Idrocortisone, dall’industria al bancone del farmacista aumenta del 2500%

Qui, l’articolo di Repubblica Firenze.it in cui si parla dell’indagine sui costi gonfiati dei farmaci

E qui di seguito un calcolo dei costi delle materie prime per un prodotto come l’idrocortisone in crema che, in tutte le formulazioni reperibili presso la mia farmacia, ha la medesima concentrazione di principio attivo e differenze solo nella composizioni degli eccipienti capaci soltanto di rendere il prodotto più o meno untuoso e più o meno denso, (il mio sopetto è che la maggior difficoltà per le aziende sia di fare formulazioni degli eccipienti diverse da quelle dei prodotti concorrenti, ma forse sono prevenuto) i prezzi sono ricavati da ditte che li pubblicano su internet e sono stati scelti quelli medi, non quelli per quantitativi estremamente alti.

 Principio attivo in 100g  prezzo al kg  costo x conf. 15 g
Idrocortisone 0,5 g  €   1.317,89  €            0,10
Eccipienti      
isopropanolo, ?  €         1,45  €            0,02
alcool stearilico, ?  €         2,87  €            0,04
lanolina, ?  €         5,59  €            0,08
monostearato PEG 1000 ?  €         1,50  €            0,02
monostearato PEG 4000 ?  €         1,50  €            0,02
monostearato PEG 6000 ?  €         1,50  €            0,02
aroma mandorle amare, ?  €      136,27  €            0,01
acqua purificata ?    €            0,08
     

 €           0,31     

prezzo conf 15 g  €  7,40    
sconto -€  1,48    
prezzo netto  €  5,92    
       
costo totale ingredienti  €  0,31    

Ho calcolato il costo dell’acqua purificata pari a quello della lanolina farmaceutica = € o,o8  per 15 g, con il che avrei potuto semplicemente calcolare in 0,08 € il costo totale degli eccipienti e quindi il prezzo dellle materie prime del tubetto sarebbe di o,18 € ma ho voluto aggiungere i prezzi degli altri eccipienti, come se di ciascuno ci fossero 15 g in ciascun tubetto, proprio per “premiare” la difficoltà di formulazione e di miscelazione del prodotto.

Stante che non si tratta di prodotto iniettabile, ma addirittura da uso esterno, da non usare sulle mucose (ma nulla dice il bugiardino rispetto alla cute lesa, il che appare strano) e che quindi le norme igenico-sanitarie dovrebbero essere meno estreme, credo non molto diverse da quelle di un dentifricio, che invece trova applicazione d’elezione proprio sulle mucose e, sia pure parzialmente, viene ogni volta ingerito.

I costi di fabbricazione e di distribuzione giustificano che il prezzo del prodotto al banco superi del 2000-2500% il costo delle materie prime?

Se la risposta fosse sì io, al posto degli azionisti dell’azienda, cambierei i manager.

Se la risposta fosse no io, al posto delle autorità di controllo sui prezzi dei farmaci, interverrei e sanzionerei le aziende.

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Filippo Penati sarà colpevole? Non lo so ma mi sta qui, come tanti altri

Fino ad ora avevo solo una scarsa simpatia per Filippo Penati, avevo dovuto votarlo alle scorse elezioni amministrative in quanto candidato della “sinistra” in opposizione alla destra affarista e xenofoba, e mi sembrava abbastanza abile, ma non mi piaceva, senza sapere perché.
Adesso, che è arrivato ad una maggiore ribalta delle cronache, ho potuto vedere numerose foto che lo ritraggono e da una in particolare ho tratto un indizio che, forse, può motivare la mia scarsa simpatia per lui, vi è ritratto, durante un sopralluogo su un cantiere, con un cappotto e le mani in tasca, mentre cammina a fianco di un uomo che gli regge l’ombrello.
Tutto qui, direte voi?
Sì, tutto qui.
Egli cammina a fianco dell’uomo che gli regge l’ombrello col fare di colui cui ciò sia dovuto e naturale.
Proprio questo atteggiamento da parte dei politici credo sia ciò che gli italiano debbano smettere di sopportare e che io ho deciso di non sopportare più.
Non è necessario che un politico sia indagato e giudicato colpevole di qualche reato per perdere la mia fiducia, basta che mostri in qualche modo di ritenersi superiore a chicchessia, certo che non lo faccia non è sufficente ad averla, ma, in qualche modo, è una “condicio sine qua non”.

La Lisca ristorante in Milano (recensione)

Il locale si presenta con un’aspetto modernamente invitante per una cena tra amici, ma meglio portarsi caschi da moto con interfono, il rumore delle conversazioni che si intrecciano nell’ampio locale, con ammezzato a vista, non ammette conversazioni a più di trenta centimetri di distanza, quindi meglio andarci in coppia affiatata per parlarsi nelle orecchie.

Il servizio è cortesemente amichevole, offrono il liquore dopo il conto, anche se bisogna essere ostinati per aspettarlo.

Appena seduti portano un piattino ogni due persone con due cucchiaiate di cus-cus con qualche pomodorino e propongono un bicchiere di prosecco. Rinunciare al cus-cus non costa niente, salvo il pomodorino è insapore.

Ottimi gli spiedini di polpo.

Buone le zuppe con pomodorini freschi, anche se non molto varie le specie nella fondina.

Eccellenti le cozze dell’impepata.

Dimenticabile il carpaccio di ricciola alla menta.

Buona la dadolata di tonno e melanzane (forse fin troppo delicata, ma va a gusti)

Non male il fisch and chips salvo che le patatine a fiammifero prima erano brune, amarognole e molli, poi mi sono state portate dorate, ma ancora molli, perché non farle tradizionali, visto che a fiammifero sono così difficili?

Il prezzo per due persone, per due piatti a testa, caffè, acqua e una bottiglia di vino è stato di 80€.

Il vino generalmente costa tra 16 e 18€ a bottiglia, Pigato e Grillo erano dignitosi.

Berlusconi, Tremonti, Brunetta e de Funès

Da molti anni, oramai, i film demenziali sono una categoria riconosciuta e hanno produttori, registi, sceneggiatori e attori specializzati, ma credo che quel che è andato in scena sul palcoscenico della politica italiana in queste settimane abbia messo in crisi l’intero settore.
Chi infatti sia alla ricerca di non sensi demenziali non ha che da fare altro che leggere un giornale o accendere la televisione o andare sul web; Luis de Funès avrebbe soltanto potuto aggiungere qualche smorfia e Leslie Nielsen soltanto qualche ruga, allo spettacolo messo in scena dai nostri politici, in particolare della maggioranza, ma purtroppo non solo.

Il dito e la luna di Piero Ostellino

Qui  Piero Ostellino su corriere.it indica la luna a chi guarda il dito.

L’inizio del suo articolo ha anche qualcosa di condivisibile quando critica Pdl e PD (mancata rivoluzione liberale dell’uno e ambiguo riformismo dell’altro) specificamente nelle persone di Tremonti e Visco (anche se trascura un dato a mio parere non secondario: sono entrambi commercialisti).

Nel prosieguo dell’articolo si parla di debito pubblico (= il Dito) poi egli cita parte dell’art.3 della Costituzione “…È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della personalità umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” e dichiara essere questa la Luna.

La conclusione di P.Ostellino sulla manovra e in specifico sulla riforma fiscale è che Tremonti sia un socialista “in un governo che si vuole liberale”, per dimostrarlo non trova di meglio che dichiarare: “La riforma si propone di perequare i redditi, riducendone le aliquote in modo pressoché uguale.”

Evidentemente P. Ostellino ha esaminato e confrontato le vecchie e le nuove aliquote, proviamoci anche noi:

con le vecchie aliquote un reddito da 10mila avrebbe pagato il 23% cioè 2300 €,

con la nuova aliquota solo 2000€, risparmierà quindi 300€,

invece un reddito da 100mila € avrebbe pagato in base ad aliquote crescenti* 36170€,

con le nuove aliquote solo 34mila, risparmierà quindi 2170€.

Ma come non era la nuova scuola con debiti e crediti che permette di laurearsi a chi ha lacune? Quanti anni ha P.Ostellino? Si sarà laureato nel ’69? Queste sono aliquote perequative?

In ogni caso le sue conclusioni sono: “Così, finisce col mancare i suoi obiettivi: 1) di elevare in modo consistente le condizioni dei ceti meno fortunati, cui i pochi euro in più non cambieranno la vita; 2) di produrre la ripresa economica, grazie all’aumento dei consumi, abbassando radicalmente quelli medio alti, che hanno una maggiore capacità di spesa.”

Per tornare al nostro esempio quindi 300 € di risparmio fiscale per chi ha 10mila € di reddito sono pochi e non gli cambiano la vita, invece oltre 2000 € di risparmio per chi ne guadagna 100mila è addirittura un abbassamento radicale del reddito!

L’ultimo paragrafo su Laffer e R. Regan è un capolavoro, mi sembra mia suocera che vuole andare in montagna perché in montagna stava bene, ci andava 30 anni addietro e aveva ovviamente 30 anni di meno, il livello di consequenzialità logico-causale è il medesimo.

Sarà necessaria una nuova categoria, oltre a chi guarda il dito invece della Luna, a quanto pare esiste anche chi guarda il proprio naso e, piegando i suoi ragionamenti come neppure un buco nero farebbe con lo spazio, si scruta nelle nari.

Note:*(da 0 a 15.000 €  aliquota del 23%, da 15.000,01 a 28.000 € del 27%, da 28.000,01 a 55.000 € del 38%, da  55.000,01 a 75.000 € del 41%, oltre 75.000 euro aliquota del 43%)  con le nuove aliquote solo 34mila