Rotazione versus Giorno

Su “Le Scienze” http://www.lescienze.it/…/inaf_orbita_ultra-breve_e_temper…/ scopro che hanno scoperto un pianeta da record, leggo infatti che ha: “…un giorno che dura poco più di sei ore e mezzo.” ne deduco che, stando sul pianeta, si abbia un’alternanza giorno notte, con 3 ore e 1/4 di luce e altrettanto di buio (Non sarebbe poi un grande record visto che il gigante Giove impiega circa dieci ore a fare una rotazione)
Errore, scopro infatti che “..completa un’orbita attorno alla sua stella madre in 6,7 ore.” e che ” Visto che il moto orbitale e quello di rotazione del pianeta sono sincronizzati a causa delle interazioni mareali stella-pianeta, il pianeta mostra sempre la stessa faccia verso la sua stella, proprio come la Luna fa con la Terra.” mi chiedo quindi se sia corretto definire “giorno” tout court il periodo di rotazione di un pianeta rispetto al resto dell’universo piuttosto che rispetto alla propria stella.
Insomma identificare i termini “rotazione di un pianeta” e “giorno di un pianeta” tenendo conto del fatto che ad es. quando essi hanno la stessa durata mezzo pianeta non vede mai la stella e mezzo pianeta la vede sempre, è corretto? E’ possibile pensare a giorni senza albe o tramonti?

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Quanti interventi all’anno effettua l’unità cinofila della Polizia Locale di Milano?

Non sono riuscito a trovare sul web un bilancio degli interventi della Unità Cinofila della Polizia Locale. Forse qualcuno del Comune di Milano è in grado di fornire tale dato? Forse è anche possibile sapere quali sono i costi che comporta tale unità cinofila.

Faccio queste domande in quanto mi sembra che, a livello nazionale, si stia tentando di mettere ordine tra le organizzazioni che hanno medesime finalità o compiti che si sovrappongono e visto che anche i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Polizia di Stato ha analoghe Unità Cinofile, mi chiedo se qualcuno si ponga il problema.

Tragico salto o morte emozionante in diretta?

In questo video si vede un uomo che tenta di saltare da un aereo verso l’elicottero che gli sta sopra e, mancando la presa, precipita a terra uccidendosi. La didascalia con cui il corriere.it commenta il video è “Tragedia in Michigan, stuntman precipita e muore” io trovo che sarebbe stata più appropriata una frase del tipo “Assurda morte durante uno spettacolo assurdo” o “Un’altra morte per spettacolo” qualcosa che in qualche modo implicasse che la morte di quell’uomo non è stata una tragica fatalità, ma proprio quello che gli spettatori erano andati a cercare di vedere. Io ho assistito a una caduta da una decina di metri, non da 50 e oltre, come in questo caso, e ancora ho nelle orecchie il suono di quel corpo che si schiantava a terra, era un muratore, abituato da tanti anni a camminare lungo i tetti, forse quel giorno ebbe un malore, forse scivolò, quella fu una tragedia, probabilamente evitabile, ma lo scopo di quell’uomo non era sfidare la morte per emozionare, era svolgere un lavoro, che poi, anche a causa di normative troppo frequentemente disattese è finito in tragedia.

Muoiono le parole nell’agonia

Mentre i cittadini di Aleppo e della Siria intera, muoiono e soffrono, sotto le bombe di tutte le parti che si contendono le loro spoglie, anche a me manca il fiato per parlare e la forza per scrivere.

La salamandra che campeggia sopra questo blog, è però un simbolo mitico di sopravvivenza al fuoco, che tutto annienta.

Come gli armeni, sterminati dallo stato turco, come gli anarchici e gli altri non succubi, fatti scomparire in Spagna dagli stalinisti prima e dai franchisti poi, come i disabili, gli ebrei, gli zingari, gli omosessuali e i semplici oppositori, sterminati dai nazisti e dai loro vari alleati in tante parti d’Europa, così anche i cittadini d’Aleppo e delle tante altre comunità, sottoposti a martirio oggi, anch’essi sopravviveranno, alcuni di loro, o forse solo il loro ricordo, spero che questo ricordo rimanga nella memoria collettiva della popolazione siriana e possa esercitare la funzione di una vaccinazione, anche se la memoria umana è così labile che sembra quasi che ogni generazione debba fare i propri errori.

Turista spaziale pirla, a noi d’intorno ancora.

Ma che bella giornata! Ho scoperto che la Virgin Galactic in collaborazione con altri, farà partire dall’Italia (Veneto, Puglia o Sardegna, forse) navette che porteranno fuori dall’atmosfera dei turisti per vedere, finalmente, che la Terra è davvero rotonda, girandoci intorno. Che bella notizia! La cosa mi allieta come quando seppi che iniziavano a comparire le compagnie aeree low-cost, che hanno aperto la possibilità a tanti di passare un fine settimana a Londra per assistere a un concerto, un altro fine settimana a Dubai per un gran premio di F1, un altro a New York per partecipare alla maratona, un altro per fare rafting sul Rio Colorado, ogni cosa al prezzo di un fine settimana in una pensione a Rimini o più o meno.

Il bello è che, non tanto di rado, si tratta delle stesse persone che si riempiono la bocca di tutela delle risorse del pianeta, di consumo del pianeta da lasciare ai nostri figli e nipoti. Bisogna che qualcuno spieghi loro che il prezzo del biglietto non è direttamente proporzionale alle risorse consumate per trasportarli in giro, che i loro 70 kg pesano come i 70 kg di un passeggero di prima classe, certo il sedile in classe economica non è la poltrona della prima ma…

E tra un poco arriveranno anche i turisti che pirlando* intorno al pianeta si divertiranno un mondo.

* gerundio del verbo “pirlare” che significa “girare” spesso nella accezione “girare senza scopo”.

Il Pepe e il pepe, Guglielmo, Guglielmo…

Ho inviato il commento che riporto sotto al post del Sig. Guglielmo Pepe su Repubblica (qui) visto che in un paio di occasioni avevo letto delle cose condivisibili sul suo blog.

“A proposito dell’ISS, visto che le piacciono le frasi fatte: “errare è umano, perseverare (in errore) è diabolico”; visto che l’omeopatia si è rivelata, in ogni sperimentazione scientifica, a doppio cieco, non più efficace del placebo, bene fa l’ISS a non considerarla efficace, ma mendace. Che poi non si possa criticare una legge provi a pensare alle leggi razziali.”

Egli mi risponde così:

“bdaleppo, ma lei legge o no? L’Iss faccia quello che vuole, e come ho scritto è liberissimo di cambiare idea. Ma non solo la sua storia dice altro, è anche l’attualità a raccontare altro perché chiedere di non far svolgere un convegno è, secondo me, una cosa grave.
E poi chi ha mai sostenuto che non si possono criticare le leggi?
Allora mettiamo un punto chiaro: chi mi attribuisce ciò che non penso e tanto piu non scrivo, non viene pubblicato.”

Evidentemente il Sig. Pepe ha un concetto particolare dell’argomentare, infatti tutto il suo post verte sulla critica all’intervento del Presidente dell’ISS presso il Presidente del Senato on. Pietro Grasso, in merito all’antiscientificità di un convegno “sulle medicine non convenzionali o complementari”, infatti su 625 parole del suo post egli conviene sulla possibilità dell’ISS di cambiare opinione “sulle medicine non convenzionali o complementari” con 20 parole, questo alla faccia dell’essere “liberissimo di cambiare idea”.

In merito poi al fatto che egli “non ha mai sostenuto che non si possano criticare le leggi” è sufficiente evidenziare che l’unico argomento non ritrattato o smentito scientificamente è che a sostegno del convegno ci sarebbero (vedi paragrafo 3° del post di Pepe) vari disegni di legge destinati a normare omeopatia e agopuntura e il fatto che in Toscana le cure omeopatiche vengono riconosciute e addirittura nell’ospedale di Pitigliano l’omeopatia è la prima scelta nella “terapia”.

Il sig. Pepe ha ragione, non ha scritto che non si possono criticare le leggi, egli sottintende che neppure i disegni di legge pro domo sua possono essere criticati, evitiamo di entrare in merito alla pratica ospedaliera dell’Ospedale di Pitigliano.

Purtroppo dal tenore delle sue risposte, non solo al mio commento anche a quelli di altri, si evince che egli solo ha diritto di criticare, anche aspramente, egli ha il pepe, agli altri non è dato.

Je suis Charlie Hebdo, aussie aujourd’hui

Se un sindaco di un comune da poco vittima di un terremoto e l’ufficio legale della stessa amministrazione comunale, hanno tempo e voglia di sindacare cosa possa essere satira e cosa no, a mio parere vuole dire che hanno poco di cui occuparsi, quindi delle due l’una: o quel terremoto non è stato devastante come appare sui media e mi sembra difficile, oppure quel sindaco e l’ufficio legale di quel comune sono inutili, in quanto non si occupano di quanto dovrebbero. Chiedo subito le dimissioni del sindaco e il licenziamento dell’ufficio legale di Amatrice.