Pirati e militari o pescatori e assassini?

Chissà se si saprà mai una versione convincente di ciò che è accaduto intorno alla petroliera italiana al largo della costa indiana? Sembra impossibile, ma con i satelliti spia che sembra possano vedere quante zollette di zucchero mette nel the un talebano, seduto davanti a una grotta in Afghanistan, non è possibile sapere a che velocità procedeva la Costa Concordia a poche centinaia di metri dall’Isola del Giglio, oppure dov’era una petroliera a una certa ora, in modo incostestabile,
I misteri sull’accaduto in questo episodio sono molti, non è chiaro se il peschereccio su cui erano i due poveri morti fosse quello che venne respinto dalla petroliera, non è chiara come dicevamo la posizione della petroliera, non è chiaro il momento esatto della morte, né quello degli spari da parte dei militari italiani.
Insomma non si capisce niente, ma quel che appare chiaro è che su questo episodio si stanno scatenando emozioni e interessi economici, politici e diplomatici che, dopo aver fatto mostra di muscolare aggressività, probabilmente nulla lasceranno nelle tasche delle famiglie di quei poveri morti, addirittura c’è la possibilità che si tratti addirittura di pirati che, respinti e colpiti da un’altra nave, siano stati caricati sul pescereccio che era stato allontanato dalla nave italiana sparando in aria.
Su tutta questa incertezza si scatenano sulla rete commenti professionali e di blog che, naturalmente, hanno solo certezze, beati loro e poveri noi che abbiamo esperienza di quanto la verità sia evasiva, nascosta e addirittura evanescente.
Che siano pirati o pescatori, probabilmente volevano dare da mangiare alle loro famiglie, come i due militari italiani e tutti gli altri marittimi imbarcati sulle due imbarcazioni.
A tutti loro che rischiano la vita sul mare tutta la mia ammirazione, purché non abbiano l’abitudine, assai diffusa in quell’ambiente, di gettare in mare ogni schifezza abbiano per le mani.

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