di un fraintendimento, (Berlusconi e i suoi accoliti, ma non solo, ci hanno abituati da decenni a questi “equivoci”) in ogni caso, se Strada si è espresso in modo tale da essere frainteso tanto platealmente, forse la mia sensazione che non sia adatto al ruolo di Presidente della Repubblica Italiana è fondata.

Se invece la frase riportata fosse veramente stata pronunciata l’unica reazione, oltre a defalcarlo definitivamente dalla lista dei candidabili, dovrebbe essere di chiedergli, altrettanto piattamente, di tornare alle vecchie abitudini, evidentemente shampoo e balsamo per capelli, di cui da qualche tempo ha cominciato a fare uso, non fanno per lui, incidono sui suoi processi di controllo della parola.

Il nuovo che avanza già fete.

Così: il piccolo Matteo Renzi ha tra i suoi principali finanziatori un finanziere che ha grossi interessi nei paradisi fiscali, l’anziano Giuseppe Grillo ha l’autista personale che ha società in altri paradisi fiscali, cosa c’è dunque di nuovo? Non avevamo già un presidente del consiglio con ville e società in paradisi fiscali? Quest’ultimo ha anche teorizzato l’evasione fiscale come “legittima difesa” ci aspettiamo che i primi tradiscano amici, finanziatori e collaboratori?

Qualcuno naturalmente potrebbe chiedere cosa abbia fatto il governo dei “tecnici” per almeno lenire i danni di una finanza di rapina e d’evasione ci piacerebbe poter enumerare misure provvisorie, d’emergenza e strutturali, ma non ce ne viene in mente che una: la diminuzione dell’ammontare massimo delle transazioni in contanti, per carità senz’altro ne abbiamo dimenticata qualche altra, ma non sembra che questo governo abbia preso in mano con fermezza la situazione, che sia per l’ammontare medio dei patrimoni personali, che sia per le numerose cariche che molti nel governo hanno avuto in importanti gruppi economici, che sia per le parentele di molti di loro con esponenti dello stesso mondo finanziario? Non sappiamo, e in fondo non c’interessa un granché, così è.

P.S.: Abbiamo avuto numerose segnalazioni in merito ai fondi sbloccati, o sbloccandi, per sanare i debiti delle pubbliche amministrazioni nei confronti di fornitori, ci segnalano che esiste il pericolo che tali fondi scompaiano senza beneficio per l’economia reale, infatti molte piccole società che vantavano crediti nei confronti di enti pubblici sono fallite aspettando, e a cascata molti loro fornitori sono falliti a loro volta, tanti lavoratori sono ora disoccupati e molti di loro si sono trovati senza salario per mesi prima del licenziamento, e ora senza liquidazione, i crediti di queste aziende saranno ora esatti dagli amministratori fallimentari? Che garanzie abbiamo di sapere dove finiranno questi soldi?

Crocetta si prese una croce: Zichichi.

Qui l’ineffabile Zichichi dichiara a “La Zanzara” (su Radio24) che vorrebbe un Sicilia piena di centrali nucleari e qui i contorni della cosa su repubblica.it.

Avevo fatto dell’ironia sulla scelta di Battiato,(qui) come assessore al turismo, essendo la prima nomina di cui avevo avuto contezza, successivamente da corriere.it avevo saputo della nomina di Zichichi ai beni culturali e avevo (qui) condiviso le perplessità di A. Grasso, sempre su corriere.it qui, ma, certo, pensare che, per mettere in ridicolo la giunta,  Zichichi non aspettasse neppure di essere insediato, era cosa superiore alle mie aspettative.

Al posto dei vari Crozza comincerei a preoccuparmi, con gente di questo tipo qualunque satira rimane al di sotto della realtà delle “serie” dichiarazioni dei personaggi originali.

Purtroppo perdo spesso l’ironia involontaria di personaggi siffatti, in quanto si manifesta, con sospetta frequenza, proprio alla trasmissione “La zanzara”, trasmissione che trovo indisponente, per il modo di porsi del conduttore e che mi costringe a cambiare canale dopo pochi minuti di ascolto, per fortuna altri hanno più tolleranza, rispetto alla maleducazione di me e trovo traccia di queste risibilissime affermazioni in rete.

Purtroppo anche altri “scienziati” che hanno provato a “prestarsi” alla politica hanno dato prove maldestre Umberto Veronesi fu forse solo l’ultimo. Lodevole eccezione, per ora, sembra Ignazio Marino, il problema vero però si pone quando costoro si trovano a gestire, fare opposizione di solito è un poco più facile.

Zichichi e Veronesi oltretutto non hanno neppure la scusa della riforma Fornero, che terrà al lavoro oltre la terza età, essi hanno già pensioni eccellenti e potrebbero fare a meno di offrire il destro ai comici per i loro numeri e ai giornalisti d’accatto, che utilizzano le loro dichiarazioni per confondere l’opinione pubblica, cercando di accreditare una presunta differenza di vedute in ambito scientifico su temi come il nucleare o magari il riscaldamento globale.

Insomma, a una certa età, se c’avete nipotini portateli ai giardini, altrimenti confermate la validità della proposta renziana della rottamazione, invece con la penuria di nidi e materne potreste rendervi tanto utili!

Adesso aspettiamo la prova di Battiato.

Anche Aldo Grasso è perplesso su Battiato e Zichichi assessori in Sicilia

Qui avevo espresso ironia sulla scelta di Battiato come assessore in Sicilia, avevo lasciato nel dimenticatoio la scelta di Zichichi troppo ridicola per essere commentata ci ha pensato Aldo Grasso qui.

Sono di nuovo d’accordo con lui.

Scelte di questo tipo sono da politica spettacolo, andavano bene negli anni della politica da bere, adesso sono solo risibili, peccato.

Se si tratti di “disegno intelligente” o di avere in squadra gente che, impegnata altrove, eviti di dare grattacapi nelle delibere di giunta lo vedremo, per ora rimane un sorriso a mezza bocca.

 

Roma come Gerusalemme? O come Kandahar?

A quanto pare, tra bande di tifosi neonazisti e ronde di autodifesa ebraiche, tra squadre di picchiatori statali e dilettanti, tra bande di spacciatori e gang di estorsori alla ricerca del monopolio di quartiere, finisce che ci vanno di mezzo i civili, come in Afghanistan, intendendo civili nel senso di persone “civili” e come non schierati per alcun suprematismo di una razza, una etnia, una squadra, una famiglia, una banda, una religione, una dieta, un sesso o una lingua.

Insomma chi ci rimette, come al solito è la democrazia del buonsenso, quello che avrebbe dovuto liberalizzare le droghe, invece di arricchire la criminalità con la loro produzione e traffico, che avrebbe dovuto aprire le frontiere, invece di arricchire la criminalita con il traffico di persone, che avrebbe dovuto dare un quadro normativo alla prostituzione invece di lasciarla in mano alla criminalità, che avrebbe dovuto rendere più severe le norme contro l’evasione fiscale e il falso in bilancio, contro la corruzione e la concussione, invece di scherzarci su, come invece è successo negli ultimi vent’anni.

Avremmo carceri meno affollate e magari con carcerati in grado di pagare le spese di giudizio e di mantenimento, visto che sarebbero essenzialmente finanzieri e criminali di peso.

Invece ogni Ministro degli Interni appena nominato prepara un piano per la costruzione di nuove carceri e l’assunzione di carcerieri.

Poi si lamentano per la bassa produttività! Gli italiani o sono in qualche banda (gruppi di grassatori organizzati, consigli di amministrazione, authority, mafia, camorra, ndrangheta, gang di rapinatori autonomi, consigli regionali, provinciali, comunali, servizi segreti, senato e parlamento) a far danno o sono carcerati o sono poliziotti, ma chi lavora?

Naturalmente esistono lodevoli eccezioni in tutte le bande sopra citate e in quelle che non ho citato, per superficialità, brevità, distrazione o coda di paglia, decidete voi.

Il mio plauso a chi, quotidianamente, pulisce le strade, sorveglia i boschi, educa i bambini, cura i malati, a tutti coloro che migliorano il nostro presente e costruiscono il futuro e lo fanno con coscienza.

Grazie.