Webank: i soldi son qui, no non ci sono, son lì, forse, chissà?

Avere un conto corrente presso Webank del gruppo BPM è come giocare alle tre carte in un vicolo di Napoli: carta vince carta perde, dov’è l’asso di bastoni?
Essendomi accorto di avere una certa cifra sul cc ho deciso di acquistare dei BTP indicizzati area € ho calcolato di avere circa il 10% più di quanto sembrava il costo dell’operazione sul sito di Webank e ho dato l’OK.
Nel giro di due giorni sono stato subussato di msg che mi indicavano che ero in rosso.
Come mai vi chiederete voi.
Semplice: quei titoli sono indicizzati sul capitale e sulle cedole, quindi, anzichè 102,15 costavano 118,37, mi sono affrettato a ricoprirmi, ma i msg continuavano e lo scoperto aumentava!
Così ho scoperto che mi avevano accreditato due volte la cedola di un titolo, con due ammontari diversi, così è stato ancora più difficile capire l’arcano, e naturalmente mi hanno fatto lo storno allo stesso momento dell’accredito, così avendo io nel frattempo trasferito il danaro sul deposito in attesa di avere una cifra tale da giustificare un reinvestimento, mi aspetto che mi addebitino un mese di interessi passivi e magari anche il tasso di massimo scoperto, il tutto senza che io abbia fatto niente, hanno fatto tutto loro.
Ho telefonato per avere chiarimenti e mi hanno detto che mi avrebbero richiamato, per ora sono passate 24 ore e non è successo, informerò gli affezionati risparmiatori-lettori dell’evoluzione, come ho già fatto riguardo alla “via crucis” per ottenere il rimborso della doppia tassazione sui titoli di stato della Spagna, per inciso sono appunto di nuovo questi titoli che hanno causato il casino in questa situazione, infatti mi avevano accreditato una cedola con tassazione semplice (solo italiana 12,5%) e una con tassazione doppia (12,5% italiana e 19% spagnola) per cui io non mi sono accorto del doppione, il bello è che io ho inviato la documentazione richiesta il 27 Ottobre e la cedola scadeva il 31 Gennaio, direi che tre (3) mesi non sono pochi! Per quanto riguarda il rimborso della cedola invece sulla quale avevano già fatto la doppia tassazione mi hanno detto che la pratica richiede 18 mesi, secondo voi mi daranno gli interessi su questo differito rimborso?
E invece a chi dovrei chiedere i danni se la banca volesse gli interessi per questo ristorno antedatato di 38 giorni?
Non sarà che sono io a dover chiedere un onorario alla banca per controllare i conti che fanno loro?

Anche l’Ondbusman Bancario non è chiaro a cosa serva.

Doppia imposizione sui Titoli di Stato della Spagna prosegue l’avventura per ottenere il rimborso.
Un mese e mezzo dopo la mia raccomandata con cui chiedevo l’intervento dell’Ondbusman, la segreteria tecnica di questo ente mi rimanda cortesemente la documentazione inviata, scrivendo che, dallo scorso anno, per questo tipo di problemi bisogna rivolgersi alla Camera di conciliazione e arbitrato della Consob, naturalmente le banche non hanno dato alcuna pubblicità alla cosa, così ho perso tempo e danaro, naturalmente infatti, la Camera di conciliazione accetta soltanto comunicazioni scritte e per avere certezza che le abbiano ricevute, non c’è che la raccomandata con avviso di ricevimento.
Intanto che aspetto una loro risposta, sono andato a ritirare il certificato di residenza fiscale richiesto il 6 Luglio all’Agenzia delle Entrate di Milano 4, mi avevano detto che sarebbe stato pronto in una settimana, ho lasciato passare 20 giorni, sarà pronto, no, pare che la mia pratica non si trovi più.
Per fortuna nel pomeriggio mi telefona l’impiegato, la pratica è stata ritrovata, domani posso andare a ritirarla.
Se fossi un dipendente, pagato anche solo 8 € all’ora, fino a questo punto, tra mancato guadagno e F23 e marche da bollo, la cosa mi sarebbe costata oltre 165€, l’avventura prosegue…

Come fregare i risparmiatori italiani tasse al 31,5% sui titoli di Stato della Spagna

Ho già accennato in precedenti post al problema della doppia tassazione dei titoli di stato della Spagna in Italia, la beffa prosegue.

Mi sono rivolto al Consolato di Spagna a Milano per sapere almeno a chi dovevo rivolgere la domanda per avere il rimborso della tassa spagnola essendo un non residente, ma mi hanno risposto che loro si occupano degli spagnoli non degli italiani. Evidentemente non rientra nei loro compiti la tutela del buon nome del paese, non si occupano di “pubbliche relazioni”, mi hanno cortesemente dato un pezzetto di carta con l’indirizzo del Ministero delle Finanze spagnolo a cui avrei dovuto rivolgermi, in spagnolo, per avere chiarimenti, oppure avrei potuto contattare un avvocato fiscalista in Spagna (per un centinaio di euro!), su mia insistenza mi hanno fornito, sullo retro dello stesso foglietto l’indirizzo email del Consolato d’Italia a Madrid.

Il Consolato d’Italia a Madrid mi ha risposto prontamente che loro non si occupano di questioni fiscali e mi hanno fornito l’URL del sito del Ministero delle Finanze spagnolo che, naturalmente, ha solo parziali verisoni in inglese, francese e tedesco (oltre che in gallego, catalano ecc.).

Ho avuto la soddisfazione di trovare conferma al fatto che la legge spagnola, oltre alla convenzione italo-spagnola contro la doppia imposizione fiscale, dice che i miei titoli, intestati a me, che non sono residente in Spagna, sono esenti dalla tassazione spagnola, anche se dovrei fornire ogni anno un certificato di residenza fiscale, ma non sono riuscito a capire a chi dovrei inviare tale certificato, anche ammesso che riesca a scoprire chi in Italia dovrebbe fornirmelo,

Intanto sono riuscito a prendere un appuntamento con l’Agenzia delle Entrate per metà Luglio, anche se la mia domanda non rientrava in nessuna delle casistiche per le quali era possibile prendere un appuntamento, chissà forse troverò qualcuno di buon cuore…

Per ora la morale mi sembra una sola l’Europa delle burocrazie è di là da venire, d’altronde come dare torto a questa gente, un Europa unita farebbe un sacco di disoccupati tra diplomatici e addetti vari.

Intanto rimane incotrovertibile il fatto che una banca come Webank (gruppo B.P.Milano) che vende a ignari clienti titoli siffatti, sapendo che non darà loro alcuna assistenza, non si comporta con loro come con dei clienti, ma come con dei “polli” da spennare.