Sull’attentato di Nizza

Da tempo temevo che i terroristi si accorgessero della devastante potenza dei TIR, non ne ho mai scritto per scaramanzia, ma basta vedere il numero di morti per incidenti stradali in USA (35.200 nel 2015) con quello del numero di morti con armi da fuoco, sempre in USA (33.169 nel 2015) per rendersi conto che gli autoveicoli sono estremamente pericolosi, anche se normalmente non sono usati per attentare alla vita, quindi volendoli usare a questo scopo il loro potenziale distruttivo sarebbe assai più alto.

La facilità con cui è possibile impadronirsi di un mezzo pesante, la facilità d’uso e il numero estremamente elevato di occasioni in cui, nelle società urbane, si verificano assembramenti numerosi, sono tutti fattori che prima o poi sarebbero stati presi in considerazione da terroristi.

In Israele i palestinesi recentemente hanno avuto fasi in cui si sono lanciati in auto contro ebrei e credo di ricordare anche episodi a parti invertite. Ciò forse avrebbe dovuto metterci sull’avviso.

Nelle nostre società le occasioni in cui un TIR ha possibilità di fare stragi sono numerose e non voglio elencarle, ma spero che ora si ponga mano alla soluzione del problema.

Anche una diminuzione della velocità commerciale nelle città, per la presenza di dissuasori ripidi che causerebbero il rovesciamento di un mezzo a velocità elevata, o a causa di chicane con jersey robusti, credo sarebbe un prezzo esiguo da pagare per aumentare la sicurezza.

Una ultima buona cosa da fare sarebbe fare presente a tutti coloro che utilizzano l’auto senza vera necessità o che ne usano una di cilindrata e consumi non congrui all’uso che ne devono fare, sarebbe benespiegare loro che essi sono oggettivamente dei finanziatori del terrorismo, in quanto è inutile nascondersi il fatto che la maggior parte dei finanziamenti alle reti terroristiche discendono dal petrolio e dal suo traffico più o meno legale e ufficiale o da quello delle droghe. Prima o poi arriverà anche per questi consumatori, silenziosi finanziatori del terrorismo, un conto da pagare.

Uccisi due extracomunitari in pochi giorni

In pochi giorni le cronache ci hanno riportato l’uccisione di due cittadini extracomunitari, uno a Roma e uno a Fermo.

Il trattamento dei due casi, da parte di molti media e, a quel che mi è stato dato di capire, da parte dell’autorità giudiziaria, è stato diverso.

Nel primo caso, quello del cittadino statunitense Beau Solomon, il fermo del presunto autore dell’omicidio è stato subito convalidato con l’accusa di omocidio volontario con l’aggravante dei futili motivi dall’autorità giudiziaria, nonostante, da quel che riporta la stampa, non si sia trattato di un accanito pestaggio, ma di uno spintonarsi reciproco, tragicamente finito male per il giovane statunitense ubriaco caduto nel Tevere.

Nel secondo caso, quello del cittadino nigeriano Emmanuel Chidi Namdi, nonostante egli sia stato picchiato fino a morire poco dopo per emorragia cerebrale, il fermo del presunto autore dell’omicidio è stato fermato per omicidio preterintenzionale.

Ora io mi chiedo se nelle parole esista un senso: preterintenzionale secondo la Treccani significherebbe  “Che va oltre l’intenzione di chi agisce; nel linguaggio giur., detto di delitto o in genere di azione in cui l’evento dannoso sia più grave di quanto era nell’intenzione di chi ne è l’autore: omicidio preterintenzionale.”

Ad un profano come me sembrerebbe che questo aggettivo sia piuttosto compatibile con il  caso  di Roma, in cui pare si sia trattato di uno spintonarsi l’un l’altro, piuttosto che con quello di Fermo.

Invece “volontario” sembrerebbe indicare, se non la premeditazione, almeno la ricerca volontaria di un effetto, in questo caso la morte del contendente.

Sempre allo stesso profano di prima sembrerebbe più adeguato usare questo aggettivo nel caso fermano, piuttosto che in quello romano, in quanto il soggetto, pare abbia colpito ripetutamente e con forza il contendente.

Amministrare la giustizia credo sia difficile, valutare prove e dichiarazioni impresa complessa, ma almeno per i rinvii a giudizio non sarebbe il caso che ci fossero criteri stringenti e omogenei a livello nazionale?

Un abbraccio a tutti coloro che sono vittime di violenza e un pensiero affettuoso a tutti coloro che non hanno avuto né avranno mai giustizia perché troppo costosa da ottenere o perché i colpevoli hanno i mezzi per “distrarla”.

Brexit? Ma la Gran Bretagna non dovrebbe essere nella lista nera?

Tutto il discutere di questi giorni in merito alla possibilità che la Gran Bretagna esca dalla Comunità Europea, mi sembra non tenere conto del fatto che, in realtà, essa non è altro che un cavallo di Troia di un gran numero di paradisi fiscali, innumerevoli isole in vari oceani e non ultima proprio la City che, proprio grazie al suo privilegiato sistema fiscale e legale (vedi qui), è uno stato nello stato.

Molta parte degli enormi capitali che si muovono sui mercati di Londra hanno stabilito lì il loro domicilio proprio in base a due considerazioni: il regime fiscale favorevole e il fatto di essere dentro la UE.

Allora bisogna che si faccia i conti con la realtà, la costruzione di una Europa coesa e armonizzata fiscalmente e legislativamente non è facile, è come una scalata impegnativa per i popoli e i politici che vorranno affrontarla, ma, se si può anche accettare un compagno simpatico e scansafatiche in una passeggiata al parco, non è prudente affrontare una scalata  impegnativa con lui.

Quindi che si tratti della Grecia, o della Gran Bretagna, o dell’Italia, o della Spagna, o della Germania, o di chiunque altro, bisogna che sia chiaro che se i popoli e i politici che li rappresentano, non sono intimamente convinti della necessità di unire l’Europa, del fatto che ciascuno dovrà perdere qualcosa della sua sovranità e autonomia, per acquistare questa nuova patria comune e che il tempo delle furbizie è finito, sarà meglio tornare all’Europa delle piccole patrie e aspettare che un’altra guerra dia di nuovo la rincorsa a una generazione d’incorrotti idealisti per portare a termine quel che noi non abbiamo saputo concretizzare.

Red Ronnie e la selezione naturale

A quanto pare  il signor Red Ronnie è a favore della selezione naturale, peccato che non lo dica apertamente, ma anzi si mimetizzi, cercando, come fautore di una medicina fantastica, di apparire come salvatore di intere generazioni di bambini attualmente, a sentir lui, vittime delle vaccinazioni.

Perché chiunque abbia accesso al mezzo televisivo si senta in diritto di parlare di cose di cui non conosce niente potrebbe essere argomento di tesi di laurea in psicopatologia dello spettacolo, purtroppo oltre ai soliti soggetti televisivi, come nel caso in questione, spesso vengono intervistati anche medici, a volte interdetti alla professione, a volte che dovrebbero esserlo da tempo, se l’ordine dei medici fosse un minimo attento alla credibilità della categoria.

Probabilmente anche l’ordine dei giornalisti avrebbe il dovere di intervenire, nei confronti di quei giornalisti che, pur di avere qualche “like” sotto il loro articolo o innalzare di qualche decimale lo share della loro trasmissione, danno spazio e voce a maghi e ciarlatani.

Ma tant’è, gli ordini, a quanto pare, servono solo a elargire fondi, prebende, gettoni e stipendi ai membri del carrozzone.

Ma cari omeopati e altri ciarlatani svelatevi alfine: siete a favore della selezione naturale della popolazione umana, si tratta di una posizione scientificamente(1) ed economicamente(2) comprensibile, che potrebbe avere anche una sua dignità se esposta con dignità e onestà.

Mi sembra sia legittimo essere contrari a questi effetti della medicina preventiva, sarebbe però logicamente conseguente essere anche contro la medicina curativa per i medesimi motivi, quindi bisognerebbe anche essere contro le diverse forme di “medicine” alternative, nell’ipotesi che esse possano avere qualche effetto curativo, in quanto anch’esse contribuirebbero al peggioramento genetico della specie, di generazione in generazione.

Forse dovremmo porre effettivamente dei limiti alla medicina, l’esistenza di Red Ronnie e degli altri suoi epigoni che straparlano e strascrivono è talmente grande che è forse la dimostrazione più evidente dei perversi risultati che la medicina, curativa e preventiva propriamente dette, hanno prodotto.

Note:

(1)In fin dei conti le vaccinazioni permettono di sopravvivere anche a coloro che, se non fossero vaccinati non sopravviverebbero alla malattia in forma conclamata, quindi col tempo è possibile, o addirittura probabile, che le vaccinazioni aumentino la percentuale di persone deboli nei confronti degli attacchi delle malattie. Inoltre è stato addirittura possibile eliminare, a quanto pare del tutto, alcune malattie tramite la vaccinazione, in questo modo esse non possono più contribuire alla selezione della popolazione umana.

(2)In base a quanto sopra esposto tra gli effetti della medicina c’è che la percentuale di persone che abbisognano di cure per tutta, o buona parte della loro vita, aumenta in confronto alla popolazione attiva, con effetti prevedibili sull’economia. Aumenta inoltre anche la durata della vita e con essa si pone il problema che, se gli anziani rimangono abbastanza abili da lavorare, la permanenza di anziani in attività rallenta l’evoluzione tecnologica, se invece gli anziani non sono più in grado di lavorare, la loro vita da pensionati per trent’anni e più sconvolge gli equilibri di bilancio di stati ed enti pensionistici.

Rene sano va dal patologo e quello malato resta in loco.

Asportato rene sbagliato

Da qui leggo la notizia citata nel titolo di questo post, ancora un errore, a mio parere, dovuto alla fretta e alla distrazione con cui in ogni campo si lavora.

Più di una volta ho dovuto rilevare errori di questo tipo in referti radiologici, ecografici o in anamnesi consegnatemi all’uscita da un pronto soccorso.

Se il medico lavora con lo smartphonre acceso accanto, magari silenziato, comunque lo sguardo gli corre alle notifiche e la sua attenzione, oltre che dalle proprie preoccupazioni, comuni ad ogni umano, è divisa anche con esso e, per quanto egli sia convinto di essere “multi-tasking”, commetterà errori di questo tipo.

Nel caso in questione pare che l’errore si sia generato proprio in fase di refertazione radiologica.

Pare inoltre che non si sia potuto completare l’ureteroscopia, che precede solitamente l’intervento, per problemi anatomici.

Non è chiaro dall’articolo se l’ureteroscopia sia stata tentata all’uretere del rene malato o di quello sano.

Non è neppure chiaro se il paziente abbia letto il referto, se avesse al momento la necessaria lucidità mentale e la formazione culturale per interpretare i termini le abbreviazioni del “medichese” se abbia avuto, almeno oralmente l’informazione corretta, o se, come oramai capita solitamente, il radiologo abbia visto e refertato la radiografia in tempi successivi all’esame e il paziente abbia ritirato l’esame e il referto successivamente, a un anonimo sportello da un impiegato amministrativo.

Il caso della distrazione o del copia incolla sbagliato provoca molti danni in molti ambiti, mi è capitato di leggere ricorsi alla commissione tributaria provinciale con cifre di altri ricorrenti, di avere fatture con codice fiscale di altre persone con stesso cognome e nome, di avere dimissioni da ospedale con luogo di nascita sbagliato, e che il mio dire il luogo di nascita corretto fosse interpretato dal medico che mi interrogava come “iniziale decadimento cognitivo”.

Come ci si può difendere da errori di questo tipo?

Innanzi tutto credo che i medici debbano smettere non solo l’uso della penna, ma anche delle abbreviazioni, inoltre bisogna che al paziente sia data la centralità che gli spetta, egli deve sempre essere informato di quel che accade e accadrà, egli, in casi come questi, può essere l’ultima sentinella di controllo prima che accada l’irreparabile, come in questo caso.

Troppo spesso il paziente viene posto in anestesia, senza che neppure, quando è ancora vigile e lucido, sia messo un braccialetto con l’indicazione sintetica dell’intervento informandolo chiaramente.

Gli ospedali fanno firmare un “consenso informato” al paziente, prima di esami invasivi o pericolosi, che dovrebbero essere illustrati dal medico per chiarire dubbi su termini o altro, ma solitamente gli si dice di firmarli e di consegnarli all’infermiere prima di entrare.

Si tratta di una pratica estremamente pericolosa a mio avviso, a me personalmente capitò di vedere la dottoressa che doveva praticarmi una pancolonscopia solo quando oramai ero già mentalmente in uno stato di ebrezza farmacologica e non più in grado di articolare parola.

La centralità del paziente deve passare dalle parole ai fatti, dai convegni alle corsie e agli ambulatori.

Scelgo casa, cosa guardo?

Ho vissuto in decine di case diverse nella mia vita e mi sento quindi di dare qualche consiglio a chi deve scegliere una casa; ovviamente, per soggiorni brevi, tanto più in case arredate, molte delle osservazioni che vado a fare sono meno importanti che per una casa che si intende abitare per vari anni o addirittura acquistare e abitare, magari, per un tempo ancora maggiore.

Mi sembra importante precisare che questi spunti di riflessione riguardano principalmente coloro che si trovino a poter/dover scegliere una casa, chi si trova nelle condizioni di ereditarla o di avere una occasione particolarmente appetibile deciderà essenzialmente in base a considerazioni economiche o magari affettive, alcune di questi suggerimenti potranno essere utili comunque per valutare la convenienza di affrontare magari ingenti spese di ristrutturazione oppure di vendita e nuovo acquisto meglio rispondente alle prprie necessità.

1)Scegliere la zona.

Innanzi tutto è necessario avere ben chiare le proprie esigenze attuali e future, almeno nei tempi brevi. Mi spiego: la distanza da mezzi di trasporto pubblico e da strategiche vie di comunicazione, dai luoghi di lavoro, da scuole, da luoghi di culto, da impianti sportivi, da esercizi commerciali, da luoghi di cura (ambulatori, ospedali ecc). Ognuna delle cose citate ha pro e contro, ad es. una fermata della metropolitana vicino è una comodità che aumenta il valore dell’immobile, ma se passa sotto l’edificio, nella notte e all’alba in particolare, può risultare fastidiosamente rumorosa e addirittura far tremare i muri, così come una scuola, o un oratorio, confinanti o vicini possono, avendo figli, essere una grande comodità, ma possono anche essere veramente rumorosi e, nelle giornate calde, impedire un sonnellino con le finestre aperte (a dire il vero non di rado anche con le finestre a doppi vetri chiuse). Vivere accanto a un centro cardiologico può, a volte, salvare la vita, ma occorre tenere presente quante ambulanze porteranno, ad ogni ora del giorno e della notte, dei pazienti a quel vicino (troppo vicino?) centro cardiologico con la sirena accesa.

Inoltre è il caso di esaminare la zona dal punto di vista “geologico” specie se la zona è in pendenza: le strade a monte o a valle hanno segni di riparazioni dovute a smottamenti? In molte zone d’Italia il problema è grave e può riguardare intere cittadine, quartieri o singoli fabbricati.

Altro problema da non sottovalutare è la profondità della falda acquifera, in special modo se l’immobile ha piani sottoterra, infatti se la falda è a pochi metri sotto il livello del suolo un innalzamento della falda può costringere a tenere perennemente in funzione le pompe idrauliche che normalmente dovrebbero intervenire solo in caso di forti piogge, ciò comporta costi di esercizio e di manutenzione non indifferenti; il continuo prelievo delle acque inoltre può comportare asportazione delle argille dal terreno sotto le fondamenta con successivi problemi di stabilità dell’edificio.

2)Guardiamo l’edificio dall’esterno.

L’edificio mostra crepe? Lungo le crepe sono stati posti vetrini? Se le crepe riguardano solo un piano e sono essenzialmente verticali o orizzontali chiediamo il parere di un esperto, nel caso proseguano verticalmente per vari piani o siano oblique o addirittura vi siano stati murati vetrini di controllo evitiamo di continuare a interessarci all’immobile.

La strada in cui è situato l’edificio è stretta? Permette la fermata almeno per scaricare un malato o un infortunato o una spesa pesante, almeno in doppia fila, se la prima fila è sempre occupata?

Se la risposta è no, assicuratevi che l’appartamento che comprerete abbia un box o un posto auto (magari con accesso al piano dell’ascensore) o che l’edificio abbia un cortile cui avrete diritto di accesso, oppure controllate sulla carta d’identità di avere meno di trent’anni e fate un riesame della vostra vita e chiedetevi se siete fortunati.

Avete una vita sociale attiva? Avete spesso ospiti? Controllate che nelle vicinanze sia possibile parcheggiare, altrimenti sappiate che la vostra vita sociale potrebbe risentirne.

Il piano terreno è occupato da locali adibiti a pubblici esercizi o che per le loro caratteristiche potrebbero diventarlo?

Provate a immaginare di abitare in uno dei palazzi sotto cui andate o andavate a fare le ore piccole, sopportereste benevolmente la situazione ogni giorno dell’anno?

Osservate le finestre e i balconi. Se balconi o finestre di appartamenti diversi sono contigui, se cioè vi sembra possibile che un pazzo acrobata suicida possa accedere a una vostra finestra o balcone da quelli di un vicino, oppure che possa farlo salendo lungo un pluviale o un tubo del gas, sappiate che sarà necessario porvi delle sbarre, esaminate le altre finestre del palazzo, cercando le inferriate degli altri e sappiate che, nel caso, dovrete mettere sbarre del medesimo aspetto.

I balconi sono in muratura o con ringhiere a sbarre o vetri? I balconi in muratura concedono una maggiore riservatezza, se girate abitualmente nudi per casa solo con la muratura potrete, forse, continuare a farlo senza mettere tende alle finestre, inoltre se siete disordinati, o pensate di tenere cose sul balcone, sappiate che, con ringhiere a sbarre o vetrate, potreste avere contrasti con altri condomini o con l’amministratore, se avete o avrete bambini tenete presente che spesso gettano cose attraverso le sbarre e cani e gatti le fanno rotolare.

Assicuratevi che la pianta dell’edificio abbia solo angoli retti, qualunque originalità della pianta dell’edificio potrebbe ripercuotersi negli appartamenti, se non riguarda solo scale e spazi comuni (eventualmente accertatevene), ricordate che avere angoli acuti, o al contrario ottusi, in particolare nelle camere da letto e nella cucina potrebbe essere solo una seccatura o potrebbe costringervi a costosi, e il più delle volte poco utilizzabili, mobili su misura.

3)Esaminiamo il palazzo e i suoi servizi.

Dove sono situati i bidoni dei rifiuti? Se sono all’aperto sappiate che dovrete distribuire la vostra spazzatura tra i diversi contenitori anche sotto la pioggia, dovrete organizzarvi di conseguenza.

Il riscaldamento è centralizzato o autonomo?

Nel caso di riscaldamento centralizzato verificate le spese di riscaldamento, tenete conto che alcuni amministratori hanno la disgustosa abitudine di fare conguagli ogni vari anni, fatevi quindi rilasciare una liberatoria dall’amministratore riguardo alle spese pregresse e fate i vostri conti sulla base di una media di almeno cinque anni.

Se il riscaldamento è autonomo tenete presente che ogni anno va fatta la pulizia della caldaia e ogni due anche la verifica dei fumi, quindi dovrete potervi liberare mezza giornata all’anno per seguire questa incombenza con il tecnico. In caso di malfunzionamento della caldaia evidentemente gli impegni aumentano di conseguenza.

Il lato positivo del riscaldamento autonomo è che potrete regolare gli orari secondo le vostre esigenze, salvo le prescrizioni di stato, regioni e comuni.

Quello negativo è che dovrete occuparvi della manutenzione della caldaia e… quando vanno in blocco? (Ma tranquilli, non succede spesso!) In Dicembre o Gennaio, preferibilmente sotto le feste. Spesso però non si tratta di altro che di svuotare il polmone di espansione e di rigonfiarlo con una semplice pompa per auto o moto, in rete potrete trovare consigli e video su come farlo, non fidatevi del primo tecnico che vi dice che la caldaia è da cambiare, spesso, come detto sopra, si tratta solo di svuotare il polmone, di gonfiarlo a pressione e di ricaricarlo con l’acqua.

Esiste una portineria? La presenza della portineria, almeno al mattino, può essere una grande comodità, l’addetto ritirerà per voi raccomandate e pacchi, naturalmente a patto che voi abbiate orari compatibili con i suoi. Tenete presente però che il servizio di portineria è piuttosto costoso, assicuratevi inoltre che l’amministratore abbia versato regolarmente i contributi dell’addetto alla portineria e degli altri eventuali dipendenti e che abbia accantonato i fondi per il loro trattamento di fine rapporto (una mensilità all’anno), ciò dovrebbe risultare dai verbali e dai bilanci, anche a questo proposito è necessario farsi rilasciare una dichiarazione liberatoria da spese arretrate da parte dell’amministratore.

4) Scegliamo il piano.

Che tipo di tetto ha il palazzo?

Se il tetto è piatto in base alla mia esperienza vi sconsiglio l’ultimo piano, salvo rari casi di coibentazione eccellente (difficile da verificare a occhio) o di pannelli solari che lo coprano completamente, rispetto a un piano intermedio avrete più caldo in estate e più freddo in inverno, certo non avrete vicini rumorosi sopra, salvo che gabbiani o cornacchie non abbiano deciso di utilizzare il vostro tetto come osservatorio di zona. Anche la formazione di muffe nell’appartamento, sui muri esterni, allo spigolo con il soffitto, sono più frequenti all’ultimo piano.

Nella scelta del piano, oltre al paragrafo precedente, dovrete tenere presente la distanza da linee ferroviarie e da strade di intenso traffico, (anche piccole cadute d’acqua, cascatelle e stramazzi di fiumi o canali danno problemi analoghi, ma sono molto meno comuni) ci sono due possibilità che richiedono scelte addirittura opposte.

-Se le sorgenti di disturbo sono vicine, dovrebbe bastare un prolungato sopralluogo in un giorno feriale, non intorno a ferragosto, ovviamente (le strade sono poco trafficate e i corsi d’acqua al minimo), per rendersi conto di quanto possano costituire un problema. Ma se avete il sonno leggero, o intendete dormire con la finestra aperta ogni tanto, passate qualche ora sotto la casa in piena notte, almeno fino a che sia passato un treno merci e uno ad alta velocità, nel caso di prossimità alla ferrovia. Tenete presente che la rumorosità di una sorgente molto vicina, non ostacolata da barriere, cambia poco con il piano, ma ovviamente diminuisce lentamente salendo.

-Se le sorgenti di rumore sono lontane, anche diverse centinaia di metri, conta assai la presenza di consistenti ostacoli che possono riparare l’appartamento che vi interessa dal rumore, quindi un sopralluogo è indispensabile, tenete presente comunque che i piani bassi sono meno esposti a rumori lontani dei piani alti. Inoltre il rumore di una tangenziale a distanza diviene una sorta di rombo costante, poco distinguibile da quello di un torrente, il che disturba di solito meno che non un transito di treni a distanza di vari minuti uno dall’altro.

5)L’appartamento.

Molte riviste hanno fotografie di loft e di appartamenti senza porte o quasi, a parte le prescrizioni di legge in merito alla separazione tra bagni e locali di soggiorno (cucine, camere da letto e soggiorni veri e propri) che potrebbero crearvi difficoltà ad ottenere l’abitabilità e altre noie burocratiche, tenete in considerazione se cucinate e cosa cucinate in famiglia, una costoletta d’agnello ai ferri potrebbe costringervi a tenere le finestre spalancate per due giorni, un cavolfiore lesso poco meno e anche il latte bruciato riesce ad essere fastidioso, quindi pensate all’opportunità di avere porte che separino le varie zone della casa, permettendovi di arieggiarne solo alcune alla volta, o comunque di confinare gli odori.

Il parquet è bellissimo, confortevole, e fa casa da solo, tenete presente però che quasi tutte le persone che conoscete probabilmente potranno raccontarvi almeno un episodio di allagamento, magari solo di un cm d’acqua, ma se non siete presenti e quella poca acqua ristagna qualche ora prima di infiltrarsi o di evaporare, il vostro parquet si solleverà e prima di rimetterlo a posto dovrete fare asciugare bene le assicelle, quindi operai e casa sottosopra per settimane, regolatevi in base alla vostra capacità di affrontare la cosa.

Le dimensioni delle camere da letto, al di là delle prescrizioni di legge, non è detto che debbano essere esagerate, anche senza avere una cabina armadio spesso un corridoio o un disimpegno possono essere modificati per contenere guardaroba e specchi, permettendo a chi si alza prima di scegliere i vestiti del giorno senza disturbare chi continua a dormire, idem la sera.

La presenza di balconi chiusi sui lati da muri con profonde rientranze permette, potendole chiudere, di avere armadi a muro paragonabili a sgabuzzini, che possono essere estremamente utili. Balconi di questo tipo sono inoltre molto facilmente ed economicamente chiudibili agli insetti con zanzariere. Verificate che il regolamento di condominio consenta una cosa e l’altra, altrimenti non fateci affidamento a meno che siate avvocati.

Al contrario i balconi con solo ringhiere ed esposti ai venti e alla pioggia hanno una scarsa utilità, poche piante si adatteranno a sopravviverci e sarà difficile e scomodo utilizzare il balcone per la raccolta differenziata dei rifiuti (ad es. i bidoni dovranno essere assicurati o pesanti e avere coperchi che il vento non apra.

Le case recenti hanno di solito la comodità che le finestre hanno davanzali assai alti, il che, se rende difficile sporgersi, permette però di porre sotto la finestra una scrivania o un tavolo da pranzo o da lavoro, potendo al contempo aprire detta finestra, tenetelo presente nell’arredarla. Questa cosa non è solitamente possibile nelle case d’epoca proprio a causa dei davanzali bassi.

Se avete orrore di scarafaggi e topi fate estrema attenzione all’acquisto di una casa d’epoca, in questi stabili infatti debellare durevolmente questi animali, se da tempo insediati, di solito non risulta possibile, dovrete rassegnarvi a fare un abbonamento con una ditta di disinfestazione e in ogni caso meglio evitare il piano terreno e quello rialzato.

In una casa di oltre 10/15 anni controllate le condizioni delle tubature dell’acqua e del riscaldamento, soprattutto se sono in metallo, e non avete già in programma di rifare l’impianto, chiedete un parere a un esperto di fiducia, potrebbe convenire comunque rifarlo prima di posare magari i pavimenti nuovi.

Se volete usare scaldabagni, o caldaie o forni o piani cottura, a gas verificate che l’appartamento abbia l’allacciamento al gas o che sia consentito l’uso del gas nel palazzo, si sta diffondendo la proibizione a tale uso in alcuni condominii, quindi procuratevi il regolamento condominiale e leggetelo interamente prima di pagare la caparra. Tenete presente che non tutte le pentole sono adatte a qualunque tipo di piano di cottura, informatevi adeguatamente, se il soggiorno è previsto breve anche la spesa di una batteria da cucina per piano di cottura a induzione potrebbe pesare nella scelta.

Se amate le case d’epoca è, probabilmente, anche perché vi piacciono i soffitti alti, essi offrono anche la possibilità di ricavarne ripostigli facendo controsoffitti nei disimpegni, tenete presente che non conviene mai farli più profondi di un metro, salvo vogliate riporvi gli sci, in quanto non riuscirete facilmente ad accedere alle cose riposte in fondo, le riscoprireste con sorpresa al prossimo trasloco, da tenere ben presente che il riscaldamento e il raffreddamento di appartamenti con soffitti alti soni più costosi di quelli a soffitti bassi, se ci fate caso infatti i condizionatori sono venduti con capacità per un certo numero di metri cubi, non metri quadrati.

Se invece abitate in una casa vecchia e volete trasferirvi in una casa nuova verificate che i vostri guardaroba siano di altezza tale da permettervi di montarli nella casa nuova, in quanto le case nuove, non di lusso, hanno altezza di 2,70 m, mentre quelle di qualche decina d’anni addietro almeno di 2,90 m, inutile piangere quando il falegname vi propone di fare legna da ardere del vostro guardaroba, specialmente se non avete il camino.

Un discorso a parte va fatto per alcune situazioni particolari ad esempio a Venezia si trovano appartamenti con altezze assai ridotte, poco più di 2 m, si tocca il soffitto alzando il braccio, ma in generale queste situazioni estreme saltano all’occhio anche del più distratto degli acquirenti, per tutti vale comunque il consiglio di verificare anche l’altezza dei locali oltre alle misure planimetriche, meglio non dare niente per scontato.

Buon lavoro!

 

L’azimut: ovvero la confusione tra le Treccani e le altre enciclopedie, morale: viva Wiki!

Qui la Treccani (on line)  scrive che l’azimut è: “In astronomia e geodesia, l’ a. di un astro è l’arco di orizzonte compreso tra il nord e la verticale dell’astro stesso…”

Invece qui la stessa Treccani (Enciclopedia Italiana (1930)) scrive: “In astronomia si dice azimut d’un astro, l’angolo tra il semimeridiano del luogo d’osservazione dalla banda del punto sud e il semicircolo verticale passante per l’astro; e si conta da 0° a 360° nel senso S.-O.-N.-E”.

Rimango perplesso, penso che sia cambiato qualcosa nel tempo allora cerco di nuovo.

Nel Vocabolario on line qui,  sempre Treccani, leggo: ” in astronomia, l’azimut è una delle due coordinate altazimutali di un astro: l’ampiezza dell’arco di orizzonte compreso tra il punto sud (in ciò differendo dall’uso geografico) e la proiezione sferica dell’astro sull’orizzonte.

Forse la Treccani avendo la voce del 1930 scritta da luminari dell’epoca non vuole smentirli, cerco sull’enciclopedia Sapere.it (DeAgostini) vedi qui,  scrive: ” l’azimut è, sul piano dell’orizzonte, l’angolo fra la direzione del Sud e la proiezione del corpo celeste sull’Equatore; l’azimut è positivo verso ovest e negativo verso est.

Ma non mi fermo cerco “coordinate celesti” e, ancora su Sapere.it trovo in questa pagina che parte dal Sud per calcolare l’azimut, infatti scrive: “L’azimut è definito come l’arco di orizzonte compreso tra il punto Sud e il punto in cui il circolo verticale passante per l’astro incontra l’orizzonte. L’azimut si misura dal punto Sud verso ovest e varia da 0° a 360°.  0°  ≤  α  ≤  360°”

A questo punto la confusione regna sovrana si calcola da Nord o da Sud? Si misura in senso orario da 0° a 360°  oppure da 0° a 180° in senso orario o antiorario cambiandogli segno?

Cerco soccorso nella Garzanti linguistica che sinteticamente scrive: “(astr.) angolo fra il piano verticale passante per un astro e il piano meridiano del luogo d’osservazione” evidentemente i compilatori hanno una visione della geometria alquanto peculiare, non anno idea del fatto che per un punto possano passare infiniti piani verticali, inoltre non si sono sentiti di affrontare il problema di stabilire da dove partire per calcolare l’angolo Sud o Nord, né in qual senso misurarlo, ma non sono soli anche il Dizionario del Corriere qui ha la medesima definizione.

Per fortuna esiste Wikipedia che qui scrive: “l’azimut è la coordinata orizzontale angolare espressa dall’arco d’ortodromia della sfera celeste che si forma partendo convenzionalmente dal punto cardinale nord fino all’oggetto di osservazione, muovendosi in senso orario verso est, quindi a sud e a ovest, fino a tornare al punto di inizio a nord (cioè un angolo giro, 360° sessagesimali); la coordinata azimutale quindi, verrà espressa in gradi angolari sessagesimali/minuti/secondi, oppure in radianti, ed avrà sempre un valore numerico positivo.”.

Ho verificato in una decina di lingue, più o meno alla mia portata  e solo l’asturiano prendeva in considerazione il Polo Sud come punto di partenza: “N’astronomía Acimut, ye l’ángulu midíu sobro l’horizonte que formen el punto cardinal Sur y la proyeución vertical del astru sobro l’horizonte. Mídise en sen horariu dende’l Sur.”

Tutti i siti di astronomia o astrofilia che sono riuscito a consultare utilizzano la misura dell’azimut come indicato da Wikipedia italiana, non ho voluto perdere tempo con i siti astrologici.

Mi sembra opportuno a questo punto ringraziare ancora una volta la Wikimedia Foundation e tutti i suoi collaboratori.